sabato 18 marzo 2023

L'UDIENZA GENERALE DI PAPA GIOVANNI PAOLO II (26/07/1989)

Di Redazione.

Nella teofania di Pentecoste in Gerusalemme abbiamo analizzato gli elementi esterni riferiti nel testo degli Atti degli Apostoli: “un rombo come di vento che si abbatte gagliardo”, “lingue come di fuoco” sopra coloro che sono riuniti nel Cenacolo, e infine quel fenomeno psicologico-vocale, grazie a cui gli apostoli sono capiti anche da coloro che parlano “altre lingue”. Abbiamo pure visto che tra tutte queste manifestazioni esterne ciò che è più importante ed essenziale è la trasformazione interiore degli apostoli. Proprio in questa trasformazione si esprime la presenza e l’azione dello Spirito-paraclito, la cui venuta Cristo aveva promesso agli apostoli nell’ora del suo ritorno al Padre. La discesa dello Spirito santo è strettamente connessa col mistero pasquale, che si attua nel sacrificio redentivo della Croce e nella Risurrezione di Cristo, generatrice di “vita nuova”. Il giorno di Pentecoste gli apostoli - per opera dello Spirito Santo - diventano pienamente partecipi di questa vita, e così matura in essi la potenza della testimonianza che renderanno al Signore risorto. Sì, il giorno di Pentecoste lo Spirito Santo si manifesta come colui che dà la vita; e questo noi confessiamo nel Credo, quando lo proclamiamo: Dominum et vivificantem. Si compie così l’economia dell’autocomunicazione di CONTINUA A LEGGERE QUI

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