Di Redazione.
MARCHE
Francesco Acquaroli (NELLA FOTO IN ALTO IL TERZO DA SINISTRA) è stato rieletto presidente della regione Marche. Il candidato per il centrodestra e governatore uscente di Fratelli d'Italia supera il cinquantuno per cento battendo così il rivale, l'ex sindaco di Pesaro, l’europarlamentare del Partito Democratico Matteo Ricci, sostenuto dal centrosinistra insieme al Movimento 5 Stelle, che invece si ferma appena sotto il quarantacinque per cento a livello di voti alla presidenza (sopra il quarantacinque a livello di liste). Ricci riconosce la sconfitta (d'altronde non può fare altrimenti): “Ho chiamato Acquaroli per congratularmi”, fa sapere e ammette l’amarezza per aver ricevuto “l’avviso di garanzia in piena campagna elettorale” che è stato “strumentalizzato”, aggiunge, "i marchigiani hanno scelto la continuità”. Esulta invece il Presidente del Consiglio e leader di FdI, Giorgia Meloni: “Premiato il buon lavoro”, scrive sui social. L’affluenza definitiva si è attestata al cinquanta e zero uno per cento, in pratica ha votato un elettore su due, in calo di quasi nove virgola sette punti percentuali rispetto alle elezioni del 2020, quando fu del cinquantanove e sette. Staccati tutti gli altri candidati Beatrice Marinelli, Lidia Mangani, Claudio Bolletta e Francesco Gerardi nessuno dei quali supera il punto percentuale.
VALLE D'AOSTA
La chiusura finale in termini di affluenza è stata del sessantadue e nove per cento dove i primi dati indicano una forte affermazione dell’Union Valdotaine ed una crescita del centrodestra. Fratelli d'Italia e Forza Italia son oltre il dieci per cento mentre la Lega supera l'otto per cento con il Partito Democratico che invece ha raccolto l'otto e zero quattro per cento. A livello di seggi dodici spettano all'Union Valdotaine, tre ad Alleanza Verdi e Sinistra (che ha preso come lista il sei e trentadue per cento) al pari del Partito Democratico, sei vanno agli Autonomisti di Centro, quattro sia per Fdi che per Fi e tre alla Lega. Restano fuori le liste di Valle d'Aosta aperta al cinque e cinquantasei per cento e quella di Valle d'Aosta futura che si è fermata al quattro e sessantaquattro per cento.
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