Di Redazione.
Scrive Giorgio Dell'Arti "CLAMOROSO Nel 2022 il consumo di suolo in Italia è cresciuto a ritmi che non si vedevano da oltre dieci anni. Le coperture artificiali sono il 10,2% in più del 2021: in media, oltre 21 ettari al giorno (Rapporto Ispra). ISRAELE: COSTI TROPPO ALTI PER TUTTI La guerra costerà al premier israeliano Benjamin Netanyahu 17,2 miliardi di dollari. Israele perderà 2-3 punti di Pil. Il suo credito, nel giudizio di Standard&Poor’s, è già passato da positivo a negativo. La mobilitazione di 300 mila riservisti sarà molto costosa. Il significato ultimo di questi numeri? Il tempo lavora contro Tel Aviv. Inoltre, secondo tutti gli analisti, se il conflitto si prolunga, le probabilità di un suo allargamento crescono Non siamo già in una specie di Terza guerra mondiale? Secondo molti osservatori, sì. Ci sono le due guerre in corso - l’invasione russa dell’Ucraina e l’operazione di terra di Israele nella Striscia - ma, negli ultimi mesi, abbiamo assistito alla crisi del Nagorno-Karabah, ai colpi di Stato in Africa con la guerra civile in Sudan (dietro ci sono sempre Mosca o Pechino), alle manovre cinesi intorno a Taiwan (35 aerei e 15 navi la settimana scorsa hanno minacciato l’isola). Netanyahu voleva attaccare l’Iran – lo ha scritto Ugo Tramballi sul Sole 24 ore – e il presidente statunitense Joe Biden l’ha fermato. Gli stessi americani hanno bombardato, con gli F-16, la città siriana di Abu Kamal dove si trovano depositi di armi e munizioni della Forza Quds dei pasdaran iraniani e che è un feudo delle brigate Hezbollah: da qui, dall’inizio della guerra in Palestina, sono partiti attacchi contro le basi statunitensi. La pioggia di razzi su Israele dal Libano meridionale (Hezbollah) non si ferma. L’apertura di un secondo fronte a nord è ogni giorno più probabile. Anche se il governo di Beirut preme sugli Hezbollah perché si calmino. Il Libano, un Paese economicamente fallito e con gravissimi problemi sociali, non può permettersi una guerra. Forse sarà l’economia a calmare gli animi di tutti. Forse. Anche Teheran ha problemi seri, economici e sociali. Il mondo musulmano, inoltre, è dilaniato dal dubbio: l’operazione di Hamas del 7 ottobre – l’aver sgozzato bambini, donne, vecchi, e altre centinaia di innocenti – è coerente con i princìpi del Corano? Gli ayatollah adesso negano di avere avuto una parte in quella carneficina. L’emiro del Qatar, che ospita i terroristi assassini di Hamas e che li ha finanziati per tutti questi anni, è impegnato a recuperare credito verso i credenti e dice che, quando sarà tornata la pace, cambierà il suo atteggiamento verso Hamas. Massima prudenza, in questo senso, anche dagli altri Paesi arabi. Bisogna anche vedere come il Congresso degli Stati Uniti risponderà alla richiesta di Biden, che vuole cento miliardi di dollari per aiutare ucraini, israeliani e, casomai, i taiwanesi e chi sa chi altro.
Come potrebbe finire? I capi di Hamas chiedono, per la liberazione dei 239 ostaggi, l’uscita di galera di tutti i prigionieri palestinesi, reclusi a qualunque titolo. Secondo i dati dell’associazione palestinese Addameer, si tratterebbe di 5.200 persone, tra cui 170 minori e 333 donne. Di questi, 559 sono condannati a uno o più ergastoli, 22 sono rinchiusi da prima degli accordi di Oslo (1994). Non sembra che per Israele questa sia una richiesta ricevibile. Un altro modo per imboccare la via di una pacificazione sarebbe indurre Netanyahu a dimettersi. Gli statunitensi, che in pubblico sostengono Israele, in privato trattano Netanyahu con irritazione. Netanyahu è un uomo politico finito, destinato, una volta tornato cittadino qualunque, a un processo severo con possibile galera. Crede di potersi salvare alzando il livello dello scontro e magari potendosi gloriare della distruzione di Hamas. Ma la distruzione di Hamas è impossibile. Hamas non è presente solo sulla Striscia, ma in tutto il mondo arabo, e in particolare in Cisgiordania dove, se si votasse, vincerebbe a man bassa. Che risultati spera di ottenere, Netanyahu, con l’operazione di terra? Portare sotto il controllo di Israele almeno la parte settentrionale della Striscia. Liberare gli ostaggi combattendo strada per strada a Gaza e bombardando i tunnel. Gli aerei israeliani sono attrezzati per telecomandare ordigni esplosivi dentro i cunicoli, lunghi chilometri, che Hamas ha scavato sotto terra. Questi ordigni sono in grado di distinguere i civili che vivono là sotto dai terroristi di Hamas? Io penso proprio di no. LA MORTE DI ARMITA Armita Garavand, 16 anni, alla fine è morta. I custodi dell’ordine iraniani l’avevano percossa perché sorpresa nella metropolitana di Teheran senza velo. STRAGI NEGLI STATI UNITI Robert Card, 40 anni, ex sergente, licenziato da un centro rifiuti, è entrato armato di fucile da guerra Ar-15 nel bowling Just-in-Time Recreation di Lewiston nel Maine, e poi nel ristorante Schemengees Bar, aprendo il fuoco prima sugli uomini intenti al gioco e poi sulle famiglie sedute ai tavoli: 18 morti. Un’imponente caccia all’uomo di due giorni non ha dato risultati. È stato trovato alla fine morto suicida nei boschi alle porte della città. FAMOSI Pietrangelo Buttafuoco è stato nominato presidente della Biennale di Venezia; agli arresti domiciliari la moglie Liliane Murekatete e la suocera Marie Therede Mukamatsindo del parlamentare Aboubakar Soumahoro; il trapper Gallagher (Gabriele Magi) è ai domiciliari per violenze sulla compagna da due anni; il rapper Shiva (Andrea Arrigoni) è in galera per duplice tentato omicidio, porto abusivo di arma da fuoco ed esplosioni pericolose. NUMERO 3.500 le nascite italiane in meno tra gennaio e giugno 2023 rispetto allo stesso periodo del 2022. MORTI Rock Brinner, 77, figlio di Yul Brinner • Adam Johnson, 29, giocatore americano di hockey su ghiaccio, gola tagliata dal pattino di un avversario • Li Keqiang, 68, ex premier cinese • Vladimir Nekrasov, 66, presidente di Lukoil • Margherita Mayer, 62, amazzone sarda, caduta da cavallo • Matthew Perry, 54, attore americano (Chandler Bing in Friends). FRASE «I parrucchieri sono la vera potenza di questo Paese», Antonio Ricci.
Nessun commento:
Posta un commento
Qualsiasi commento anonimo o riportante link NON sarà pubblicato
Any anonymous or linked comments will NOT be published