mercoledì 28 gennaio 2015

NUOVE REGOLE E VECCHI CETI DIRIGENTI (28/01/2015)

Di Francesco Jori.

L’abito non fa il monaco. In nessun contesto; figuriamoci in politica. Non sarà la terza legge elettorale in vent’anni, al di là dei suoi oggettivi meriti o demeriti, a garantire all’Italia quella giusta miscela di rappresentanza e governabilità che le fa difetto ab illo tempore. Perché il problema non sono le regole, ma il modo con cui si applicano: non ci sarà vera svolta, fino a che il personale politico rimarrà lo stesso nella mentalità e nelle prassi; e in troppi casi pure nell’anagrafe. Dal maggioritario ibrido del Mattarellum al proporzionale taroccato del Porcellum, partiti e partitini hanno trovato comunque il grimaldello per assicurarsi la presenza: o mettendo assieme coalizioni posticce prima del voto, o intrufolandosi nelle maglie larghe dei regolamenti parlamentari dopo. Tutt’oggi, l’Italicum viene valutato da favorevoli e contrari molto più in funzione dei propri calcoli di bottega e degli interessi contingenti, che su una prospettiva di lungo periodo. La storia dovrebbe pur insegnare qualcosa. Dall’unità d’Italia a oggi la politica ha ripetutamente cambiato il sistema di voto, saltabeccando dal maggioritario al proporzionale in infinite varianti: uninominale a doppio turno, plurinominale di lista, proporzionale puro o con premio di maggioranza, preferenze e liste bloccate, soglie di sbarramento sì o no (se sì, comunque facilmente aggirabili), voto congiunto e disgiunto. Con il risultato che quello attuale di Renzi è il 130mo governo dall’unità, come dire che se togliamo il ventennio fascista la durata media è di un anno a mala pena; ma c’è stato chi non è riuscito ad arrivare neppure alle due settimane. E sono passati quasi trent’anni (marzo 1986, Pasquino e altri senatori della sinistra indipendente) dalla prima di una chilometrica lista di proposte di legge per superare la vecchia proporzionale pura del dopoguerra. Il proposito dichiarato era di arrivare a un sistema tale da consentire «un più avanzato equilibrio tra rappresentatività parlamentare ed efficienza governativa». Lo stiamo ancora aspettando. C’è tuttavia una possibilità concreta di aspettarsi dall’Italicum un cambiamento, se lo consideriamo non dalla parte degli eletti ma degli elettori. I primi sono destinati ad estinguersi, o per ragioni anagrafiche o per le guerriglie interne ai vari partiti. I secondi hanno archiviato per sempre la stagione del voto ideologico, di appartenenza, per assumere un atteggiamento totalmente laico: o cambiano di volta in volta il prodotto, o lo rifiutano in blocco. Così, nel medio periodo, si può ipotizzare che le nuove regole elettorali inducano comportamenti del popolo delle urne tali da ridisegnare in modo radicale l’asfittico quadro partitico. Portando a due schieramenti prevalenti, uno di centrosinistra l’altro di centrodestra, solo lontanissimi parenti degli odierni ibridi Pd e Pdl. E due minori laterali, uno a destra l’altro a sinistra: il primo interpretato da quel singolare soggetto che oggi si chiama Lega ma che della vecchia Lega non ha pressoché nulla; l’altro affidato a quella magmatica sacca di. asteroidi che oggi si ispirano allo Tsipras di turno ma che in tanti anni non sono mai riusciti a darsi un’identità condivisa. A ben guardare, e fatti i dovuti distinguo, il risultato finale assomiglia allo schema diffuso in quasi tutte le democrazie occidentali, e contiguo in particolare a quello francese. Uno scenario avversato da pressoché tutti i partiti nostrani, al di là delle dichiarazioni di facciata, peraltro smentite dai reiterati quanto disinvolti cambi di scelta sul modello elettorale da adottare in cui molti di loro si sono esibiti. Perché in realtà, per buona parte dei manovratori, la soluzione ideale è quella suggerita da una velenosa battuta di Corrado Guzzanti: se i partiti non rappresentano più gli elettori, cambiamoli questi benedetti elettori.

(Da "La Nuova Sardegna")

Nessun commento:

Posta un commento

Qualsiasi commento anonimo o riportante link NON sarà pubblicato

Any anonymous or linked comments will NOT be published