Sei anni dopo la pioggia di cinquantamila multe che,prima di essere annullate in regime di autotutela,si era abbattuta sugli automobilisti di mezzo Stivale, sei anni dopo il sequestro dell’impianto disposto dalla Procura di Nuoro, sei anni dopo l’apertura di un’inchiesta per abuso d’ufficio, è finita con due assoluzioni “per non aver commesso il fatto” e una condanna ad un anno e quattro mesi per abuso d’ufficio, la vicenda che più di tante altre, nell’estate del 2012, aveva animato le cronache del Nuorese e della Gallura: quella del “tutor” di San Teodoro. Il rilevatore della velocità media che era stato sistemato sulla 131 dcn nei nove chilometri del tratto tra Budoni e Ovilò per vigilare anche sul traffico e sulla sicurezza degli automobilisti. Secondo l’accusa iniziale, la sistemazione di quell’impianto di rilevazione della velocitàmedia che aveva fatto tante “vittime” tra gli automobilisti appena sbarcati a Olbia o in partenza era frutto di un illecito penale commesso, ognuno per la parte e il ruolo che gli competeva, dall’allora comandante dei vigili e responsabile dell’area vigilanza del Comune, Francesco Asole, e dagli allora sindaco Tonino Meloni e consigliere comunale con la delega al settore Traffico, Gianfranco Bacciu. I tre, infatti, erano stati rinviati a giudizio con l’accusa di abuso d’ufficio. Perché, in sostanza, avrebbero affidato il servizio con una procedura non regolare, violando diverse norme. Ma anche la Procura, evidentemente, già dalla fase finale del processo, aveva riconosciuto che in realtà, a parere della pubblica accusa, sia l’allora sindaco Meloni, sia l’allora consigliere Bacciu, nella vicenda del tutor non avevano alcuna responsabilità. E per questo, alla scorsa udienza, il pm Giorgio Bocciarelli, ne aveva sollecitato l’assoluzione. Assoluzione che, ovviamente, ha sollecitato per Meloni e Bacciu, anche il loro avvocato Lorenzo Soro. «Meloni e Bacciu non hanno commesso alcun illecito – ha detto il legale – entrambi non erano a conoscenza del contratto del tutor, non ne conoscevano nemmeno i costi, né tantomeno i dettagli». E il tribunale collegiale, presieduto dal giudice Giorgio Cannas, ha accolto la richiesta e ha assolto in pieno entrambi gli imputati “per non aver commesso il fatto”. È stato condannato a un anno e quattro mesi,invece – così come aveva chiesto il pubblico ministero Bocciarelli – l’allora comandante dei vigili e responsabile del settore vigilanza, Francesco Asole.
Il suo difensore, Niccolò Lucchi, durante la sua arringa ne aveva sostenuto la piena innocenza e con diversi argomenti. «Asole – ha spiegato l’avvocato – non ha commesso alcun illecito e ha sempre agito secondo giustizia. Aveva il potere di bandire la gara, e per farla non aveva bisogno della preventiva autorizzazione della giunta. E non è vero che aveva assegnato il servizio tramite affidamento diretto, perché aveva seguito l’iter della procedura negoziata dopo aver invitato a partecipare 12 ditte, e dopo un’ accurata indagine di mercato. Asole, insomma, ha seguito un atto di indirizzo politico, non ha violato alcune norma e aveva tutti i poteri per fare quello che ha fatto. Quanto alle multe lui non ne ha firmato nemmeno una. I verbali non li ha spediti Asole, ma la società che ha sistemato il tutor. Asole, anzi, ha annullato iverbali in autotutela». Dopo il deposito delle motivazioni della sentenza, entro novanta giorni, la difesa si prepara a ricorrere in appello.
© Riproduzione riservata.
Nessun commento:
Posta un commento
Qualsiasi commento anonimo o riportante link NON sarà pubblicato
Any anonymous or linked comments will NOT be published