Di Redazione.
Il killer viene dal passato. E da Portoscuso percorre una strada costellata di debiti, creditori che battono cassa, usura, droga e troppi misteri. Tre mesi fa, prima di essere freddato con cinque colpi di pistola nel posto di lavoro dove si salvano le vite, Marco Pusceddu (NELLA FOTO IN ALTO) finì in coma dopo essere stato brutalmente aggredito alle spalle, probabilmente con un cric. Un episodio rimasto fino a oggi avvolto dal mistero, per il quale, all’epoca dei fatti, non ci fu alcuna denuncia, nemmeno a carico di ignoti. Il cinquantunenne di Portoscuso, paese del sud Sardegna in cui era residente dal 1990, fu ritrovato in fin di vita, in una pozza di sangue, dai colleghi del 118. La sua vettura era ferma in una piazzola di sosta lungo una strada provinciale dell’Iglesiente, fra Cortoghiana e Portoscuso. L’uomo privo di sensi, venne immediatamente soccorso e trasportato in ospedale dove arrivò in condizioni disperate. Furono momenti concitati, una corsa contro il tempo per salvargli la vita, anche perché fra i soccorritori c’era una persona che gli voleva bene, la sua ex compagna di Iglesias. La stessa ex compagna che qualche giorno prima aveva sporto querela contro di lui e che poi si era rivolta ad un avvocato per farsi tutelare. L’accusa, tutta da dimostrare: maltrattamenti in famiglia e stalking. La donna si era recata in caserma dai carabinieri per raccontare una situazione difficile di convivenza con l’uomo dal quale si era separata. I militari avevano verbalizzato la testimonianza sfociata nella denuncia.
Sette agosto, ore ventitré, quello che poi agirà come un killer, spietato, oltrepassa la porta della sede del 118 Intervol di Buddusò, numero civico tre di via Pietro Nenni. Si ferma, vuol sapere “dove si trova Marco Pusceddu”. Neanche il tempo di rispondere che la raffica di pallottole, sparate da una pistola di piccolo calibro, a distanza ravvicinata, colpiscono il cinquantunenne in pieno petto senza lasciargli scampo. Pusceddu crolla terra, chi lo ha ucciso si dilegua a bordo di un’auto. «Una esecuzione in piena regola, un omicidio che sembra fatto su commissione»: anche per il sindaco Atzori di Portoscuso non sembrano esserci dubbi. L’efferato omicidio che ha lasciato sgomenta anche la comunità di Buddusò, dove l’uomo si era trasferito per svolgere una professione cui dedicava anima e cuore, lascia increduli amici e conoscenti. Le indagini dei carabinieri di Ozieri e della compagnia di Sassari, che procedono in collaborazione con i militari di Iglesias, sono serrate. Nulla trapela dagli interrogatori andati avanti per ore, dopo l’omicidio del soccorritore del 118 Marco Pusceddu, ucciso nella notte da un killer che sapeva dove trovarlo e che, dalle modalità con cui ha agito, è apparso indubbiamente mosso da un profondo odio. Un odio che lo ha portato ad uccidere il cinquantunenne originario di Portoscuso, descritto da tutti come una «persona d’oro, con una vita perennemente dedicata agli altri, in uno dei ruoli più nobili, il soccorso». «Bonaccione, sempre sorridente» questa la descrizione dei suoi più cari amici, di chi commenta sui social, e dei suoi compagni di scuola che con lui avevano organizzato la pizzata dei cinquant'anni. E che non si spiegano che cosa possa aver mosso la mano dell’omicida che potrebbe aver fatto duecento cinquanta chilometri per mettere in atto quella che appare una vendetta o un regolamento di conti. Ecco perché gli investigatori, in queste ore, stanno mettendo al setaccio la vita privata della vittima. Si indaga anche sulla denuncia per maltrattamenti in famiglia e stalking presentata contro l’uomo dalla ex fidanzata, con la quale Pusceddu conviveva a Iglesias. E si cerca di fare luce sul grave episodio che tre mesi fa lo aveva ridotto in fin di vita e che per qualcuno, in paese, potrebbe essere legato ad un passato difficile dell’uomo. Debiti? Droga? Usura? Tutto da verificare. Intanto la famiglia si è rivolta al legale Marco Aste, l’avvocato che seguirà l’evolversi delle indagini che potrebbero presto portare all’arresto dell’assassino che ha agito a volto scoperto.
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