I difensori di Francesco Rocca, accusato di essere il mandante dell’omicidio della moglie Dina Dore (NELLA FOTO), hanno chiesto quest'oggi lo spostamento del dibattimento in altra sede: a Nuoro, dicono, mancano la serenità ambientale. La richiesta è arrivata nella Corte d'Assise del capoluogo barbaricino, dove il dentista viene processato per l’orribile morte della donna avvenuta a Gavoi nel 2008. Nell’ultima udienza prima delle ferie estive, i legali dello stesso Rocca, Mario Lai e Angelo Manconi, hanno dichiarato alla Corte, presieduta da Antonio Luigi Demuro ed a latere Manuela Anzani, che nell'aula nuorese non susisterebbero quelle condizioni di serenità ambientale per andare avanti nel processo, da qui la possibilità di una richiesta di spostamento della sede. Lai, dopo i fatti della scorsa udienza, in cui qualcuno dal pubblico aveva urlato «bugiarda» ad Anna Rocca, sorella di Francesco, mentre raccontava che ci sarebbe stato il primo testimone oculare dell'omicidio, ha minacciato di voler chiedere la rimessione del processo, ovvero lo spostamento del dibattimento in un'altra sede «visto che non ci sono le condizioni ambientali e la serenità per andare avanti». Condizioni che, secondo l'avvocato, «potrebbero turbare l'imparzialità dell'intero ufficio giudicante, se verrà scoperto l'autore di quel gesto». Gesto per cui il presidente Demuro ha presentato una segnalazione in Procura. La precedente udienza,tenutasi una settimana fa,era stata piena di colpi di scena: dopo che Anna Rocca aveva raccontato che esisteva il primo testimone oculare dell'omicidio, individuato in Antonio Delitala, settantanovenne di Bolotana. Informazioni raccolte da un confidente e messe a verbale dall'allora commissario di Polizia di Gavoi Giampiero Putzu. Sia Putzu che Delitala sono sono stati sentiti dalla Corte sempre il 10 ed in quell'occasione Delitala aveva riferito di aver visto sì l'assassino, ma nel sogno, cosa che avrebbe poi raccontato a suoi amici di Gavoi mentre pranzava con loro Anche su questo punto l'avvocato Lai ha dato battaglia. «Non è possibile che un commissario metta a verbale un sogno» ha rimarcato, e ha chiesto di poter risentire in aula il commissario Putzu, cosa che la Corte, però, gli ha negato: il commissario non aveva voluto fare il nome del confidente. Il processo tornerà in aula il prossimo 18 settembre ed,al massimo entro il giorno dopo,verranno sentiti i restanti testi della difesa ha tenuto a specificare Demuro.
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