Si era fermata per prestare soccorso ad un altro automobilista, un giovane medico di Nuoro, Antonio Sanna di ventotto anni, finito con la sua vettura contro il gard rail. Cinzia Usai (NELLA FOTO IN ALTO), insegnante nuorese di cinquantuno anni nel pomeriggio è morta nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Francesco a causa delle gravi ferite riportate, dopo essere stata travolta da una vettura che, sopraggiunta sul quel tratto di strada, non è riuscita a frenare in tempo e ad evitare così il forte impatto. La dinamica Mancavano pochi minuti alle dieci e trenta del mattino quando sulla Statale 131, in direzione Siniscola, subito dopo l’uscita dalla prima galleria, una Fiat Panda guidata dal medico nuorese, diretto a Dorgali per iniziare il turno di guardia, come impazzita ha invaso la corsia, finendo contro la barriera spartitraffico. Pioveva e la strada era particolarmente scivolosa. A poca distanza sopraggiungeva l’utilitaria, una Daihatsu, guidata dall'insegnante elementare che vista la situazione, forse a causa di una brusca frenata, si è girata su se stessa fermandosi poi contromano sulla carreggiata di destra. Dopo un attimo di spavento Cinzia Usai è scesa dall’auto e si è diretta verso l’altro automobilista per sincerarsi che stesse bene. Si sono detti qualcosa, forse pensavano di segnalare tempestivamente l’incidente per evitare di creare situazioni di pericolo. Ma non ne hanno avuto il tempo. Una Citroen, guidata da un ventenne nuorese, Rocco Carotti ha schivato la prima vettura che si è trovato davanti all'improvviso e, forse, nella confusione del momento, non riuscendo a vedere le due persone che sostavano vicino alla seconda auto, le ha prese in pieno. L’impatto è stato violentissimo. Antonio Sanna è stato scaraventato qualche metro più avanti mentre Cinzia Usai è volata oltre la barriera di metallo, finendo rovinosamente sull’asfalto della corsia opposta, in direzione Nuoro. Anche la terza auto, dopo aver urtato violentemente contro la Panda è finita col muso contro il guad rail. I soccorsi Per un attimo, in quel tratto di strada, nella mattina il tempo si è fermato per poi riprendere a scorrere in modo frenetico, al ritmo dei soccorsi che sono stati immediati. La chiamata alla centrale operativa del 118 ha messo in moto le ambulanze e l’elicottero decollato da Olbia. Il traffico è stato fermato per ore e solo a fine mattinata le auto che si erano incolonnate in direzione Olbia, hanno dovuto fare inversione e su indicazione della polizia stradale transitare contromano. Cinzia Usai è apparsa subito in condizioni gravissime. La donna è andata in arresto cardiaco per diversi minuti e, solo dopo le disperate manovre di rianimazione effettuate dagli operatori del 118 il suo cuore ha ripreso a battere. Caricata sull'elicottero l’insegnate è stata ricoverata in Rianimazione con una profonda ferita al capo. Poco dopo al San Francesco sono giunti anche gli altri feriti: Antonio Sanna, in codice rosso, con un importante trauma cranico e una frattura esposta della gamba, è in prognosi riservata. Rocco Carotti, fortunatamente meno grave ma sotto shock, è stato ricoverato ma le sue ferite sono lievi. Poi la situazione è precipitata nel pomeriggio. Il cuore di Cinzia Usai ha smesso di battere intorno alle ore diciotto, mentre fuori dal reparto i familiari speravano in un miracolo.
