martedì 19 novembre 2013

LA MORTE DI BURAK KARAN PARABOLA DALLE GIOVANILI DELLA GERMANIA ALLA FINE NELLA JIHAD SIRIANA (18/11/2013)

Di Giampaolo Carboni.
Aveva ventisei anni e sino al 2008 faceva il centrocampista difensivo, con un buon successo,Burak Karan (NELLA FOTO LA PARABOLA DELLA SUA VITA A SINISTRA NELLE GIOVANILI DELLA GERMANIA A DESTRA GUERRIERO DELLA JIHAD). Da ragazzo,era stato selezionato per le nazionali giovanili tedesche: in ritiro con Kevin Prince Boateng, con Sami Khedira, gente così. Lo scorso ottobre Burak Karan è morto in Siria, vicino alla frontiera turca, durante un bombardamento delle forze lealiste di Assad. Lui, con ogni probabilità, era lì a combattere, sull'altro fronte.Da qualche anno, infatti, Burak Karan aveva deciso che il calcio non faceva per lui. O meglio, non gli interessava più. "Soldi, carriera, non erano cose importanti per lui - racconta il fratello alla Bild, quotidiano tedesco che oggi ha portato questa storia in prima pagina - Era sempre su internet, a seguire le notizie dalle zone di guerra. Era angosciato per le vittime". Non c'è un infortunio a bloccarne la carriera, anzi. Il tecnico dell'Aachen (il suo ultimo club) conferma che avrebbe potuto guadagnarsi da vivere tranquillamente col calcio. Ok, non sarebbe stato Boateng, ma che importa... A Burak di tutto ciò frega poco: si arrabbia per le ingiustizie verso il suo popolo (è tedesco di passaporto, ma turco di origini e musulmano di religione). Pian piano si avvicina ai movimenti jihadisti. Inizia raccogliendo fondi, poi fa il grande passo: prende moglie e due figli, di tre e dieci mesi, e si sposta in Turchia. Regione di confine con la Siria, l'accesso più veloce alla "zona di guerra" per un europeo. Lì troverà la morte, lo scorso 11 ottobre, probabilmente mentre armi in pugno combatte per sovvertire il regime di Assad. Un'immagine della Germania Under 17. Burak nel cerchio, sotto a sinistra KP Boateng. Bild Un'immagine della Germania Under 17.
I condizionali e i "probabilmente" sono d'obbligo perché la procura federale di Wüppertal ha appena aperto un'inchiesta, lontana dall'essere conclusa, e perché ovviamente la famiglia cerca di proteggere parenti e figli raccontando una versione diversa. Secondo il fratello, Burak era partito per la Turchia per portare medicine, che altrimenti non sarebbero arrivate a destinazione. Una missione umanitaria, insomma. Però di lui è rimasto un video su Youtube che lo descrive come un combattente della Jihad e delle foto in cui imbraccia mitra "poco umanitari". Kevin Prince oggi lo ricorda via Twitter: "Riposa in pace, non dimenticherò i tempi passati insieme. Eri un vero amico. Quello che è successo dopo non lo so e non posso verificarlo". La procura dovrà indagare su eventuali legami con Al Qaeda. Di sicuro c'è che questo ragazzo poco più che ventenne è passato dal vivaio dell Hertha di Berlino alla guerra di Siria, dai campi delle nazionali giovanili tedesche, celebrato simbolo di integrazione riuscita, ai campi di battaglia.

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