Di Giampaolo Carboni.
Nell'estate che ha da poche settimane salutato, lo sport isolano non ha vissuto solamente di ritiri di squadre di calcio o di basket, o delle regate di vela nei tanti mari che ci circondano. Probabilmente l'evento che ha regalato maggior gloria alla nostra tanto (a volte almeno) vituperata terra è legato ad un paesino del nostro Sarcidano, Nurri, paese natale di Giovanni Atzeni, che anche quest'anno si è confermato numero uno a Siena, nel Palio, la più grande manifestazione che mobilita un’intera città mettendo le diverse contrade in competizione fra di loro. Veramente a molti il nome Giovanni Atzeni,da queste parti come tra gli addetti ai lavori, può non dire molto ma se si usa subito il suo soprannome Tittia, tutti capiscono e ricollegano il suo nomignolo alle sue indiscusse gesta. La scorsa settimana Tittia ha fatto una rimpatriata nel suo paese (vivendo normalmente in una frazione della stessa Siena, Taverne D'Arbia, con la propria famiglia composta dalla moglie Ilaria e da un bimbo di nome Mattia) per essere festeggiato ed osannato dei suoi compaesani e pure per ricevere la "Spiga d'oro", un premio che è stato istituito dai vari comuni di questa zona della Sardegna (Escolca,Gergei,Gesico, Mandas,la stessa Nurri, Selegas,Siurgus Donigala e Suelli), un riconoscimento che è stato direttamente consegnato dal Presidente della Regione Autonoma della Sardegna Ugo Cappellacci che non è voluto mancare all'appuntamento (VEDI FOTO). «Atzeni con i suoi limpidi successi ha riempito di orgoglio il cuore dei sardi. Tutte le volte che correrai afferma l’orgoglio dei sardi, della tua terra, del tuo popolo. Sarai un aiuto per tutti noi, un messaggio di coraggio per tutti i sardi che tutti i giorni affrontano un momento difficile della storia, con dignità e determinazione» ha detto durante la cerimonia di celebrazione di Tittia lo stesso Cappellacci. Atzeni (che proprio oggi ha ricevuto un ammonizione per il Palio di luglio per essere partito in occasione del Palio dal quinto posto, anziché dal settimo assegnatogli) ha fino ad ora scalpito tre date (16 agosto del 2012 e del 2013 e 2 luglio 2013) nella storia del Palio ed in quella del proprio paese, Nurri,che vanta una grande tradizione in termine di rapporto tra l'uomo ed il cavallo:attualmente altri due fantini Andrea Atzeni e Paolo Sirigu,si sono distinti in palcoscenici, sia nazionali che regionali, con alcune vittorie che hanno rinverdito anche la tradizione storica nel settore dei vari fantini della nostra isola. Una tradizione ed una passione che lo stesso Tittia ha ereditato in famiglia dal padre Franco che,da emigrato in Germania come tanti sardi per cercare lavoro e far quadrare i conti a casa,acquistò il primo cavallo su cui iniziò le proprie avventure il figlio Giovanni, l'unico dei cinque che intraprese questa strada sino ad arrivare all'odierno successo. «Nel 1981 acquistai ad un'asta Vento del nord, un cavallo di scarto che pareva già bello che destinato alla macellazione. Gli dedicai tutto il mio tempo libero per addestrarlo riuscendo a farlo divenire un affare. Giovanni si è fatto le ossa in groppa a questo cavallo, che ha montato per la prima volta quando aveva appena 5 anni». Su quello stesso cavallo Atzeni, dodicenne nel 1997, corse il suo primo palio e dopo poco tempo venne notato da un talent scout in materia,dal serdianese Francesco Angius che pronosticò, senza sbagliare affatto visto i fatti, un futuro ricco di successi. Ed è proprio il futuro di Atzeni quello che ora riparte, con la ripresa della preparazione, del lavoro scuro, del buttar giù fatica su fatica per poter raccogliere mesi dopo in pochi istanti di rapida corsa, magari anche con quei cavalli acquistati nella scorsa stagione dalla nostra terra, una terra che deve sempre ricordare e mai dimenticare il rapporto indissolubile che la lega all'intero movimento ippico.
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