sabato 30 aprile 2011

LA TENTAZIONE DI PARIGI STOP A SCHENGEN (22/04/2011)

Di Redazione.

Un trattato di Schengen più forte, o almeno non così «zoppicante» com’è adesso: è quello che sembra avere in mente la Francia, che punta però anche alla possibilità di sospendere il trattato stesso nel caso di «defaillance sistematica a una frontiera esterna», proprio come nel caso dei tunisini che sbarcano a Lampedusa, ha fatto trapelare ieri l’Eliseo. Nel vertice bilaterale Italia-Francia di martedì a Roma, hanno riferito a Parigi, si parlerà molto delle recenti «divergenze» fra i due paesi, così da «voltare pagina» e tornare alla «fraternità» fra Roma e Parigi dopo le polemiche su immigrazione, intervento in Libia e scalate francesi alle imprese italiane.
Ma è ancora sull’immigrazione che dopo le notizie filtrate dall’Eliseo le posizioni rischiano di rimanere lontane. Lo stop a Schengen non è una prospettiva’potabile’ per Roma, soprattutto alle condizioni indicate da Parigi. E subito dopo i lanci delle agenzie che riportano le intenzioni francesi, si innesca una girandola di contatti tra Roma, Parigi e Bruxelles. Ci sarebbe stata, secondo quanto si apprende, anche una telefonata tra Eliseo e Palazzo Chigi nell’ambito dei contatti per preparare il vertice di martedì, durante la quale i francesi avrebbero spiegato agli italiani il senso reale della loro proposta. Senso esplicitato poi in un’altra telefonata partita da Parigi per Bruxelles: «Le autorità francesi - ha fatto sapere in serata Michele Cercone, portavoce della Commissaria agli affari interni Cecilia Malmstrom - hanno chiarito di non avere alcuna intenzione di introdurre controlli alle frontiere interne» o «di avere mai ipotizzato una sospensione degli accordi di Schengen». Ma hanno spiegato di voler aprire con le autorità italiane «una discussione sui termini della riforma della governance di Schengen così come è prevista nel documento che la Commissione europea presenterà il 4 maggio».
Al punto numero 1 dell’agenda di martedì, era emerso in un colloquio con una fonte molto vicina al presidente Nicolas Sarkozy, c’è infatti proprio il tema dell’immigrazione e di quel trattato di Schengen la cui governance - per Parigi - è zoppicante: «Ci sembra che si debba riflettere a un meccanismo che permetta, quando c’è una defaillance sistematica a una frontiera esterna dell’Ue, di intervenire, prevedendo una sospensione provvisoria, fin quando il problema non venga risolto». Una clausola di sospensione per motivi di ordine pubblico già esiste ed è stata più volte invocata per innalzare di nuovo le frontiere interne, ad esempio nel timore di manifestazioni transnazionali in occasione di grandi vertici come il G8. Parigi, secondo quanto aveva fatto trapelare l’Eliseo, vuole parlare con l’Italia di una nuova clausola nel caso di ondate di immigrazione come quella che ha investito Lampedusa. Il tutto nell’ambito di una «iniziativa comune» che Parigi ha in animo di presentare a Bruxelles anche con l’Italia e che prevederebbe il rafforzamento di Frontex, l’agenzia Ue di sorveglianza alle frontiere e «la precisazione del principio dell’asilo».

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