sabato 7 settembre 2024

FENOMENI PARAEUROPEI:MARIUS LACATUS IL CROSSATORE RUMENO CHE FECE IMBESTIALIRE FIRENZE (07/09/2024)

Di Redazione.


Marius Mihai Lăcătuș (NELLA FOTO IN ALTO) nato a Brașov il 5 aprile del 1964 è un allenatore di calcio ed ex calciatore rumeno, di ruolo attaccante. Crebbe calcisticamente nelle giovanili del Brașov, con cui debuttò nella Divizia A (com'era all'epoca chiamata la Liga 1) nel 1981. Due anni dopo venne acquistato dalla Steaua Bucarest, inserito da Emerich Jenei nel gruppo di giovani chiamati a risollevare il club rossoblù dalla crisi in cui versa nei primi anni di quel decennio. Divenuto subito un titolare inamovibile, Lăcătuș guadagnò la convocazione in nazionale nel 1984 e l'anno dopo contribuì alla conquista del titolo. Nel 1986 vinse la Coppa dei Campioni e la Supercoppa Europea. Negli anni seguenti con la Steaua portò a cinque i titoli rumeni conquistati ed a quattro le coppe nazionali. Nell'estate quella dei Mondiali in Italia del 1990 passò alla Fiorentina di Mario Cecchi Gori, acquistato per tre miliardi di lire. E dopo la sbornia iridata nel nostro paese si avvicinava una nuova stagione dell'allora campionato più bello del mondo la Serie A 1990/1991 sarebbe infatti partita il 9 settembre. E Lacatus tornò nel nostro paese dopo aver giocato con la Romania il 14 agosto questo un resoconto dell'epoca:

Non è quel che si dice un tipo simpatico. Anzi, al primo approccio qualcuno potrebbe giudicarlo scontroso o addirittura arrogante. Forse perché fino a oggi Marius Lacatus ha vissuto da principe. Nel suo Paese con la maglia della Steaua Bucarest ha vinto tutto: una Coppa dei campioni, una Coppa di Romania e cinque scudetti, uno di fila all' altro. Forse per questa ragione l' attaccante rumeno ha storto subito la bocca quando è entrato nella sede della società, ha visto attaccati al muro i trofei conquistati dalla Fiorentina e ha contato gli stemmi tricolori sul gagliardetto. Solo due scudetti? Sono abituato a ben altre vittorie ha sibilato. Eppure lui Firenze la sognava da tempo. E due anni fa la Fiorentina lo aveva in pugno. I rapporti commerciali, che illustri personaggi fiorentini tenevano con Valentino Ceausescu, avevano messo nelle mani dei Pontello il colpo del secolo: tre miliardi e Hagi e Lacatus avrebbero preso il primo volo per Firenze. Ma il destino, o qualche svista dirigenziale, ha voluto che i due amici prendessero voli diversi. Il primo è atterrato al Real Madrid, mentre il duro Lacatus, dopo un lungo batti e ribatti tra Fiorentina e Steaua, è finalmente approdato alla corte di Lazaroni in cambio di due miliardi e mezzo. Ho sempre sognato di venire a giocare a Firenze. Mi piace la città e ho sempre tifato Fiorentina. E in Romania mi sono sempre tenuto informato sulle vicende della squadra viola. No, non mi chiedete cosa penso della rivoluzione nel mio Paese. Non mi sono mai interessato di politica. Noi calciatori siamo sempre stati dei privilegiati. Non ci è mai mancato niente. Ma non è così dappertutto?... Lasciamo perdere. Semmai ero stanco di vincere. Nel senso che in campionato c'era poca concorrenza. Qui è un' altra cosa. Bisogna lottare. Conquistarsi un posto in paradiso con il sudore. Insomma ci sono nuovi stimoli. Lacatus resta comunque un acquisto simbolo dello strano mercato che Cecchi Gori ha condotto. Il rumeno ha due caratteristiche che lo rendono pericoloso: il tiro e la velocità. Nella Steaua e nella sua Nazionale in coppia con Hagi poteva rendere al massimo. Ma qui non sarà così facile: manca il replicante di Hagi, e invece c'è un centravanti come Borgonovo che rischia di restare troppo solo in area. Lazaroni dovrà studiare gli schemi più adatti continua Lacatus io e Borgonovo faremo di tutto per metterli in pratica. In questo momento non è facile. Stefano non è ancora al massimo della condizione. E io sto peggio di lui. Sono arrivato tardi in Italia. E infatti dopo la partita con il Liverpool mi sono subito fermato per un risentimento muscolare. Nessuno si deve quindi meravigliare se ancora non abbiamo fatto scintille.

