martedì 9 luglio 2024

BAMBINO INTOSSICATO IN UNA TRATTORIA NEL MILANESE LA MINERALE ERA UN ACIDO (20/05/2002)

Di Redazione.

"E' stato solamente un errore. Un errore umano e nient'altro. Quando quella creatura ha cominciato a tossire in quel modo disperato, non ho capito più nulla e mi hanno ceduto le gambe, si è spenta la luce". Ad ora di cena, Antonio, sessantuno anni, è in divisa e sta girando tra i tavoli "come tutti i giorni da mezzo secolo a questa parte", precisa. Ma la sua testa, stasera, è altrove. All'ospedale Niguarda, per la precisione. Dove nel reparto di terapia intensiva è ricoverato in condizioni gravissime, il piccolo Massimiliano, tre anni: ha bevuto da un bicchiere pieno di acido anti ossidante per la lavastoviglie scambiato dal cameriere per acqua minerale, i medici in un primo momento gli hanno dato una prognosi di quaranta giorni, ma poi l'hanno ritirata: non è detto che sopravviva. Antonio esce dalla sala ("ci sono i clienti, non è il caso di spaventarli"), si chiude dietro la porta, e comincia a raccontare. Erano le tredici. Al ristorante Gallura, specialità  sarde, c'era un banchetto per una comunione. Il piccolo Massimiliano era insieme con la mamma, il papà  Salvatore ed un gruppo di amici. L'acqua servita durante il pranzo era troppo fredda per il bambino, così la mamma aveva chiamato il cameriere ed aveva chiesto una bottiglia a temperatura ambiente. "Sono andato in cucina, e ho preso l'acqua, una mezza minerale, dal solito posto. Poi gliel'ho portata". Un'operazione che Antonio, a dimostrazione che dall'errore, a volte, non c'è scampo, avrà compiuto migliaia di volte in tutta la sua vita. "Faccio il cameriere da sempre, io. Ho cominciato praticamente a dieci anni. E una cosa del genere non mi era mai successa. Non l'ho mai vista succedere". E allora come è stato possibile? "Un errore. Qualcuno inesperto che ha messo quella roba là insieme all'acqua. Perché il punto é proprio questo: quella bottiglia non si doveva trovare là. Quella che Antonio chiama quasi con disprezzo "quella roba lì è una sostanza micidiale. Una soluzione molto acida, concentrata, che viene usata per sgrassare e disincrostare gli ingranaggi delle lavastoviglie, a base di soda caustica. Peggio di un detersivo. Il bambino deve averne bevuti un paio di sorsi prima di reagire e perdere i sensi. "Quando l'ho sentito tossire e respirare in quella maniera non ho capito più nulla, mi è crollato il mondo sulle spalle". La mamma non ha capito subito: ha assaggiato l'acqua del figlio, ed è stata male anche lei. Gli istanti dopo la tragedia sono stati convulsi: il bambino, privo di sensi, è¨ stato portato all'ospedale più vicino, il San Carlo. Di lì in ambulanza verso il Niguarda dove c'è un reparto specializzato in casi del genere. I medici gli hanno subito riscontrato una esofagite ed un'ulcera gastrica. Con un intervento chirurgico la situazione è stata parzialmente messa sotto controllo anche se la paura maggiore, a questo punto è che il veleno entrato in circolo possa creare nelle prossime ore delle ulteriori perforazioni. Per questo i medici hanno ritirato la prognosi iniziale, e per questo il piccolo passerà  i prossimi due giorni sotto stretta osservazione. Adesso partirà  un'inchiesta. Il cameriere è stato denunciato dalla polizia per lesioni colpose. Domani mattina il pubblico ministero Luca Villa disporrà  tutti gli accertamenti del caso. A rischiare non è solamente il cameriere, ma anche il titolare del ristorante Gallura, Giovanni Mereu. Ci sono delle norme precise che impongono di tenere generi alimentari e materiali per il servizio in ambienti rigorosamente separati. "Sono cose alle quali non penso, in questo momento. Mi preoccupa solamente la salute del bambino". "Continuo a rivedere la scena, io che porto quella bottiglia e la mamma che la versa al piccolo e continuo a non capire" dice sconsolato Antonio.

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