venerdì 6 settembre 2024

FENOMENI PARAEUROPEI:HERBERT WAAS L'ATTACCANTE TEDESCO DEL BOLOGNA CHE NON SFONDO' IN ITALIA (06/09/2024)

Di Redazione.

Herbert Waas (NELLA FOTO IN ALTO) nato a Passavia l'8 settembre del 1963 è un ex calciatore tedesco, di ruolo attaccante. Esordì nella Bundesliga con il Monaco 1860 nel 1981-1982 per poi passare al Bayer Leverkusen grazie ad un'intuizione di Jurgen Gelsdorf che fu colui che lo spostò da centrocampista o regista in attaccante, club dove rimase per otto anni dando un contributo alla vittoria nella Coppa Uefa 1987-1988, ottenuta battendo in finale l'Espanyol. Nel suo curriculum anche undici gare con la Nazionale tedesca con una rete all'attivo. Nel 1989 approdò in Italia per indossare la maglia rossoblù del Bologna. Nella prima stagione disputò venti partite segnando quattro gol. L'anno successivo la squadra ottenne la retrocessione nonostante il cambio di panchina che portò Gigi Radice a sostituire Franco Scoglio dopo sette giornate di campionato. Tornato in Germania, Waas venne acquistato dall'Amburgo, rimanendovi solamente per un anno. Passò poi allo Zurigo, con il quale giocò per due stagioni. Chiuse la carriera professionistica in patria con la Dinamo Dresda nella stagione 1994-1995.


Perché l'esperienza felsinea di Herbert Waas ci fa parlare di un fenomeno paraeuropeo? Anzitutto i numeri fatti registrare complessivamente dalla punta un po' avara in zona gol dato che fece registrare appena sei reti nelle cinquantadue partite disputate con la casacca rossoblù. Ma anche perché, nell'estate del 1989 arrivava con la stimmate dell'attaccante tedesco che in un periodo di continua ascesa e stabilizzazione del movimento calcistico di un paese che andava riunificandosi ai vertici del mondo Waas contava undici presenze nell'allora Germania Ovest con una rete realizzata contro la Spagna nell'amichevole del 15 ottobre 1986 a Hannover (per inciso dopo il novembre 1988 non venne più convocato). Nel presentare i nuovi stranieri che si affacciavano all'allora campionato più bello del mondo la Serie A il Guerin Sportivo lanciò all'interno di un proprio numero un titolo in tipico stile guerinesco che è (purtroppo per i tifosi del Bologna) rimasto appunto solamente sulla carta Vola e Waas. Ma lui stesso, per quanto i titoli della stampa fossero e siano tuttora sempre forzati, ad alzare la posta quando disse di ispirarsi all'icona Gerd Muller (la Gazzetta dello Sport titolò "Sono Waas chiamatemi Muller") con l'allenatore di allora Gigi Maifredi che si dichiarò soddisfatto dell'acquisto fatto dal Presidente Gino Corioni "Prima di portarlo qui mi ero informato bene. Purtroppo gli è capitato un brutto infortunio (fatto che può aver inciso sul suo rendimento futuro ndr) e qualcuno ha malignato più del lecito. Credo che Herbert sia la punta ideale per il nostro tipo di gioco. Cosa mi ha impressionato più di lui? il fatto di andare in profondità con una potenza, una progressione ed una rapidità che non son comuni". Anche il compagno di reparto Bruno Giordano ne parlava bene come "un calciatore intelligente" anche se lo stesso faceva rilevare che "con il suo inserimento io dovrò giocare come punta d'appoggio" ma d'altronde "I miei movimenti, il mio modo di scattare, di tirare o di scambiare la palla, sgombrano il campo da ogni equivoco" chiuse il teutonico presentato positivamente anche dai suoi connazionali già presenti nella massima serie dell'Inter Andreas Brehme, Lothar Matthaus e Jurgen Klinsmann che dicevano che "nel piede destro ha la dinamite" probabilmente dimenticandosi di accendere sempre o quasi la miccia. La realtà si rivelò più dura del fuori campo con Waas che partì discretamente nella prima stagione 1989/1990 con quattro reti che erano comunque un magro bottino per un attaccante con il suo potenziale. Andò peggio nel 1990/1991 le reti furono la metà da quattro si passò a due (con la gemma del Dell'Alpi contro la Juventus una conclusione bellissima dopo una valida costruzione) anche se, a sua discolpa, c'è da dire che quel Bologna era una squadra che, a parte una buona cavalcata europea in Coppa Uefa, si rivelò un autentico disastro per il campionato tanto da concludere lo stesso con la giusta retrocessione in B: Waas spesso si decentrava dalla manovra tentando a giocare prevalentemente sul centro destra ma soprattutto perdeva una quantità di palloni inopinabile anche con degli errori su semplici stop nei falli laterali a favore. E dire che nell'estate 1990 post Mondiale vinto della sua Germania Ovest si era presentato nuovamente con dichiarazioni cariche di speranza "Chi mi aveva giudicato frettolosamente, senza conoscermi, dovrà ricredersi. Non mi considero inferiore neppure a Klinsmann. Aspettate tre o quattro partite ufficiali e poi giudicherete". Inutile dire come andarono le stesse. La nostalgia del pane bavarese e di una marca di birra che non riusciva a trovare nel bolognese lo portarono all'addio nell'estate del 1991 non senza qualche dichiarazione velenosa "Ho il rimpianto di lasciare l'Italia ma qui nessuno mi vuole".

I SEI GOL DI HERBERT WAAS CON LA MAGLIA DEL BOLOGNA

1989/1990

07/01/1990 Bologna-Juventus 1-1 (momentaneo 1-0 al 28')

11/02/1990 Cremonese-Bologna 2-1 (definitivo 2-1 al 79')

18/03/1990 Verona-Bologna 3-2 (momentaneo 1-1 al 43')

29/04/1990 Roma-Bologna 2-2 (definitivo 2-2 al 48')

1990/1991

17/03/1991 Juventus-Bologna 1-1 (momentaneo 0-1 al 31')

21/04/1991 Lecce-Bologna 1-3 (momentaneo 1-2 al 76')

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