La strada statale 131 è rimasta chiusa al traffico per cinque ore per permettere le attività di soccorso agli operatori che sono intervenuti pochi istanti dopo il tragico incidente. I rilievi svolti dagli agenti della stradale, guidati dal comandante Giacinto Matera che ha coordinato tutte le attività, serviranno a ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente che ha portato alla morte dell’insegnante nuorese. Sul corpo della donna, probabilmente, verrà eseguita l’autopsia per chiarire ogni dubbio. Come da prassi, per finalità investigative, i conducenti delle auto coinvolte nello scontro sono stati sottoposti agli esami clinici per la verifica del tasso alcolemico. Ma occorrerà attendere gli esiti. Il traffico sulla Nuoro-Siniscola ha ripreso a scorrere poco prima delle sedici. Solo dopo che i vigili del fuoco del comando provinciale, al lavoro dai momenti immediatamente successivi al tragico scontro, hanno potuto mettere in sicurezza le auto e liberare la carreggiata.
Chi era Cinzia Usai lo si può raccontare usando le parole dei familiari e delle tante colleghe che ieri, sconvolte dalla notizia hanno voluto ricordarla com’era. Insegnante pendolare, con venticinque anni di servizio alle spalle, svolgeva il suo lavoro con passione. Era una donna forte, semplice, cordiale, energica ma tanto schiva. "Non mi stupisce – ha detto la sorella Francesca, frastornata dalla tragedia – che visto l’altro automobilista in difficoltà sia scesa subito a soccorrerlo. Cinzia era molto reattiva, amava fare sport e da anni faceva fitness. Insegnava ai bambini ed era contenta del suo lavoro». Ieri pomeriggio nel reparto al secondo piano dell’ospedale era un continuo via vai di persone. La notizia della morte della maestra ha destato grande commozione in città, e in tanti si sono riversati nella sala d’attesa per stringersi attorno ai familiari, all'anziana madre, signora Angelina che ora dovrà affrontare una perdita troppo grande. "Cinzia era legatissima alla mamma – ha raccontato la collega e amica, Giovanna Fadda –. Facevano tante cose insieme. Io e lei avevamo lavorato per cinque anni nella scuola elementare di San Teodoro, nel 1992, anno in cui siamo passate di ruolo. Non era ancora riuscita ad arrivare a Nuoro, perciò viaggiava quotidianamente – ha aggiunto la collega – Ogni anno faceva richiesta di avvicinamento, solo per questo però, aveva deciso di non attivare la procedura: aveva preso una prima classe a Galtellì e stava molto bene. Adorava i suoi bambini e dava loro tanto. Di lei non dimenticherò mai il sorriso, mi riempiva e scaldava il cuore". Anche stamattina l’insegnante era salita in macchina per percorrere il solito tragitto che l’avrebbe portata a scuola. Era sempre puntuale, infatti il suo ritardo ha preoccupato tutti. In classe gli alunni l’hanno attesa per ore. Adesso qualcuno dovrà spiegare loro come la cara maestra, dal sorriso caloroso, improvvisamente, sia diventata una stella.
AGGIORNAMENTO DEL 19/05/2019
È stata aperta un’inchiesta per accertare la dinamica del tragico incidente avvenuto sulla Statale 131. Il magistrato di turno, Giorgio Bocciarelli, ha disposto l’autopsia sul corpo di Cinzia Usai, scesa dalla sua auto per soccorrere un medico in difficoltà e travolta da un’altra vettura giunta qualche minuto dopo. L’esame che verrà effettuato domani, servirà a fornire ulteriori elementi (oltre a quelli raccolti dalla polizia stradale che ha svolto i rilievi, e sentito alcuni testimoni oculari), per fare luce sull’esatta dinamica dell’incidente. L’investitore, il ventenne Rocco Carotti che nell'impatto ha riportato ferite lievi ma un forte choc, ora rischia di essere incriminato per omicidio stradale. L’incidente Cinzia Usai poco dopo le dieci del mattino era diretta a Galtellì, dove insegnava alle scuole elementari, quando si è trovata di fronte un’auto, una Fiat Panda guidata da un giovane medico di ventotto anni, che era finita contro il guard rail. La donna a bordo di una Daihatsu ha perso il controllo del mezzo e dopo una brusca inversione, si è trovata contromano rispetto alla corsia di marcia. Pochi minuti dopo è giunta la Citroen C3, guidata da un ventenne, Rocco Carotti, anche lui nuorese che ha travolto la maestra ed il medico, nel frattempo scesi dalle loro auto, probabilmente per segnalare la presenza dell’incidente. La tragedia si è consumata in un attimo: i corpi di Cinzia Usai e Antonio Sanna hanno fatto un volo di qualche prima di finire rovinosamente sull'asfalto. La donna è stata sbalzata dall'altra parte della corsia, in direzione Nuoro. I feriti sono stati soccorsi immediatamente da alcuni automobilisti che hanno cercato di intervenire in attesa che giungessero gli operatori del 118. L’insegnante è andata in arresto cardiaco, superato dopo le manovre disperate dei medici che per oltre mezzora hanno cercato di rianimarla. Trasferita in Rianimazione la maestra nel pomeriggio è morta per le gravi ferite riportate. Il medico, ricoverato per un importante trauma cranico è ancora in prognosi riservata.
