Di Redazione.
Dobbiaco è partita proprio con il piede giusto nella creazione dell’opera d’arte che è il Grand Opening del Tour de Ski: i campionissimi come l'americano Jessie Diggins ed il norvegese Johannes Høsflot Klæbo mettono la firma nella Sprint in tecnica libera che inaugura la nuova edizione, in cui brilla anche la giovane Federica Cassol che stampa il miglior tempo in qualifica. Migliore italiano Federico Pellegrino (NELLA FOTO IN ALTO), settimo. I migliori fondisti del panorama mondiale non si sono risparmiati nemmeno un colpo e la splendida giornata soleggiata di una Dobbiaco perfettamente innevata ha incorniciato le sfide sportive della Sprint a skating, che al femminile ha visto il dominio di una scatenata Jessie Diggins: la detentrice del Tour fa sua la prima tappa andando a indossare in un sol colpo il pettorale oro (da leader Overall) e quello argento (da leader della classifica Sprint). La statunitense, entusiasta del risultato e della sua condizione, ha preceduto la finlandese Jasmi Joensuu e l’elvetica Nadine Fähendrich. La piacevole sorpresa di giornata è stata però la valdostana Federica Cassol che nelle fasi di qualifica, sotto il sole delle dodici, ha impresso il miglior tempo mettendo in fila tutte le rivali del massimo circuito. Con un ottimo 2’55”36 la classe 2000 si è poi assestata al ventunesimo posto, mentre ha chiuso in diciasettesima piazza come migliore delle italiane la fiemmese Nicole Monsorno. Si è fermato invece in qualifica il cammino della fassana Caterina Ganz, primissima a prendere il via in questa nuova edizione del Tour de Ski, oltre che della valdostana Nadine Laurent e della bellunese Anna Comarella, atlete che meglio si esprimono sulle distance e che nell’ambita kermesse fra Dobbiaco e la Val di Fiemme troveranno pane per i loro denti. Sostenuto dal tifo da stadio delle migliaia di fans assiepati alla Nordic Arena, il fuoriclasse Johannes Høsflot Klæbo ha dettato ancora una volta legge conquistando l’ennesima vittoria in carriera con gli sci veloci: per il cinque volte oro Olimpico è il quarto successo stagionale, che non può che lasciarlo contento. “è senza dubbio un ottimo modo per cominciare il Tour, la strada verso la fine è ancora lunga ma intanto sono partito bene. Amo questo posto, la pista è esigente e può sempre succedere di tutto” ha dichiarato il vincitore di giornata all’arrivo, dopo una finale dove ha preceduto il transalpino Lucas Chanavat e l’elvetico Janik Riebli. Miglior italiano si riconferma un sempre brillante Federico Pellegrino che chiude in settima piazza dopo aver perso di un soffio il treno per la finale. “La gara è stata comunque positiva, nella Mass Start posso giocarmi le mie carte. Partirò davanti, con un pettorale basso, questo è importante per non avere problemi nelle prime fasi. Se venisse fuori una gara in volata, posso giocarmela” ha dichiarato il valdostano. Fuori dai giochi per una caduta durante i quarti invece uno degli sprinter più gettonati, il norvegese Even Northug. L’Italia al maschile aveva qualificato ben sette dei dodici fondisti in gara con Michael Hellweger, Martino Carollo, Davide Graz, Giovanni Ticcò, Giacomo Gabrielli e Simone Daprà che non sono andati oltre i quarti di finale nella Sprint sulle nevi dell’Alta Val Pusteria. Fuori di un soffio dalle batterie Elia Barp (trentunesimo), mentre hanno chiuso più staccati Simone Mocellini, Martin Coradazzi, Lorenzo Romano e Paolo Ventura.
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