È stato freddato con un colpo di pistola alla testa che non gli ha dato scampo (NELLA FOTO GLI INQUIRENTI SUL LUOGO DEL DELITTO). Un colpo esploso da distanza ravvicinata. Bachisio Cossu, allevatore di Silanus deceduto ad appena trentaquattro anni,che non ha avuto neppure il tempo di tentare la fuga. È morto sul colpo, cadendo di spalle alla sua attuale compagna sull'asfalto bagnato dalla pioggia che per tutta la giornata è caduta incessante. Il suo killer lo ha guardato in faccia. Lo ha sorpreso ieri sera poco dopo le venti, nel rione alla periferia del paese, davanti alle case popolari situate in via Nazario Sauro. Cossu aveva appena fermato la propria Volkswagen Golf nera ed insieme alla sua nuova donna stava iniziando a scaricare alcuni sacchetti della spesa per portarli in casa. Il giovane, infatti, separato e padre di tre bambine da qualche tempo conviveva con un’altra donna, anche lei separata da un allevatore di Noragugume, noto alle forze dell’ordine per diversi precedenti dalla faida che ha colpito quest'ultimo paese sino all'attentato compiuto ai danni dell'attuale ed anche allora primo cittadino di Ottana del 23 settembre 2010. All’improvviso, dal buio della strada che porta al campo sportivo del paese, è sbucato il killer armato di pistola e col viso coperto da un passamontagna. Si è avvicinato alla sua vittima e puntata la pistola sulla tempia ha fatto fuoco. Un colpo e via. La compagna di Cossu, sentito lo sparo, è corsa fuori ma, come ha raccontato alle forze dell’ordine, ha giusto fatto in tempo a vedere una sagoma scusa allontanarsi di corsa verso il centro del paese. Un bandito svanito nel nulla, un cadavere steso per terra. Morto ammazzato.
La stessa identica sorte che il 20 luglio del 1989 era toccata al padre Pasqualino Cossu, noto Lio, ucciso con due fucilate al petto ed un colpo di grazia alla testa nelle campagne del paese, mentre andava a governare il bestiame, come faceva tutti i giorni. A trovarlo morto era stata la moglie, che non vedendolo tornare a casa per il pranzo si era avviata verso l'ovile di famiglia. Bachisio allora aveva appena nove anni. Una vita segnata, la sua. Una vita apparentemente “normale”, fino a ieri sera almeno. Ora infatti molte cose andranno chiarite. Compito alquanto arduo per i carabinieri del Comando provinciale di Nuoro, e per i colleghi della Compagnia di Macomer e della stazione arrivati subito sul posto. Ieri sera, oltre alla compagna di Cossu, sono stati sentiti in caserma alcuni parenti e vicini di casa che potrebbero aver notato movimenti strani nel rione negli ultimi giorni. Non si esclude nulla. Gli inquirenti, infatti, battono tutte le piste: da quella passionale (anche se pare che l’ex marito della compagna dell’ucciso abbia già fornito un alibi), a quella legata al mondo delle campagne senza, ovviamente, trascurare la tragedia che colpì la famiglia Cossu, oltre venticinque anni fa. Sul luogo del delitto i militari della Rilievi hanno iniziato il sopralluogo alla ricerca di elementi utili alle indagini, in attesa che arrivasse il magistrato di turno, il sostituto procuratore di Oristano, Marco De Crescenzo che solo a notte fonda ha autorizzato la rimozione del cadavere sul quale nelle prossime ore verrà effettuata l’autopsia.
I funerali di Bachisio Cossu si son tenuti nella mattina del 19 novembre dopo che l'esame autoptico effettuato dall'anatomopatologo di Oristano Roberto Demontis ha confermato che la vittima è morta sul colpo. Cossu aveva piccoli precedenti penali,considerati però di poco conto dagli inquirenti che indagano su chi è stato il killer scaltro e sprezzante del pericolo tanto da agire a volto scoperto:un killer venuto da fuori?
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