Di Redazione.
In questo giorno Breslavia fu colpita da una pesante inondazione che mise in ginocchio la città fino al 6 agosto. L’evento fu la conseguenza dell’alluvione che aveva interessato la parte sud-occidentale della Polonia, la zone orientali della Germania e dell’Austria, gran parte della Repubblica Ceca e della Slovacchia. Per la portata dell’evento comunemente si parla di “alluvione del millennio”. La Polonia fu devastata dalla calamità: ci furono cinquantasei vittime e i danni ammontarono ad una cifra equivalente a tre miliardi e mezzo di dollari. Nel luglio del 1997 il fiume Odra ed i suoi affluenti Widawa, Bóbr, Bystrzyca , Kaczawa, Kwisa , Mała Panew , Nysa Kłodzka, Nysa Łużycka, Olza, Oława e Ślęza strariparono nella regione della Bassa Slesia. A determinare l’allagamento di Wroclaw fu in particolare la rottura degli argini dell’Odra e del Widawa. Il nord e il centro della città, per una percentuale di territorio pari al quaranta per cento, furono sommerse dall’acqua. Va detto che Breslavia era in quel periodo già dotata di un sistema volto a prevenire inondazioni, costituito da uno svincolo idrico, canali anti-inondazione, argini lungo novantatré chilometri di fiume, undici sbarramenti e dieci chiuse di navigazione. Questa rete di sicurezza, che risaliva addirittura al 1920, realizzata dopo due pesanti allagamenti avvenuti nel 1903 e nel 1905, aveva consentito alla città di difendersi dalle piene del 1975 e del 1985. Nulla poté tuttavia di fronte all’impressionante portata d’acqua (tremila seicento metri cubi) del luglio del 1997. Il paradosso fu che in città non pioveva ma le acque dell’Odra e dei suoi affluenti erano ovviamente ingrossate a dismisura da quanto stava accadendo intorno. Altro elemento da rimarcare è che l’impatto dell’evento si sarebbe potuto ridurre attraverso un intervento preventivo, ossia la rottura degli argini nel villaggio di Łany. Tuttavia l’opposizione intransigente degli abitanti che si rifiutarono di lasciare le proprie case e i propri terreni impedì di dare corso alle esplosioni già programmate dalle autorità e lo sversamento delle acque in quelle zone, condannando così Breslavia all’allagamento.
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