Lo chiarisce quasi subito nelle prime battute della conferenza stampa di presentazione e di bentornato all'Inter:Roberto Mancini (NELLA FOTO CON I DIRIGENTI NERAZZURRI A MARGINE DELLA PRESENTAZIONE) non ha la bacchetta magica,come molti di noi immaginavano,la rosa è quella che è dunque ma al tempo stesso il tecnico di Jesi,pur ammettendo che mai si sarebbe immaginato di riprendere la guida tecnica dell'Inter,dice pure che crede fortemente nel progetto illustrato a lui dal Presidente della compagina nerazzurra Erick Thohir. "Non avrei mai pensato di tornare all’Inter, vuol dire che era stato fatto qualcosa di buono la prima volta" queste le esatte parole del Mancio.
"L’entusiasmo sta alla base di ogni successo, sta a noi riportare i tifosi allo stadio". Uno dei nodi che lastricavano lo stomaco di Erick Thohir: la disaffezione del Meazza. Mancini riavvicinerà il pubblico, funzionerà subito come una calamita. "Qui si deve tornare a vincere attraverso il lavoro. L’Inter è un grandissimo club, credo in questo progetto. Sono felice di aver accettato l’offerta, anche se quando si torna in un posto dove si è fatto un buon lavoro, si ha tutto da perdere". Pur mancando quarantacinque giorni buoni all'apertura del mercato di riparazione di gennaio fioccano i nomi che potrebbero esser stati fatti alla società dallo stesso Mancini nella lista della spesa per puntare alla qualificazione alla Champions League 2015/2016 da Cerci a Lamela passando per Kolarov,Salah sino all'incredibile ritorno in nerazzurro di Mario Balotelli (che giusto oggi,al pari di Ogbonna,ha lasciato il ritiro azzurro alla vigilia della gara di qualificazioni agli Europei del 2016 di Milano contro la Croazia,per infortunio) anche se al riguardo Mancini ha comunque detto che SuperMario deve restare a Liverpool. "Il mercato di gennaio? Devo conoscere bene la squadra prima di sapere cosa possa servire. A gennaio o arriva un fuoriclasse, oppure rischi di prendere qualcuno che fatichi ad ambientarsi in poco tempo" ha detto su questo specifico argomento Mancini.
Dieci anni fa quando Mancini arrivò all'Inter la situazione societaria era diversa c'era il compianto Giacinto Facchetti come Presidente ed i Moratti a metterci i soldi,tanti soldi:ed è normale che Mancini parli anche di Massimo Moratti in questo suo riavvicinarsi con il popolo nerazzurro:"Moratti e la sua famiglia hanno fatto la storia dell’Inter, è impossibile da cancellare. L’ho sentito al telefono, l’ho sentito felice e sono felice anche io per la sua felicità. Abbiamo iniziato a vincere insieme, dobbiamo tornare a farlo". E con lo stesso telefono ha parlato a Thohir: "Lo ringrazio per avermi dato questa possibilità. Era dispiaciuto per Mazzarri, mi sembra una persona perbene. Vuole il successo dell’Inter”. Ma c’è anche una parola per lo stesso Mazzarri: "Lo ritengo un bravo allenatore, purtroppo quando si cambia vuol dire che le cose non vanno bene e non è sempre colpa solo e soltanto dell’allenatore".
"Non ho problemi a giocare a tre o a quattro in difesa, l'ho fatto alcune volte al Manchester City ed anche al Galatasaray". Ritrovarsi ora per mano un gruppo forgiato in un anno e mezzo per giocare a tre in un modulo come il 3-5-2 potrebbe essere un problema. "Voglio parlare con i giocatori e trarre le mie conclusioni". Tra quelli a cui vorrà parlare con molta attenzione c'è sicuramente Vidic, il cui avvio di campionato è stato negativo. "Capita a tutti di avere bisogno di qualche mese per ambientarsi. Così è per Nemanja. La situazione la conosco dall'esterno, ma anche lui penso abbia solo bisogno di assestarsi. Guarin? Non conosco la sua situazione, ma per me è un grande giocatore che potrà essere utile per noi". Ha sempre parlato bene di Mateo Kovacic, quando giocava ancora in Croazia e non lo allenava. Ora le strade si incontrano con il calciatore reduce da una più che positiva prestazione contro l'Argentina di Messi: "Ha grandi qualità, è giovane e in quanto tale deve passare anche attraverso situazioni difficili per crescere. In futuro può diventare un campione".
Ora spazio al campo Milan e Roma in trasferta in rapida successione son già un banco di prova importante per lui e per la sua Inter,mentre per quanto riguarda l'ambito europeo la qualificazione ai sedicesimi di finale di Europa League è lì a portata di mano.
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