Di Redazione.
«La mia è una bottega dell' arte» dice Oliviero Toscani. «E la Moratti a fare la scuola. Io la detesto». La Sterpaia è un laboratorio di ricerca. «La scuola ha un programma educativo. Io ho dei progetti che affido a professionisti che si avvalgono dell' aiuto di giovani talenti». Da Toscani «si impara facendo». Per entrare non bisogna essere né diplomati, né laureati. Basta aver meno di venticinque anni. «Si può essere analfabeti, ma con talento. Il nostro è un posto un po' rinascimentale. Chi entra deve saper usare la macchina fotografica, saper scrivere. E' come un centro editoriale». E' la stessa idea con la quale Toscani fondò Fabrica per Benetton. «Ma Fabrica aveva un grandissimo limite - spiega - era di proprietà di una sola azienda che non produceva cultura, ma maglioni. Quindi fargli capire le potenzialità di quel progetto è stato estremamente difficile». Un' esperienza di otto anni in Fabrica, finita nel 2000. «Molto faticosa. Dovevo andare a spiegare a dei manager a cui non interessava niente della cultura quello che stavo facendo. Ed è la ragione per cui sono andato via da Benetton». Toscani il suo media lab questa volta l' ha fatto da solo con l' appoggio della Regione Toscana che gli ha dato lo spazio all' interno del Parco di San Rossore. «Mi sono trovato benissimo con Claudio Martini, presidente della Regione Toscana è un uomo aperto alle idee, sa annusare il futuro». Si tratta delle vecchie Stalle Reali chiamate La Sterpaia. La Regione gli ha assegnato questo spazio, lo ristrutturerà, investendo circa quattro milioni di euro. E lo spazio rimarrà di proprietà della Regione. In attesa che le ex stalle siano pronte, fra un anno, sono stati messi al centro di quest' antica struttura cinquecento metri di container nei quali si sta già lavorando. La Sterpaia è come un' azienda che vive dei propri introiti. Vive dei soldi che arrivano dai progetti fatti per i clienti. Viene gestita dalla Oliviero Toscani Quintet, a cui fa capo. «Abbiamo totale indipendenza operativa. Voglio poter lavorare per chiunque. Pur essendo all' interno di una struttura della Regione Toscana, potrei potenzialmente lavorare per Berlusconi». Gli studenti pagano le rette? «Non esistono studenti. Sono dei giovani selezionati in giro per il mondo. Non pagano e vengono abbinati a gruppi di lavoro per veri progetti». «E' solo il mercato a determinare la filosofia della Sterpaia - dice Toscani- E quando parlo di mercato non intendo l' economia e la finanza, ma i rapporti umani, la bellezza, l' amore, l' odio, la tragedia. Noi vogliamo rimettere in discussione il rapporto della creatività col mercato». I progetti sono già partiti. Con Artemide stanno facendo una ricerca sulla luce. Si chiamerà "buona luce". Non riguarderà solo le lampade dell' azienda, ma anche il cinema, l' illuminazione delle strade e dei luoghi pubblici. Porteranno avanti questa ricerca con una pubblicazione. «Ernesto Gismondi (a capo di Artemide ndr), uno degli inventori del made in Italy ha capito che nel mercato futuro vincerà chi avrà una grande distribuzione e comunicazione». Stanno facendo un lavoro sulla mobilità della città di Firenze. Devono spiegare ai fiorentini il nuovo progetto. Contemporaneamente fanno la campagna per il servizio di trasporto pubblico fiorentino. Lavoreranno per la città di Agrigento. «L' immagine attuale della città siciliana è distorta - racconta Toscani - Le fotografie in cui si vedono i templi con dietro il cemento è un falso. Il sindaco della città ha ragione. E' una fotografia fatta con il teleobiettivo. La valle dei templi è meno rovinata di quanto normalmente si pensi». «Credo molto nel futuro del Sud - spiega - Sarà una grande miniera per il mondo della comunicazione. Il Nord è saturo, vecchio, triste e presuntuoso». Faranno un lavoro sulla "casetta del geometra". La "casetta" sarebbe tutta quell' edilizia selvaggia affidata per decenni ai geometri che hanno deteriorato il paesaggio italiano. Lo fanno con un professore del Mit di Boston. Per Sebach, che produce bagni chimici, stanno per fare un concorso internazionale del "bagno dei sogni". Toscani tralascia di dire qual è stato l' investimento iniziale per la Sterpaia. «Non so neanche quanto costa un rullino per la macchina fotografica» dice, ma ci tiene a sottolineare che si tratta di soldi suoi. «Credo che l' Italia in futuro dovrà produrre questo genere di merce, immateriale. Non potrà produrre scarpe e borse che è roba da terzo mondo». «Al giorno d' oggi i prodotti si assomigliano tutti. Il valore aggiunto è la comunicazione. Bisogna cominciare a pensare ad altre merci. Ci diamo tante arie in Italia, ma i telefonini li fanno in Finlandia, i computer li fanno in Giappone, America e India. E a noi che rimane? Le borse e le scarpe? Ma in Cina e in India le faranno meglio di noi e costeranno meno. Esiste un' altra dimensione del fare, un' altra qualità, ma abbiamo paura di fare il salto perché non siamo un paese particolarmente creativo».
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