Di Enrico Fresu.
Sul tavolo dei liquidatori ci sono otto potenziali acquirenti dei traghetti della Saremar. Tra le manifestazioni di interesse ci sarebbe anche quella dei lavoratori della compagnia di navigazione controllata dalla Regione in concordato preventivo. Solo indiscrezioni, per il momento, che non trovano conferme: le richieste di informazioni ufficiali si schiantano davanti al riserbo dello studio Murgia di Cagliari che si sta occupando della pratica di cessione della flotta. Ma i nomi degli interessati hanno iniziato a circolare. Una proposta sarebbe arrivata dalla Cin-Tirrenia, un'altra sarebbe stata presentata dalla Moby di Vincenzo Onorato. Interessato all'acquisto anche l'armatore maddalenino Franco Del Giudice, con la sua Delcomar. Ma le sigle note in Sardegna non finiscono qui, perché in corsa ci sarebbe anche Gianni Onorato, patron della Motomar Sarda. Stando alle poche informazioni trapelate, entro il 12 ottobre avrebbero inviato una lettera altre tre società che non hanno sede sull'Isola: la Ttt Lines Spa di Napoli e la Frasavida Srl di Reggio Calabria il cui amministratore unico, Daniele Diano, aveva da tempo dimostrato l'intenzione di acquisire tutto il naviglio. Disponibile all'acquisto della flotta sarebbe anche una società di Porto Vecchio, in Corsica: la Ettorri. Mentre tra Cagliari, Carloforte e La Maddalena continuano le proteste dei dipendenti, che il 31 dicembre saranno tutti licenziati. Anche se non è esclusa la prosecuzione del servizio per alcuni mesi. Sul mercato intanto sono finiti sette traghetti, da vendere in blocco per un prezzo minimo di 6,3 milioni di euro, sulla base della stima effettuata a febbraio dallo studio Ansaldo di Genova. Vale 1,6 milioni di euro il Santo Stefano, che sotto la chiglia ha 23 anni di navigazione ed è lungo 72 metri. Le altre imbarcazioni sono: l'Isola di Caprera (1,3 milioni), l'Ichnusa (un milione e 170 mila euro), il Vesta (900 mila), il Sibilla (790mila), e i più piccoli Arbatax e La Maddalena, al prezzo di 300 mila euro ciascuno. All'inizio del mese aveva fatto scalpore l'invio di una lettera ai dipendenti, da parte dei liquidatori giudiziari, che li avvertiva della possibilità della presentazione di una manifestazione di interesse. Da parte di qualcuno era stata bollata come una presa in giro nei confronti di lavoratori che stavano combattendo per un salario che rischia di scomparire dal primo gennaio del prossimo anno. L'esistenza dell'offerta per la flotta, da parte loro, dimostrerebbe che quella comunicazione non era campata per aria né una beffa, anche se è ormai tramontata l'ipotesi della costituzione di una cooperativa per rimanere a galla. L'esistenza della proposta dei dipendenti trova conferma da fonti sindacali: «Sì, esiste uno scambio di mail che conferma l'intenzione di presentare un'offerta ai liquidatori», dice Arnaldo Boeddu, che segue la vertenza in qualità di segretario della Filt-Cgil. E aggiunge: «La protesta comunque non si ferma, per il 23 è previsto uno sciopero a Cagliari, Carloforte e La Maddalena. Continuiamo a chiedere una proroga, di almeno sei mesi. La privatizzazione di queste compagnie, in altre regioni, ha solo generato caos e ricorsi». Conquistare i traghetti, chiunque riesca ad accaparrarseli, non vuol dire comunque aver per forza fatto l'affare. Per farli fruttare è necessario avere delle rotte sulle quali metterli in mare. E quelle ora coperte da Saremar dovranno essere messe a bando. E la vera partita, per gli imprenditori, inizierà con la sfida per l'aggiudicazione, quando i lavoratori non potrebbero competere. Ma non restano a guardare. La tensione per il destino di 167 famiglie resta alta. Da settimane si susseguono le iniziative di protesta, con il blocco dei porti in Corsica, fiaccolate, manifestazioni eclatanti come l'occupazione del campanile a Carloforte e l'occupazione della sala consiliare del municipio della Maddalena. Solo qualche giorno fa nel cuore dell'arcipelago sono scesi in piazza in mille, affiancati dai sindaci dell'isola, di Santa Teresa di Gallura e Palau e due notti fa la notte è stata illuminata da una fiaccolata. Una rassicurazione è già arrivata dall'assessore regionale ai Trasporti, Massimo Deiana, che in una comunicazione ai primi cittadini interessati aveva confermato «che la clausola sociale di salvaguardia dei livelli occupativi che stiamo inserendo nella procedura di gara per l'affidamento dei servizi marittimi con le isole minori, potrà riguardare sia i dipendenti Saremar in continuità di rapporto di lavoro, attualmente 117, sia gli attuali 32 in turno particolare». Nessuna certezza per gli amministrativi e per chi è vicino alla pensione.
(Da "L'Unione Sarda")
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