Di Redazione.
SUNDERLAND-NEWCASTLE 2-3Sunderland:
Newcastle:
Arbitro:
Reti:
Il primo Tyne-Wear derby di First Division tra Sunderland e Newcastle Utd si è giocato in questa vigilia di Natale, mentre in Fa Cup i due club si erano già sfidati nel 1887: partita terminata due a zero a favore dei biancorossi. Una rivalità antica che poggia le sue fondamenta nella guerra civile inglese, quando Sunderland sostenne i parlamentari di Oliver Cromwell e Newcastle i realisti, e nel precedente decreto di re Carlo I, che avvantaggiò la seconda rispetto alla prima nel commercio del carbone. Nel 1898, dopo cinque stagioni in Second Division, i bianconeri conquistano la promozione nel massimo campionato inglese, torneo che i biancorossi avevano vinto già tre volte, dividendo con l’Aston Villa fama e fasti di quegli anni pioneristici. Il Sunderland era a metà classifica mentre il Newcastle lottava per non retrocedere. Il Roker Park era stipato in ogni ordine di posto, con circa trentamila spettatori, ed erano stati allestiti ben venti treni speciali per portare in trasferta i tifosi bianconeri, anche se la rivalità calcistica, come la conosciamo oggi, doveva ancora sbocciare. Il quotidiano The Chronicle raccontò così quella trasferta: «Si stimava che almeno ottomila appassionati fossero saliti sui treni alla stazione centrale di Newcastle upon Tyne, altri su carrozze private e charabanc (carrozze pubbliche scoperte che potevano ospitare fino a otto o più persone, ndr) trainate da cavalli. Ma nonostante questo la compagnia ferroviaria non riuscì a fare fronte al grande numero di richieste per raggiungere Sunderland: diciotto venti in media le persone stipate in ogni scompartimento ed al ritorno i treni erano ancora più affollati». L’incasso per il club biancorosso si aggirò intorno alle ottocento sterline dell’epoca, poco più di ottantacinquemila al valore attuale. Per l’occasione, infatti, il Sunderland aumentò il prezzo dei biglietti, seguendo la legge della domanda e dell’offerta. Il Newcastle Utd non riuscì ad arrivare al Roker Park prima delle tredici e trenta, impiegando più di un’ora a percorrere le dodici miglia che lo separavano dallo stadio avversario, e questo racconta più di qualsiasi altra cosa l’entusiasmo che ci fu per quella partita. Alla fine i bianconeri vinsero tre a due un match tiratissimo, nel quale i padroni di casa passarono in vantaggio per poi cedere alle reti di Willie Wardrope e Jack Peddie, che segnò una doppietta, e a niente valse il secondo gol del Sunderland. Il Manchester Guardian individuò nella “tattica difensiva” della squadra allenata dallo scozzese Frank George Watt la chiave della partita. Quella vittoria si rivelò fondamentale per la salvezza dei bianconeri, mentre affossò le mire del Sunderland per il titolo, che arrise per la quarta volta all’Aston Villa in quello che è stato uno dei suoi periodi migliori.
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