martedì 25 maggio 2021

I SINDACATI "L'OSPEDALE DI SORGONO STA MORENDO" (25/05/2021)

Di Redazione.


L'allarme sull'ospedale di Sorgono coinvolge anche i sindacati con Cgil, Csil e Uil di Nuoro che, attraverso i loro segretari Giacomo Pani, Maria Luisa Ariu e Riccardo Costaggiu, fanno sentire la loro voce al pari degli abitanti del territorio e dei residenti nella Barbagia e nel Mandrolisai chiedendo interventi urgenti per ripristinare i servizi all'interno del San Camillo."Le organizzazioni sindacali che rappresentiamo sono a fianco del territorio in questa battaglia di civiltà, e continueranno a sollecitare chi può e deve intervenire per interromperne l'agonia. La commissaria straordinaria della Assl Gesuina Cherchi di recente ha assunto un preciso impegno per la rinascita dell'ospedale di Sorgono con l'obiettivo della piena valorizzazione di tutti i presidi sanitari territoriali e del decentramento dei servizi per una reale possibilità di fruizione dell'assistenza sanitaria nell'intero territorio provinciale. Bene, questo è il momento per dare prova concreta della sua volontà. Affinché il diritto alla salute non si riduca solo a uno slogan vuoto di contenuti". L'appello segue di qualche giorno quello dei numerosi giovani del Mandrolisai e della Barbagia, affidato a una petizione online con la quale si chiede di garantire un futuro alla vita del territorio, per il quale il presidio ospedaliero è naturalmente fondamentale. "Che i presidi sanitari del nostro territorio siano sempre più in difficoltà è cosa da tempo conclamata e in più occasioni denunciata, ma per i residenti della Comunità montana Barbagia Mandrolisai stanno proprio per mancare del tutto. E a poco rileva che la struttura fisica dell'ospedale San Camillo di Sorgono risulti aperta e che non da molto siano stati acquistati i nuovi arredi delle strutture consegnate dai cantieri del Project Financing, se di fatto si sta contemporaneamente svuotando di personale e servizi. Oggi in quella struttura alcuni Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) non sono assicurati e la situazione di deriva, aggravata dalla crisi pandemica, deve mutare con urgenza ripristinando il rispetto delle norme vigenti. Infatti da marzo dell'anno scorso, nello stravolgimento generato dall'emergenza Covid 19, l'ospedale è stato declassato dal Dipartimento delle attività ospedaliere dell'Ats Sardegna poiché vi era l'esigenza di accentrare gli anestesisti. Se in passato il pericolo derivava da minacce di riorganizzazione della rete ospedaliera con relativo ridimensionamento oggi, complice l'emergenza pandemica, lo stesso è di fatto avvenuto da circa un anno e vi è il fondato timore che non si riescano a trovare le risorse umane per riportarlo nella legalità" conclude la nota sindacale.

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