Di Redazione.
La legge Mammì fu la seconda legge organica di sistema che l'ordinamento italiano ha avuto in materia radiotelevisiva dopo la riforma della Rai del 1975. La norma fu emanata dopo la pronuncia di incostituzionalità da parte della Corte costituzionale della Repubblica Italiana del decreto Berlusconi del 1984 poiché permetteva alle emittenti locali, attraverso il meccanismo delle syndication, di trasmettere a livello nazionale. Intanto la direttiva comunitaria 89/552/Cee del 3 ottobre dell'anno prima dal titolo Televisione senza frontiere, dettò disposizioni basilare a tutti i Paesi membri della Comunità economica europea. Durante il sesto governo Andreotti venne redatto il disegno di legge numero quattromila settecento dieci della decima legislatura, su proposta di Oscar Mammì, e venne approvato alla Camera dei deputati il 1 agosto di quello stesso anno. Il pluralismo ai sensi della norma si realizza con il concorso di soggetti pubblici e privati (pluralismo degli operatori o emittenti). Il pluralismo esterno ha i suoi fondamenti costituzionali negli CONTINUA A LEGGERE QUI
Nessun commento:
Posta un commento
Qualsiasi commento anonimo o riportante link NON sarà pubblicato
Any anonymous or linked comments will NOT be published