martedì 3 febbraio 2015

L'ISIS HA BRUCIATO VIVO IL PILOTA GIORDANO PER AMMAN E' MORTO IL TRE GENNAIO (03/02/2015)

Di Giampaolo Carboni.
Un video diffuso online mostra l’uccisione del pilota giordano Muath al Kasasbeh, catturato lo scorso 24 dicembre dallo Stato Islamico a Raqqa, in Siria. L’autenticità del video non è ancora stata confermata dal governo giordano ma esperti e analisti lo considerano autentico: mostra al Kasasbeh chiuso in una gabbia con una tuta arancione sporca di combustibile liquido, raggiunto da una fiamma e poi bruciato vivo. Lo Stato Islamico è un’organizzazione estremista islamica sunnita che controlla parte dell’Iraq e della Siria. Durante il video l’organizzazione minaccia i cittadini dei paesi che stanno partecipando all’intervento militare coordinato dagli Stati Uniti proprio per contenere lo Stato Islamico. Muath al Kasasbeh era al centro di una storia complicata di cui si era occupata negli ultimi giorni la stampa internazionale. Lo Stato Islamico infatti due settimane fa ha ucciso un cittadino giapponese, Haruna Yukawa, e aveva minacciato di uccidere un altro giapponese, il giornalista Kenji Goto, a meno che il governo giordano non rilasciasse Sajida al Rishawi, terrorista irachena di 46 anni che nel 2005 partecipò a un grosso attentato in Giordania. In un secondo video diffuso il 27 gennaio lo Stato Islamico aveva cambiato condizioni, annunciando un ultimatum entro il quale il governo giordano avrebbe dovuto liberare Sajida, altrimenti Muath al Kasasbeh sarebbe morto. Il governo giordano aveva detto pubblicamente di essere disposto a liberare Sajida al Rishawi, in cambio però della liberazione del pilota giordano Muath al Kasasbeh; il governo ha chiesto per giorni una prova del fatto che fosse vivo, senza mai ottenerla. Le trattative non sono andate da nessuna parte e oggi c’è chi sospetta che il pilota fosse già stato ucciso. Lo Stato Islamico il 31 gennaio ha diffuso un video che mostra l’uccisione di Goto. La Giordania fa parte della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti che da diversi mesi ha cominciato una campagna militare aerea contro lo Stato Islamico in Iraq e in Siria. Ha partecipato direttamente ad alcune operazioni militari in Siria contro postazioni dell’Is e in passato ha contribuito agli sforzi per interrompere le linee di finanziamento alle organizzazioni terroristiche ed estremiste.
Se il video del pilota giordano arso vivo dagli jihadisti dell'Isis fosse reale, gli Stati Uniti e la coalizione internazionale "raddoppierebbero la vigilanza e la determinazione" per far si' che lo Stato islamico sia sconfitto. Lo ha assicurato il presidente americano, Barack Obama, in una dichiarazione seguita alla diffusione sul web del filmato, nel quale Muad Kasasbeah verrebbe bruciato vivo in una gabbia dai miliziani sunniti. "Se il video dell'ostaggio giordano fosse reale, sarebbe un'ulteriore indicazione della brutalita' e della barbarie dell'organizzazione" terroristica, ha affermato Obama, ribadendo che l'ideologia dell'Isis e' destinata a fallire. La Casa Bianca ha riferito che il presidente ha ordinato di impiegare tutte le risorse a disposizione per individuare gli ostaggi nelle mani degli jihadasti, tra cui l'unica nota, al momento, e' una volontaria americana ventiseienne, rapita nel 2013 in Siria.
La Giordania entra nella maniera piu' drammatica nel conflitto tra Isis e il mondo. Dopo il video pubblicato oggi e risalente,con tutta probabilità,allo scorso 3 gennaio in cui un ostaggio giordano viene bruciato vivo in una gabbia di ferro, Amman ha annunciato che giustizierà domani la terrorista Sajida al Rishawi, condannata all'ergastolo nel 2006 per un attentato in cui morirono oltre cinquanta persone. L'Isis chiedeva la liberazione della donna in cambio del pilota di Amman, Muad al-Kasaesbeh, catturato il 24 dicembre scorso durante un raid in Siria. Lo riferiscono fonti della sicurezza di Amman. Gli jihadisti dell'Isis, intanto, hanno messo una taglia su sessanta 'piloti giordani della coalizione crociata' internazionale a guida Usa impegnata nelle operazioni in Siria e in Iraq, fornendo una lista con le loro generalità. Nello stesso video in cui viene arso vivo il pilota Muad al-Kasaesbeh, i miliziani sunniti hanno promesso cento dinari d'oro a chiunque uccida un pilota crociato. Il dinaro d'oro, a cui fanno riferimento gli jihadisti, è la prima moneta islamica coniata fin dall'eta' degli omayyadi che guidarono la Siria e l'Umma (la comunita' islamica) dal 661 d.C.. Moneta che lo scorso novembre Isis annunciò sarebbe tornata ad essere valida in tutto il Califfato, la vasta area che controllano tra Siria e Iraq, il cui valore è stimato in circa centocinquanta dollari.

VEDI QUI IL VIDEO INTEGRALE DIFFUSO DALL'ISIS SULL'UCCISIONE DEL PILOTA GIORDANO

© Riproduzione riservata.

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