Di Redazione.
Alla fine del maggio del Duemila, Ornella Pancirolli Fontana, figlia di Walter Fontana, l'industriale monzese noto anche come “il re del bullone”, morì a Milano. Il suo e quello del marito fu uno dei sequestri più veloci dell’Anonima: venticinque giorni. E anche uno dei più reddittizi per i delinquenti. Era il 1979, anno horribilis della storia criminale dell'isola: in dodici mesi vennero messi a segno dieci rapimenti, di cui quattro duplici e uno triplice. Due ostaggi non fecero mai ritorno a casa, quattro vittime predestinate riuscirono a sfuggire ai banditi. La maggior parte di questi colpi venne messa a segno d'estate, soprattutto nelle località turistiche della costa orientale. A firmarli era sempre l’Anonima Gallurese. La signora Fontana, che allora aveva trentadue anni, venne rapita insieme con il marito il 7 luglio, mentre rientrava nella villa del padre, a Cala Girgolu. I banditi li portarono in una zona che si presume si trovasse alle falde del Montalbo, non lontano dalla superstrada Nuoro Siniscola. Walter Fontana non si fece impressionare e non imboccò i canali e le metodologie classiche: forte della sua posizione economica e della esperienza fatta in fabbrica prima di diventare "Il re del bullone", scelse il contatto diretto. Non solo, giocò al rialzo anziché al ribasso. I sequestratori chiedevano un miliardo di lire, gliene diede uno e mezzo. Per il sequestro furono condannati in via definitiva Raffaele Dessolis e Gavino Beccu.
Industriali del ferro di Milano, sequestrati a Porto Taverna (Nu) il 13 luglio 1979 all'una del mattino quattro banditi bloccano con delle pietre l'auto e prelevano entrambi i coniugi. Rilasciati Panciroli Roberto il 7 agosto alle ventitré e trenta nei pressi di Orosei e Fontana Ornella il 10 agosto 1979 all'una e trenta del mattino nelle campagne di Lula dopo aver pagato un riscatto di un miliardo e cinquecento milioni. Furono incriminati e condannati Gavino Beccu, di Berchiddeddu, pastore di quarant'anni, condannato a quattro anni, Raffaele Dessolis, di Mamoiada, pastore di trentotto anni, condannato a venticinque anni, Giovanni Antonio Mudulu, di Padria, pastore di quarantuno anni, condannato anch'egli a venticinque anni e Giovanni Murreddu, di Galtellì, pastore di quarantaquattro anni, condannato a diciassette anni.
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