giovedì 17 luglio 2014

INCONTRO TRA IL PARTITO DEMOCRATICO ED IL MOVIMENTO 5 STELLE SULLE RIFORME (17/07/2014)

Di Giampaolo Carboni.

«L’incontro è andato bene, abbiamo avuto aperture su molti punti, per esempio sul ballottaggio». Matteo Renzi si è detto «contento» dopo il faccia a faccia su legge elettorale e riforme con il Movimento 5 Stelle. « Sulla riforma del Senato riconoscono che non c’è deriva autoritaria. Il problema è se Di Maio li porta tutti. Vediamo che succede al loro interno» - ha affermato il premier interpellato dai cronisti al termine dell’incontro con il M5S su riforme e legge elettorale a Montecitorio.Esplora il significato del termine: Luigi di Maio del M5S ha affidato a facebook il suo commento a caldo dopo l’incontro. «Oggi abbiamo incontrato il Pd. Lenti, devo dire: hanno rimandato a un altro tavolo... Dopo 25 giorni di gestazione dal primo. Non gli lasceremo spazio per alibi o perdite di tempo». Il vicepresidente della Camera ha aggiunto:«Sulle preferenze c’è stata un’apertura, che verificheremo eccome. Non siamo assolutamente d’accordo sul loro Senato non elettivo, ciò non vuol dire che non possiamo votare insieme l’abolizione dell’immunità parlamentare e gli altri punti esaminati al tavolo. Ora occhi puntati sul Senato dalla settimana prossima. Si vota per l’immunità parlamentare e vediamo se tengono fede agli impegni di fine tavolo». Luigi di Maio ha affidato invece alla sua pagina facebook il suo commento a caldo dopo l’incontro. «Oggi abbiamo incontrato il Pd. Lenti, devo dire: hanno rimandato a un altro tavolo... Dopo 25 giorni di gestazione dal primo. Non gli lasceremo spazio per alibi o perdite di tempo». Il vicepresidente della Camera ha aggiunto:«Sulle preferenze c’è stata un’apertura, che verificheremo eccome. Non siamo assolutamente d’accordo sul loro Senato non elettivo, ciò non vuol dire che non possiamo votare insieme l’abolizione dell’immunità parlamentare e gli altri punti esaminati al tavolo. Ora occhi puntati sul Senato dalla settimana prossima. Si vota per l’immunità parlamentare e vediamo se tengono fede agli impegni di fine tavolo».
Esplora il significato del termine: Il faccia a faccia tra Pd e M5S è iniziato intorno alle 15. Il primo a parlare Luigi Di Maio. «Oggi noi vi facciamo una proposta che viene incontro alle vostra per trovare un punto d’incontro. A noi interessa molto la stabilità. Dobbiamo dare poi ai cittadini la possibilità di scegliere i candidati, dopo 8 anni di Porcellum» ha detto, spiegando che i cinquestelle sono disposti a parlare di legge elettorale «ma solo dopo le riforme».Il faccia a faccia tra Pd e M5S è iniziato intorno alle 15. Il primo a parlare Luigi Di Maio. «Oggi noi vi facciamo una proposta che viene incontro alle vostra per trovare un punto d’incontro. A noi interessa molto la stabilità. Dobbiamo dare poi ai cittadini la possibilità di scegliere i candidati, dopo otto anni di Porcellum» ha detto, spiegando che i cinquestelle sono disposti a parlare di legge elettorale «ma solo dopo le riforme».A Luigi Di Maio ha replicato Debora Serracchiani «Il Pd non è disposto a scambiare la governabilità con le preferenze. Perché dovremmo fare un mercimonio della riforma?» M ail M5S preme sulle preferenze. «La nostra proposta alternativa di sistema elettorale ha come primo punto un proporzionale senza soglie di sbarramento . Al primo turno vince chi prende un voto più del 50%, altrimenti c’è il ballottaggio»- spiega il grillino Danilo Toninelli.
Esplora il significato del termine: L’eurodeputata del Pd Alessandra Moretti ha chiarito che non ci potranno essere forti stravolgimenti. «Noi siamo già arrivati a una mediazione con le altre forze politiche che hanno accettato il confronto con il Pd. Un dialogo che inizialmente - ha sottolineato la Moretti - i grillini hanno rifiutato». «Capisco, comanda Berlusconi...». La replica di Toninelli.L’eurodeputata del Pd Alessandra Moretti ha chiarito che non ci potranno essere forti stravolgimenti. «Noi siamo già arrivati a una mediazione con le altre forze politiche che hanno accettato il confronto con il Pd. Un dialogo che inizialmente - ha sottolineato la Moretti - i grillini hanno rifiutato». «Capisco, comanda Berlusconi...». La replica di Toninelli. Matteo Renzi s’è tolto qualche sassolino nel corso dell’incontro. Ai pentastellati ha detto: « La prima richiesta di confronto con voi l’ho scritta l’8 dicembre. Se io sono un bradipo, voi che ci avete messo 6 mesi per rispondere cosa siete?». Sulle preferenze il premier ha spiegato: «Noi non pensiamo che la preferenza sia lo strumento della democrazia ma tra averla e non averla preferiamo averla. Si è arrivati però a un accordo sulla legge elettorale che non le prevede tanto che come Pd facciamo le primarie».


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