Se Cinzia Usai fosse partita prima, secondo l’orario previsto nel calendario scolastico, probabilmente sarebbe ancora viva. Invece, da presto, ha chiamato una collega per chiederle se poteva cambiare il turno con lei: non si sentiva tanto bene ed avrebbe preferito partire con più calma. Era destino, verrebbe da dire, pensando alle sottili trame e coincidenze che hanno sconvolto l’esistenza di tre persone, le cui vite si sono incrociate un attimo al chilometro numero cinquantacinque della statale 131. In quel tratto di strada bagnato dalla pioggia, c’era la nera signora appostata dietro una semi curva ad aspettare che tutto accadesse, che tutto avvenisse in modo inevitabile. Sarebbe bastato un istante prima o uno dopo, oppure che le auto fossero un metro più in là per evitare il disastro.
La strada statale 131 è rimasta chiusa al traffico per cinque ore per permettere le attività di soccorso agli operatori che sono intervenuti pochi istanti dopo il tragico incidente. I rilievi svolti dagli agenti della stradale, guidati dal comandante Giacinto Matera che ha coordinato tutte le attività, serviranno a ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente che ha portato alla morte dell’insegnante nuorese. Sul corpo della donna, probabilmente, verrà eseguita l’autopsia per chiarire ogni dubbio. Come da prassi, per finalità investigative, i conducenti delle auto coinvolte nello scontro sono stati sottoposti agli esami clinici per la verifica del tasso alcolemico. Ma occorrerà attendere gli esiti. Il traffico sulla Nuoro-Siniscola ha ripreso a scorrere poco prima delle sedici. Solo dopo che i vigili del fuoco del comando provinciale, al lavoro dai momenti immediatamente successivi al tragico scontro, hanno potuto mettere in sicurezza le auto e liberare la carreggiata.
Chi era Cinzia Usai lo si può raccontare usando le parole dei familiari e delle tante colleghe che ieri, sconvolte dalla notizia hanno voluto ricordarla com’era. Insegnante pendolare, con venticinque anni di servizio alle spalle, svolgeva il suo lavoro con passione. Era una donna forte, semplice, cordiale, energica ma tanto schiva. "Non mi stupisce – ha detto la sorella Francesca, frastornata dalla tragedia – che visto l’altro automobilista in difficoltà sia scesa subito a soccorrerlo. Cinzia era molto reattiva, amava fare sport e da anni faceva fitness. Insegnava ai bambini ed era contenta del suo lavoro». Ieri pomeriggio nel reparto al secondo piano dell’ospedale era un continuo via vai di persone. La notizia della morte della maestra ha destato grande commozione in città, e in tanti si sono riversati nella sala d’attesa per stringersi attorno ai familiari, all'anziana madre, signora Angelina che ora dovrà affrontare una perdita troppo grande. "Cinzia era legatissima alla mamma – ha raccontato la collega e amica, Giovanna Fadda –. Facevano tante cose insieme. Io e lei avevamo lavorato per cinque anni nella scuola elementare di San Teodoro, nel 1992, anno in cui siamo passate di ruolo. Non era ancora riuscita ad arrivare a Nuoro, perciò viaggiava quotidianamente – ha aggiunto la collega – Ogni anno faceva richiesta di avvicinamento, solo per questo però, aveva deciso di non attivare la procedura: aveva preso una prima classe a Galtellì e stava molto bene. Adorava i suoi bambini e dava loro tanto. Di lei non dimenticherò mai il sorriso, mi riempiva e scaldava il cuore". Anche stamattina l’insegnante era salita in macchina per percorrere il solito tragitto che l’avrebbe portata a scuola. Era sempre puntuale, infatti il suo ritardo ha preoccupato tutti. In classe gli alunni l’hanno attesa per ore. Adesso qualcuno dovrà spiegare loro come la cara maestra, dal sorriso caloroso, improvvisamente, sia diventata una stella.
