Di Redazione.
Julio Mesquita 28 gennaio 1960. Da qui parte la vita di Luis Silvio Danuello (NELLA FOTO IN ALTO), l'ex calciatore brasiliano centrocampista che nell'estate del 1980 arrivò nell'allora campionato più bello e ricco del mondo, quello italiano. Dopo gli inizi in patria, durante i quali vestì le maglie di Palmeiras e Botafogo per il giovanissimo Luis Silvio si spalancarono già da giovanissimo le porte del calcio con la C maiuscola. Venne infatti acquistato dalla Pistoiese neopromossa in Serie A nonché esordiente nella massima categoria che non voleva mica farsi sfuggire l'opportunità di regalarsi il proprio brasiliano di riferimento: al suo approdo in Italia concorse la riapertura delle frontiere decisa in quelle settimane dalla Federazione dopo un blocco aperto nel 1966. Debuttò il 14 settembre di quell'anno nell'incontro perso di misura sul campo del Torino per una rete a zero (marcatura di Patrizio Sala), conoscendo già in autunno la relegazione in panchina. Il precoce accantonamento da parte della squadra toscana, che aveva compiuto un esborso pari a cento settanta milioni di lire per il tesseramento, trovò giustificazione nel profilo tattico del ventenne, ingaggiato nell'erronea ottica di essere un centravanti: quando in realtà egli era un'ala destra specializzata nei traversoni quanto veloce nello scatto con dati che ne indicavano la copertura dei cento metri piani in undici secondi netti. Di conseguenza egli non si rivelò propenso a vestire i panni di attaccante. Il fugace capitolo italiano della sua carriera registrò appena quattrocento trentuno minuti giocati, cui aggiungere una presenza in Coppa Italia nella sconfitta interna per zero ad uno il 7 settembre 1980 contro l'Atalanta: l'ultima apparizione in campo si verificò il 29 marzo 1981 nella trasferta di Perugia, conclusa col rotondo successo degli umbri. Archiviata dunque l'esperienza arancione dopo un solo anno, fece quindi ritorno in Brasile per giocare in diverse squadre del massimo campionato, di prima e seconda divisione (Ponte Preta, Botafogo, Nautico, Sao José e Gremio Maringa) per poi appendere le scarpe al chiodo nel 1990.
Ma Luis Silvio rimase un mito alla rovescia del calcio italiano anche una volta terminata la sua carriera, anche (se non soprattutto) per le numerose leggende metropolitane che si son narrate negli anni: dalla partita finta creata dal Ponte Preta per farlo brillare ai numerosi dubbi alimentati dalla stampa circa la sua effettiva professione agonistica, cui fecero seguito notizie che ne indicavano l'appartenenza al settore alimentare o financo al cinema pornografico: una personale smentita giunse solamente nel 2007 con un'intervista da lui rilasciata. Si trattavano solo di false dicerie. Tradito dalla scarsa comprensione della lingua italiana, nel primo contatto coi dirigenti della Pistoiese (avvenuto nell'agosto 1980 dopo il suo atterraggio a Fiumicino) fraintese infatti il termine punta (sinonimo di attaccante) col portoghese ponta che identifica invece un'ala, dando così ad intendere di essere un centrattacco anziché un laterale: sbrogliato quindi l'equivoco tattico di cui era risultato suo malgrado protagonista. Assurto nell'immaginario collettivo a storico abbaglio di mercato ed autentico bidone della Serie A, fornì l'ispirazione per il personaggio di Aristoteles (interpretato da Urs Althaus) comparso nel film L'allenatore nel pallone. Luis Silvio in realtà fece una onesta carriera di calciatore cui pose fine ad inizio anni novanta per intraprendere la professione di ristoratore assieme alla sua famiglia.
LE SEI PRESENZE IN SERIE A DI LUIS SILVIO DANUELLO CON LA MAGLIA DELLA PISTOIESE
14/09/1980 Torino-Pistoiese 1-0 (90')
21/09/1980 Pistoiese-Udinese 1-1 (90')
28/09/1980 Napoli-Pistoiese 1-0 (sostituito al 73' da Sergio Borgo)
19/10/1980 Bologna-Pistoiese 2-0 (90')
26/10/1980 Pistoiese-Ascoli 0-1 (Sostituito al 61' da Norberto Cappellari)
29/03/1981 Perugia-Pistoiese 1-0 (Subentrato al 63' ad Andrea Agostinelli)
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