Di Redazione.
Mario Moro ha confessato in ospedale dopo la cattura: gravemente ferito in un conflitto a fuoco e poi deceduto in carcere, Moro ha raccontato ai magistrati tutti i particolari dell'azione: dalla ricerca di un personaggio ricco sino alla scelta caduta su Soffiantini. Ma l'obiettivo iniziale era una rapina. Se si fosse trovato abbastanza denaro nella villa di Manerbio (tre miliardi, secondo la talpa) non ci sarebbe stato alcun sequestro di persona. Ed invece Soffiantini venne prelevato e Moro racconta che l'uomo sentì male al cuore. Aggiunge che venne portato via nel cofano della macchina, ammanettato. E spiega come la banda si era procurato le armi ed aveva raggiunto l'accordo con i latitanti Cubeddu e Farina: a loro sarebbe andato il sessanta per cento del riscatto perché avrebbero dovuto trattare con la famiglia dell'ostaggio. "Poi mi hanno fregato. Farina era il capobanda" ha anche aggiunto Moro.
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