mercoledì 16 luglio 2014

UN FALLIMENTO CHE BRUCIA ANCORA (16/07/2014)

Di Michele Criscitiello.


Ho già avuto maniera di esprimermi in maniera piuttosto esplicita sul fallimento della nostra nazionale al mondiale brasiliano, ed il tempo trascorso non ha certo diminuito la forza d’urto della volontà di cambiamento che immagino come unica possibile soluzione per riportare il nostro calcio ai fasti del passato. L’immagine che abbiamo dato del nostro movimento calcistico, tra festini e prestazioni indecorose, è la perfetta cartina tornasole di un campionato scontato e noioso, azzoppato alle sue fondamenta da una serie B che racchiude e partorisce gran parte dei problemi di questo sport nel nostro paese. L’istinto non sempre è un cattivo consigliere, e quanto pensato a caldo, immediatamente dopo lo scempio contro l’Uruguay che ci è costato il rientro a Roma prima ed alle più note località vacanziere immediatamente dopo, riflette esattamente le valutazioni che riproporrei anche ad un mese di distanza. Del resto, Prandelli docet, c’é anche chi ci ha messo molto meno tempo a trasformare le espressioni truci e gli sguardi sommessi di Natal, in sorrisi smaglianti a tinte giallorosse come il Galatasaray. Potere della magia di Istanbul o del ricco contratto assicurato da Aysal? Piazza pulita, anche per evitare di riconsegnare le nostre aspettative ed i nostri sogni a personaggi così.

(Da Tmw Magazine di Agosto 2014)

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