domenica 24 marzo 2024

LA MORTE DI BENJAMIN ATKINS (17/09/1997)

Di Redazione.


E' morto nella giornata odierna nel Duane Waters Hospital a Jackson (Michigan) per un’infezione causata dall’Aids il ventinovenne (essendo nato a Detroit il 26 agosto del 1968) Benjamin Atkins (NELLA FOTO IN ALTO). Atkins è stato un assassino seriale statunitense che ha commesso undici omicidi.

Atkins commise gli omicidi a Detroit e Highland Park (Michigan) tra il dicembre del 1991 e l’agosto del 1992, nel corso di nove mesi. Tutte le sue vittime erano donne tra i ventitré ed i quarantatré anni; la maggior parte di esse era formata da prostitute di colore che avevano alle spalle una storia di abuso di cocaina. Nel suo modus operandi attirava a sé la vittima, la legava, la spogliava parzialmente, imbavagliava, stuprava, strangolava e ne abbandonava il corpo in degli edifici vecchi ed abbandonati. Prima di iniziare ad uccidere aggredì e stuprò una donna di nome Darlene Saunders (trentacinque anni) nell’Highland Park nel mese di ottobre; si presentò a lei con il nomignolo “Tony”. Secondo la sua futura confessione, durante il primo omicidio soffocò la vittima senza l’intenzione di ucciderla, ma era avvenuto il contrario. Di notte sognava i suoi delitti e le donne uccise. La polizia condusse delle indagini ma, nel corso di diversi mesi, trovarono dei sospettati sbagliati e seguirono delle piste errate.

Le vittime sono:

Debbie Ann Friday (trent'anni), trovata il 14 dicembre 1991 nell’Highland Park;

Bertha Jean Mason, (ventisei anni), trovata il 30 dicembre 1991 a Detroit;

Patricia Cannon George (trentasei anni), trovata il 3 gennaio 1992 a Detroit;

Vickie Truelove (trentanove anni), trovata il 25 gennaio 1992 a Detroit;

Valerie Chalk (trentaquattro anni), trovata il 17 febbraio 1992 nella stanza numero sessantotto del Monterey Motel, nell’Highland Park;

Juanita Hardy (ventitré anni), trovata il 17 febbraio 1992 nella stanza numero trentacinque del Monterey Motel, nell’Highland Park;

Vittima non identificata (e quindi di età sconosciuta), trovata il 17 febbraio 1992 nella stanza numero diciotto del Monterey Motel, nell’Highland Park;

Brenda Mitchell (trentotto anni), trovata il 9 aprile 1992 nell’Highland Park;

Vicki Beasley-Brown (quarantatré anni), trovata il 15 aprile 1992 nell’Highland Park;

Joanne O’Rourke (quarant'anni), trovata il 15 giugno 1992 nell’Highland Park;

Ocinena Waymer (ventidue anni), trovata il 21 agosto 1992 nell’Highland Park.

Il killer fu arrestato dopo che provò a soffocare una prostituta chiamata “Donna” (allora di trentasei anni secondo alcune fonti corrispondente a Darlene Saunders) in un motel abbandonato. Dopo che lui la incontrò in un ristorante e la pagò per un rapporto sessuale, lei capì che la voleva uccidere e i due iniziarono a lottare; lei scappò dall’edificio senza i vestiti. Un passante notò il fatto; la sua presenza spaventò Atkins. Scampata al pericolo, riportò l’incidente alla polizia e, nelle settimane seguenti, l’aiutò a costruire l’identikit.

Un detective l’accompagnò in auto finché, due settimane dopo, non riconobbe l’aggressore: venne arrestato il 19 agosto 1992 nella zona di Woodward, nell’Highland Park. Atkins era sospettato degli omicidi, ma non era in cima agli indiziati. In carcere negò di avere commesso degli stupri dicendo agli agenti che era omosessuale. Successivamente confessò minuziosamente i delitti e disse di avere ucciso perché odiava le prostitute; inoltre era un misogino perché pensava che le donne fossero tutte “bitches” e “whores” (“prostitute”). Durante la confessione mangiò tranquillamente cinque panini; gli agenti poi si accorsero che era sessualmente eccitato, cosa che fa presupporre fosse un sadico. Al momento era accusato di tre omicidi accertati e di violazione di domicilio. I tre cadaveri erano stati trovati il 17 febbraio 1991 proprio in quel motel; il motel e il ristorante si trovavano nella zona di Woodward, che ha dato il soprannome al killer. Poco tempo dopo gli vennero addossati altri otto omicidi.

Ernestine James e Diane Robinson, due persone che conoscevano il killer, dissero alla stampa che era una brava persona: praticamente rimase insospettabile. Il 23 settembre Donna venne arrestata a Detroit contro la sua volontà in modo che testimoniasse al processo e “per il suo bene”. Si offrì di testimoniare e confessò di avere abusato di alcol e droga; al momento dell’arresto era trasandata e aveva un grosso attacco di tosse: dopo un po’ di tempo si riprese. Donna sarebbe potuta uscire con una cauzione di cinquantamila dollari. Una perizia concluse che Atkins poteva affrontare il processo, che si sarebbe svolto nella Corte di Detroit; contro di lui c’era un verbale di ottantasette pagine, il frutto di dodici ore di confessione.

Il Woodward Corridor Killer, dopo quattro mesi di processo e tre giorni di delibera, nel 1994 ebbe undici sentenze a vita per ognuno degli undici omicidi di primo grado; non ottenne l’insanita mentale. Nella sua prima confessione, disse di non preoccuparsi delle conseguenze dei suoi gesti. Ebbe un comportamento molto tranquillo in aula. Erano presenti alcuni giornalisti e dei parenti delle vittime che rimasero molto contenti del verdetto. Dopo la condanna Atkins scrollò le spalle e chiese semplicemente una sigaretta. Durante il processo emerse che era stato abbandonato all’età di due anni; sua madre, una prostituta, lo costringeva insieme al fratello maggiore ad assistere ai suoi rapporti sessuali. Confessò anche di consumare droga e di avere avuto un’adolescenza difficile; all’età di dieci o quindici anni si sarebbe svegliato mentre un assistente sociale gli stava praticando del sesso orale. Atkins possedeva della droga, che usò per attirare una vittima. Ogni tanto faceva il pizzaiolo in una pizzeria a Westland e l’operaio part-time in una ditta di New York. I suoi resti sono stati cremati e trasportati in una località sconosciuta.

Nessun commento:

Posta un commento

Qualsiasi commento anonimo o riportante link NON sarà pubblicato

Any anonymous or linked comments will NOT be published