sabato 30 aprile 2011

PAPA IN TV INSORGONO I RADICALI (22/04/2011)

Di Redazione.

Con una mossa strategica, da vero newsmaker, Ratzinger approda in tv per rispondere a sette quesiti scelti tra gli oltre tremila inviati alla redazione di «A Sua immagine», trasmissione di Rai Uno andata in onda ieri, nel pomeriggio del Venerdì Santo. Per la prima volta nella storia un Pontefice si sottopone dunque alle domande di un presentatore televisivo. Anzi, alle domande che i sette hanno filmato in proprio, spedendo poi il video alla Rai. Più che la portata delle risposte, registrate la settimana scorsa, l’evento ha un certo rilievo per il fatto stesso che Benedetto XVI abbia accettato la sfida mediatica. Segno di non poter più mancare le occasioni per parlare ai cattolici, provati negli ultimi tempi dagli scandali che hanno investito la Chiesa, primo fra tutti quello della pedofilia, o dalle incomprensioni che hanno innalzato un muro tra musulmani e Vaticano. Il Papa viene interrogato sul tema della guerra, su argomenti di natura teologica e, innanzitutto, sul tema, ricorrente, della sofferenza. Dal Giappone, terra devastata dal sisma e dallo tsunami, Elena, 7 anni, prova a raccontare la sua ansia: «Ho tanta paura - spiega guardando in camera - perché la casa in cui mi sentivo sicura ha tremato, tanto tanto, e molti miei coetanei sono morti. Non posso andare a giocare nel parco. Chiedo: perché devo avere tanta paura?». Dall’Iraq, uno dei tanti luoghi al mondo in cui i cristiani sono in pericolo di vita, arriva la voce dei fedeli caldei. Ratzinger li rassicura e, per la prima volta, parlando di contatti con altre comunità religiose non cristiane, cita solo «i fratelli musulmani». Altro dilemma della fede, che ricorda la vicenda di Eluana Englaro, è quello dei genitori di Francesco Grillo, in stato vegetativo da due anni, che chiedono se l’anima abbia abbandonato il corpo del loro figliolo. Per Ratzinger, che ricorre ad un linguaggio di immagini, la condizione del ragazzo «è come quella di una chitarra le cui corde sono spezzate, così non si possono suonare», ma nonostante lo strumento del corpo sia vulnerabile, «l’anima rimane presente» e, anzi, si dice sicuro che essa avverta l’amore dei genitori.
Sull’intervento del Papa riguardo agli stati vegetativi insorgono i radicali. per il deputato Marco Beltrandi, «un Capo di Stato straniero» che «cerca di influenzare non solo il clima culturale, ma anche la politica del nostro Paese». Infatti, se «è perfettamente legittimo che il Papa intervenga a esporre la sua particolare idea», secondo Beltrandi occorrerebbe concedere «spazi analoghi alle diverse concezioni religiose presenti in Italia, come i Valdesi, gli Avventisti, i Buddisti, i Musulmani, gli Ebrei, e anche alle visioni laiche come quelle delle associazioni che si occupano di tali argomenti, siano di diritti sociali, civili o politici, visioni che sono sostenute anche da autorevoli intellettuali che non si sono mai sottratti al confronto. Non farlo significherebbe discriminare tutti punti di vista che hanno uguale titolo a far sentire la propria voce, e concedere un ingiusto privilegio alla Chiesa Cattolica: il Papa che parla senza contradditorio».

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