martedì 15 luglio 2014

ANTONIO CONTE SI DIMETTE DA ALLENATORE DELLA JUVENTUS (15/07/2014)

Di Giampaolo Carboni.


Se il campionato di Serie A 2014/2015 sarà più vivo rispetto agli ultimi dovremo,all'epoca di celebrare gli eventuali nuovi campioni,ricordarci di questo giorno,epocale perché comunque segna la fine di un ciclo e fa porre,al tempo stesso,domande sul futuro della stessa società bianconera, costretta,sul campo a ripartire da zero anche in tema di scelte di mercato. Alle 20.07 il comunicato della Juventus ha ufficializzato quello che un rapido tam tam aveva già portato alla ribalta da alcuni minuti:Antonio Conte (NELLA FOTO) si è dimesso da allenatore della prima squadra dei campioni d'Italia in carica. Cosa può aver portato ad una simile decisione e la domanda che un pò tutti,juventini e non si fanno prontamente:io non so cosa possa aver portato Conte ad una decisione del genere ma posso provare ad immaginarlo come ognuno di voi e la mia immaginazione ha portato a questa conclusione (che non pretende naturalmente di essere verità):se uno rinnova un contratto due mesi solo per un'altra stagione credo sia perché ha chiesto garanzie sulla squadra da allenare,son passati due mesi e magari,in queste ore,li si è prospetta una nuova avventura senza un big dell'attuale rosa della Juventus,per puntare ugualmente all'Europa ed alla Champions League (in Italia la Juve resta la più forte anche senza Conte secondo me) e Conte ha allora preso questa decisione.


La separazione,è avvenuta in forma consensuale, dopo tre anni ricchi di successi,tre campionati e due supercoppe italiane. Sono ore frenetiche, ma i favoriti per subentrargli sono Massimiliano Allegri,Luciano Spalletti e Roberto Mancini pur essendo uscita una bella infornata di nomi comprendenti anche,per dovere di cronaca è giusto citarli,Francesco Guidolin,Didier Deschamps e Fabio Capello (in questi ultimi due casi sarebbero un ritorno a Torino). Mentre lo stesso Conte potrebbe entrare nel mirino della Nazionale per la successione a Cesare Prandelli. La Juventus ha scelto una lettera, scritta da Andrea Agnelli al proprio allenatore, per confermare il tutto. Questo il testo completo della stessa: 

"Sei stato un grande condottiero per i nostri ragazzi e la notizia di oggi mi rattrista enormemente. Penso ai tre anni trascorsi insieme, tre anni che ci hanno portato a scrivere la storia di questa Società: tre scudetti consecutivi, due Supercoppe italiane, ma sopratutto un percorso di crescita esponenziale. Ma di fronte ai sentimenti e alle ragioni personali anche un Presidente deve fare un passo indietro. Sono passati oggi solamente due mesi dall'ultima grande vittoria e la Juventus deve continuare il suo percorso. Si riparte da zero. Da zero punti in classifica, come gli altri, e da zero vittorie. Ma questa società è dotata oggi di un gruppo dirigente giovane, preparato e coeso che in questi anni ha saputo trovare l'ambizione e la determinazione per conquistare ogni traguardo. La Juventus riparte da un gruppo di atleti di grande talento e professionalità, che saprà mettersi a disposizione del nuovo tecnico per continuare a scrivere il presente e il futuro. Alla storia dei colori bianconeri hai contribuito anche tu e so che, qualunque scelta tu faccia, la notizia di una vittoria juventina ti strapperà sempre un sorriso. Beppe, Fabio, Pavel ed io, insieme con tutti i giocatori, i dirigenti e i dipendenti continueremo a lavorare giorno e notte perché questo è ciò che meritano i tifosi juventini, che merita la Juventus. E chi ci lavora sa di dover essere ogni minuto all'altezza di questa grande società. Grazie di tutto Antonio. Fino alla fine...".

Le divergenze con la società, seppur in un contesto di rapporti umani eccellenti, erano note. Antonio Conte, che in chiusura di stagione aveva tenuto a sottolineare l'importanza di rinforzarsi ("non si può mangiare con dieci euro in un ristorante da cento euro", aveva detto), aveva preferito non rinnovare il contratto nonostante una proposta da cinque milioni a stagione. Nessuna separazione, ma uno stringato tweet della Juve in cui si annunciava: "Stagione 2014/2015: allenatore Antonio Conte". Col contratto in scadenza. Ma ora, proprio il giorno successivo al raduno a Vinovo, è esplosa la bomba. Oltre a un fisiologico calo di motivazioni, non è difficile ipotizzare che i recenti sviluppi nel condurre la campagna acquisti non siano piaciuti a Conte. I due giocatori in cima alla lista erano Cuadrado ed Alexis Sanchez. Che non arriveranno. Evra era un elemento su cui il tecnico di Lecce aveva espresso perplessità. E' possibile che la goccia che ha fatto traboccare il vaso sia stata Arturo Vidal. La società aveva promesso a Conte che non sarebbe stato venduto, ma il Manchester United, fresco di accordo milionario con l'Adidas da novantadue milioni di euro a stagione a partire dal 2015/2016 (curiosamente anche la Juventus passerà nella stessa annata da Nike ad Adidas ma prenderà ventinove milioni di euro a stagione), nelle ultime ore ha alzato l'offerta. E quindi anche il mercato della Juventus,in attesa del nuovo mister,è in stand-by e potrebbe variare:faccio un esempio su tutti:Juan Manuel Iturbe oggi si trovava a Roma per incontrare e chiudere con i dirigenti bianconeri, poi il caos dovuto alle dimissioni di Conte ha fatto rallentare, o addirittura saltare tutto. 
Alla fine è stata una questione di soldi. L'edizione odierna de La Stampa prova a ricostruire i motivi dell'addio di Antonio Conte alla Juventus, spiegando che il problema è legato al portafoglio del club e del relativo shopping in vista della nuova stagione. Il quotidiano riporta il virgolettato di una confessione estiva di Conte a un amico: "Se avessimo i soldi, potremmo comprare i giocatori che vuole l'allenatore e non giovani talenti che poi le squadre di provenienza potrebbero pure ricomprarsi". Nella lista dell'ormai ex tecnico bianconero c'erano Cuadrado, Di Maria, Sanchez senza considerare i tre calciatori 'alla portata' come Iturbe, Di Maria ed Evra. Con Pogba e Vidal richiestissimi in sede di mercato, Conte aveva anche confidato "Se vendiamo uno dei due può succedere di tutto anche con me". Detto, fatto: il mister lascia la Juve, Marotta e Paratici dovranno cercare un nuovo allenatore.






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