AGGIORNAMENTO DEL 19/05/2019
È stata aperta un’inchiesta per accertare la dinamica del tragico incidente avvenuto sulla Statale 131. Il magistrato di turno, Giorgio Bocciarelli, ha disposto l’autopsia sul corpo di Cinzia Usai, scesa dalla sua auto per soccorrere un medico in difficoltà e travolta da un’altra vettura giunta qualche minuto dopo. L’esame che verrà effettuato domani, servirà a fornire ulteriori elementi (oltre a quelli raccolti dalla polizia stradale che ha svolto i rilievi, e sentito alcuni testimoni oculari), per fare luce sull’esatta dinamica dell’incidente. L’investitore, il ventenne Rocco Carotti che nell'impatto ha riportato ferite lievi ma un forte choc, ora rischia di essere incriminato per omicidio stradale. L’incidente Cinzia Usai poco dopo le dieci del mattino era diretta a Galtellì, dove insegnava alle scuole elementari, quando si è trovata di fronte un’auto, una Fiat Panda guidata da un giovane medico di ventotto anni, che era finita contro il guard rail. La donna a bordo di una Daihatsu ha perso il controllo del mezzo e dopo una brusca inversione, si è trovata contromano rispetto alla corsia di marcia. Pochi minuti dopo è giunta la Citroen C3, guidata da un ventenne, Rocco Carotti, anche lui nuorese che ha travolto la maestra ed il medico, nel frattempo scesi dalle loro auto, probabilmente per segnalare la presenza dell’incidente. La tragedia si è consumata in un attimo: i corpi di Cinzia Usai e Antonio Sanna hanno fatto un volo di qualche prima di finire rovinosamente sull'asfalto. La donna è stata sbalzata dall'altra parte della corsia, in direzione Nuoro. I feriti sono stati soccorsi immediatamente da alcuni automobilisti che hanno cercato di intervenire in attesa che giungessero gli operatori del 118. L’insegnante è andata in arresto cardiaco, superato dopo le manovre disperate dei medici che per oltre mezzora hanno cercato di rianimarla. Trasferita in Rianimazione la maestra nel pomeriggio è morta per le gravi ferite riportate. Il medico, ricoverato per un importante trauma cranico è ancora in prognosi riservata.
Se Cinzia Usai fosse partita prima, secondo l’orario previsto nel calendario scolastico, probabilmente sarebbe ancora viva. Invece, da presto, ha chiamato una collega per chiederle se poteva cambiare il turno con lei: non si sentiva tanto bene ed avrebbe preferito partire con più calma. Era destino, verrebbe da dire, pensando alle sottili trame e coincidenze che hanno sconvolto l’esistenza di tre persone, le cui vite si sono incrociate un attimo al chilometro numero cinquantacinque della statale 131. In quel tratto di strada bagnato dalla pioggia, c’era la nera signora appostata dietro una semi curva ad aspettare che tutto accadesse, che tutto avvenisse in modo inevitabile. Sarebbe bastato un istante prima o uno dopo, oppure che le auto fossero un metro più in là per evitare il disastro.
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