Di Redazione.
Nella tarda serata italiana, la Terza Commissione dell'assemblea generale dell'Onu ha approvato la risoluzione L29 contro la pena di morte, presentata da Nuova Zelanda e Brasile e di cui l'Italia è la principale sostenitrice, con novantanove voti a favore, cinquantadue contrari e trentatré astenuti. La maggioranza necessaria affinché la risoluzione passasse era di novantasette voti e ora toccherà all'assemblea generale esprimere il proprio parere, entro la metà del mese di dicembre. L'Italia già in passato aveva proposto delle risoluzioni contro la pena di morte, nel 1994, 1999 e 2003, ma in tutti i casi furono rigettate. Massimo D'Alema, Ministro degli Esteri e Vice Presidente del Consiglio, non ha nascosto la propria gioia riguardo all'esito favorevole di questa votazione: « Il voto della Terza Commissione costituisce un passo decisivo verso l’adozione definitiva della risoluzione da parte della plenaria dell’Assemblea Generale, che dovrebbe avvenire nel mese di dicembre. L’Italia conferma di essere in prima linea nel mondo in materia di tutela dei diritti umani la lotta contro la pena di morte a livello internazionale è uno dei temi prioritari di politica estera, che vede impegnati Governo, Istituzioni, forze politico-parlamentari e organizzazioni non governative in una campagna corale, convinta e tenace che ha prodotto un primo, rilevante risultato. » Intanto, proprio ieri, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha bloccato l'esecuzione di un'iniezione letale in Florida nei confronti di Mark Dean Schwab, accusato di violenza ed omicidio di un bambino di undici anni, che sarebbe dovuta essere effettuata alle diciotto locali (mezzanotte in Italia).
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