domenica 6 agosto 2023

CICLISMO:MONDIALI A GLASGOW (06/08/2023)

Di Redazione.


Non era un Mondiale per velocisti, era un Mondiale per crossisti dicevano in parecchi e Mathieu Van der Poel (NELLA FOTO IN ALTO) non li ha voluti deludere trionfando a Glasgow ed è il primo ciclista della storia a vincere Milano Sanremo, Parigi Roubaix e Mondiale nella stessa stagione. A cui si aggiunge l’iride nel ciclocross a inizio anno. E giovedì lo attende un appuntamento con la leggenda: alle diciotto e quarantacinque c'è infatti la prova iridata della mountain bike, per la caccia all’en plein. Il fenomeno olandese corona una prestazione non solo di gambe ed eleganza in bicicletta, ma anche di testa e condotta chirurgica. Al termine di sette ore complessive dove è successo di tutto, taglia il traguardo di George Square con un minuto e mezzo abbondante su Wout Van Aert (ennesimo secondo posto per il fuoriclasse belga) e sullo sprint tra Tadej Pogacar e Mads Pedersen, con lo sloveno a completare un podio stellare a scapito del danese. Dopo aver vissuto lo scoramento della caduta di capitan Trentin, per fortuna senza gravi conseguenze se non il forfait, l’Italia ha potuto sognare con Alberto Bettiol, da solo al comando per 33 chilometri, ma che sul finale ha finito la benzina e si è piazzato decimo. Con malcelata amarezza, quando Van Aert è andato via insieme agli altri big, Remco Evenepoel ha rinunciato alle velleità di conferma del titolo. Addirittura ha tagliato il traguardo per venticinquesimo a dieci minuti dal vincitore. È una giornata incredibile, andata via ad oltre quarantaquattro chilometri orari di media su un percorso da duecento settantadue chilometri ad alta carica esplosiva, che per diverse dinamiche di gara ha costretto al ritiro di cento quarantatré corridori.

Record di Nazionali a partecipare alla prova su strada in linea maschile: addirittura cinquantotto, con le prime volte di Cipro, Uganda, Mauritius, Capo Verde, Guyana, Anguilla, Isole Vergini Britanniche, Saint Vincent e Grenadine. Splendida partenza da Edimburgo, col dispiacere di non vedere il campione del mondo Under 23 Fedorov causa febbre, e con la perplessità di veder dare lo start ufficiale senza aspettare Almeida caduto durante il trasferimento. Bagarre per portar via la fuga tra castelli, ponti e verdi scenari scozzesi. Dopo venticinque chilometri scappano via in nove: Owain Doull (Gran Bretagna), Matthew Dinham (Australia), Harold Tejada (Colombia), Kevin Vermaerke (USA), Patrick Gamper (Austria), Rory Townsend (Irlanda), Ryan Christensen (Nuova Zelanda), Krists Neilands (Lettonia) e Petr Kelemen (Repubblica Ceca). Il gruppone lascia andare a sette minuti, mentre si collocano nella terra di mezzo il terzetto Eric Fagundez (Uruguay), George Bennett (Nuova Zelanda), Rien Schuurhuis (olandese del Vaticano) e il duo Josè Alarcon (Venezuela) e Hasani Hennis (Anguilla). Quando si comincia a salire leggermente nella Carron Valley, i due gruppetti d’inseguitori rallentano e si fanno riassorbire. A fermarsi del tutto però, all'ottantesimo chilometro, è l’intera corsa: protesta ambientalista di cinque attivisti che si sono letteralmente incollati sullo stretto asfalto della campagna scozzese. L’organizzazione e la polizia sgombrano il campo e, dopo cinquanta minuti di stop, si riparte. Quando gli inetti si muovono son anche capaci di farsi notare ora torneranno a raccontare ai loro amici sfigati quanto son stati coglioni come se non lo siano abbastanza ogni singolo giorno che vivono.

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