Di Redazione.
Le elezioni regionali in Abruzzo, che hanno riconsegnato la regione alla guida del centro-destra, nella persona del neo governatore Giovanni Chiodi, stanno scatenando una dura polemica tra il Partito democratico e l'Italia dei Valori, con il primo uscito dalla tornata elettorale con un deludente diciannove per cento di voti, e con il partito di Antonio Di Pietro che ha consolidato la sua posizione con quasi il quindici per cento delle preferenze. Dalle colonne di Europa, il quotidiano del Partito Democratico che rappresentava, precedentemente alla costituzione del partito, l'organo di stampa della Margherita, un editoriale attacca l'alleanza tra Pd ed Italia dei Valori. Si legge: «L'ex pm gioca solo per sé. Farlo crescere all'ombra del Pd è la cosa peggiore. Ora Veltroni dev'essere conseguente con la lezione appresa: continuare a trascinare l'alleanza con Di Pietro, a ogni livello, è per il Pd un puro suicidio. Come hanno capito tutti coloro che nel tempo si sono illusi di addomesticare l'ex pm, e ce ne sono di illustri e di abili: da D'Alema a Rutelli, da Parisi a Prodi, Di Pietro ha come unica stella polare se stesso, come unica fedeltà quella alla propria avventura. Non c'è da stupirsi, ma da trarre le conseguenze». «Troppe volte l'alleanza è stata dichiarata sciolta ma la si è tenuta in piedi per paura che Di Pietro da solo possa fare al Pd ancora più male. In realtà, farlo crescere all'ombra della copertura democratica è un insulto alla cultura politica del Pd, non gli evita rovesci come quello abruzzese ed equivale a compromettere le sue chances per il futuro.» A conclusione dell'editoriale, la possibilità che la prosecuzione dell'alleanza possa mettere in discussione la permanenza di Walter Veltroni alla segreteria del PD: «Non si vede quale prezzo più alto ci sia rispetto a quello che il Pd sta già pagando da mesi. Veltroni lo sa, perché in questa storia è in discussione anche la forza della sua leadership». Con commenti sprezzanti, si è espresso sull'esito del voto anche l'ex governatore Ottaviano Del Turco, arrestato lo scorso 14 luglio, e le cui dimissioni hanno condotto alle elezioni anticipate: «Sono proprio felice. È Di Pietro il vincitore, mi pare chiaro. Mi dicono che avrei contribuito, secondo Di Pietro, alla sconfitta con le ultime dichiarazioni. E cosa avrei dovuto fare?» Per l'ex Presidente, la sconfitta è «colpa di Veltroni», come domandato in un'intervista «Certamente. Solo un cieco potrebbe non vedere che è stato commesso un errore micidiale». Del Turco ha infine aggiunto di non aver votato per Carlo Costantini: «Ho espresso il mio voto, ma non ho scelto lui».
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