Sapore di Marius scrisse di lui il Guerin Sportivo con i suoi sferzanti titoli nell'estate 1990, aggiungendo che il calciatore faceva "undici secondi netti sui cento: dunque, una velocità di base invidibilissima. Il rumeno è l'elemento che dovrebbe rendere rapida ed imprevedibile la manovra della squadra di Lazaroni".  ed all'interno di quello stesso articolo si specificava come "sembra l'elemento giusto per garantire alla Fiorentina, là in avanti, un salto di qualità. E quanto sostiene Sebastiao Lazaroni che di questo sprinter rumeno è un convinto estimatore" con l'allenatore brasiliano che aggiungeva anche il fatto che il rumeno "ha dei piedi buoni ed un ottima visione di gioco". Ma il Presidente Mario Cecchi Gori mica poteva stare a guardare gli altri che parlavano e disse prontamente anche la sua "Lacatus l'ho voluto io, a tutti i costi, l'ho quasi imposto a Nardino Previdi ancor prima di acquistare la Fiorentina è bravo e darà molto". E Lacatus disse la sua "Sono un attaccante di fascia con un discreto cross. Non faccio promesse a vuoto, anche perché non mi considero un cannoniere vero e proprio. Sono un uomo che parte dal centrocampo, arriva in area e cerca il compagno giusto per lo scambio e per il passaggio gol. Ma se c'è da battere a rete, non mi tiro indietro. In campo ho un difetto: sono molto nervoso, ma so che qui da voi non si scherza". E dunque l'uomo da un dribbling solo, però irresistibile che non incontra ostacoli e scivola sulla destra come spinto dal vento (altra citazione guerinesca) aveva tutte le carte in regola per sedersi al tavolo dei grandi, a duellare nel campionato dei Maradona, Van Basten, Matthaus, Roberto Baggio, Voeller, Francescoli, Ruben Sosa e via discorrendo. Alla prova dei fatti Lacatus partì anche bene realizzando anche una doppietta nella gara della quarta giornata successo casalingo per tre ad uno sull'Atalanta il 30 settembre del 1990 con sue marcature al 10' ed al 42'. Poi dopo due successi consecutivi in campionato alla sesta giornata i primi sintomi di difficoltà in zona gol: al Franchi arriva il Parma che va avanti di due reti i viola potrebbero raddrizzare la gara già nel primo tempo ma Lacatus prima alza di testa da dentro l'area poi su un suggerimento di Kubik si allarga troppo nel dribblare Taffarel e calcia cogliendo solamente l'esterno del palo. Le due cose che caratterizzarono il suo successivo quanto misero rendimento furono anzitutto la velocità inesistente con gli undici secondi sui cento metri rimasti solamente sulla carta ed il fatto che, quando veniva sollecitato dai compagni nelle manovre d'attacco, tendesse a liberarsi quanto prima della palla con passaggi di prima che finivano regolarmente per non dire quasi sempre nei piedi degli avversari o in finezze di tacco ripetute come a Napoli che portarono due punti nella classifica degli avversari andati in vantaggio dopo appena un minuto con Ciro Ferrara e mai più ripresi o quando, in casa contro il Lecce il 25 novembre 1990 in uno squallido zero a zero risultato finale, si ritrovò libero sulla fascia destra salvo poi essere letteralmente giocato da Benedetti e Carannante mentre provava l'ennesimo dribbling di un'annata storta. La settimana prima aveva segnato al Sant'Elia di Cagliari aveva segnato il suo terzo gol (sarà l'ultimo ma allora non si poteva saperlo) sfruttando un bel lancio di Massimo Orlando superando il marcatore Valentini ed il portiere Ielpo in uscita contro una squadra quella dei padroni di casa in chiara difficoltà nel ritorno in A anche se in quella gara alla fine agguantò l'uno ad uno finale. Anche Lazaroni ad un certo punto non ne poté più: alla dodicesima giornata ed alla nuova non esaltante prestazione generale della squadra in casa contro il Bari (uno ad uno il finale il 9 dicembre 1990) lo tolse al 73' dopo un incredibile cross rasoterra dalla fascia destra, la sua zona unica di campo. L'apice fu comunque raggiunto alla sedicesima giornata il 13 gennaio del 1991: oramai panchinaro per la terza gara consecutiva (giocò tredici minuti contro il Bologna il 30 dicembre 1990 e nove contro la Lazio il 6 gennaio) subentra al 41' al posto di Buso e si fa espellere al 91' per una brutta entrata sul suo marcatore Tarzan Annoni. Da allora sette volte in panchina con tre ingressi da subentrato e tre magliette da titolare con due sostituzioni subite. A fine stagione Lacatus saluterà senza rimpianti: tornò in Italia ed a Firenze l'11 luglio senza che nessuno o quasi se ne curasse per ritirare le sue cose e spostarsi in Spagna destinazione Oviedo.

I NUMERI DI MARIUS LACATUS ALLA FIORENTINA

21 presenze in campionato

5 presenze in Coppa Italia

3 reti

1 espulsione

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