Di Redazione.
Mancava dal prato del Franchi da ventidue giorni. Tre settimane fa, poco più, la notte più buia della stagione viola e una partita, Fiorentina-Inter, durata soltanto diciassette minuti. Due giorni fa è rientrato sul terreno di gioco per esorcizzare i fantasmi di quel primo dicembre. Lo ha fatto in tuta di rappresentanza, a fi anco dei suoi compagni. Fiorentina-Udinese è stata soprattutto l'occasione di rivedere Edoardo Bove (NELLA FOTO IN ALTO) al Franchi, lì dove tutto si è interrotto.
L'impressione è che per rivederlo di nuovo su un campo da calcio, stavolta coi tacchetti ai piedi, dovremo quantomeno attendere un bel po'. Intanto nella gelida serata fiorentina il numero quattro ha riabbracciato la gente che in queste tre settimane gli è stata accanto in tutti i modi possibili. Ed è stato vicino alla squadra, partecipando a tutto il rituale pre-partita, dall'ispezione del campo, durante la quale ha scherzato con Kayode e Cataldi, al discorso negli spogliatoi. Ha rivestito il ruolo di un componente dello staff e, grazie alla deroga concessa dalla Figc, ha seguito la gara dalla panchina aggiuntiva, a pochi passi da Raffaele Palladino. In una nuova veste, quella del collaboratore, del tramite tra allenatore e giocatori, un ruolo che potrebbe continuare a fare nel corso dei prossimi mesi. Nonostante la serata storta per il risultato, il ritorno del numero quattro è una scossa emotiva per tutti: «Per il fatto che sia accanto a noi siamo felici a prescindere» ha detto Robin Gosens prima del fischio d'inizio, aggiungendo: «Per noi è un bel segnare rivedere Bove in gruppo. Sarà una spinta in più, daremo tutto per noi e per lui. Sappiamo quanto abbia soff erto, ora però è al nostro fi anco da un paio di settimane e stiamo provando a tornare alla normalità».
All'ingresso in campo delle squadre, gli occhi di tifosi e fotografi erano tutti per lui: è sbucato per ultimo dal tunnel e l'inno della Serie A è stato sovrastato dagli applausi tutti per lui. Cori e uno striscione, 'Forza Edo', ad accoglierlo. La ghiacciaia del Franchi si è sciolta poi al 29', quando i maxischermi lo hanno inquadrato ed i ventimila presenti gli hanno riservato un altro applauso. Il ventiduenne romano ha mantenuto un profilo basso, come fatto in questi giorni cercando di defilarsi per quanto possibile dai riflettori. Lascia spazio al campo, dove la sua Fiorentina aff onda alla distanza. Poi si va a prendere altri applausi, e gli auguri di Natale, dalla Ferrovia. Appuntamento al 2025, un anno in cui Bove vuol provare a tornare protagonista, e non spettatore.
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