sabato 30 aprile 2011

SINDROME DI QUIRRA,I MORTI PARLANO (23/04/2011)

Di Eugenia Tognotti.

E così, finalmente, dopo anni di denunce, colpevoli silenzi, incertezze, sarà forse possibile definire con precisione i contorni della “sindrome di Quirra”, che non è un’ entità nosologica ben distinta - come quella dei Balcani - ma qualcosa di sfuggente, eppure tremendamente reale e incombente sulle popolazioni delle terre del poligono di Perdasdefogu-Salto di Quirra. Tra le quali si registra un numero anormalmente elevato di malattie collegabili sia alla presenza di nano particelle di metalli pesanti, diffuse nell’ambiente in seguito alle sperimentazioni di razzi, missili e altri dispositivi sui quali vige il segreto militare e industriale; sia all’utilizzo, all’interno della base, di munizioni contenenti il famigerato uranio impoverito e che generano polveri sottilissime e radioattive, in grado di causare leucemie, tumori, linfomi, come sanno ormai anche i profani - per così dire - edotti dalle guerre nei Balcani, in Afghanistan o in Iraq.
Guerre che uccidono anche senza rumore e senza spargimenti di sangue, e talora dopo molto tempo. Ora saranno i morti a testimoniare, a rompere il silenzio, complice e interessato, anche, forse, da parte di chi, indagando sull’inquinamento antropico del poligono di Perdasdefogu, aveva dichiarato che non c’era nessuna traccia di uranio, tra suolo, piante e animali. Nell’ambito dell’inchiesta ordinata dalla Procura della Repubblica di Lanusei, i resti di una ventina di morti tra il personale militare e civile - che ha lavorato nel Poligono sperimentale interforze di Perdasdefogu-Salto di Quirra o nelle vicinanze - saranno, infatti, “interrogati” dagli esperti, con sofisticate analisi, per arrivare ad una verità scientifica. I corpi “parlano”, si sa. Persino a distanza di secoli, se non di millenni, tanto che è stato possibile, per i paleopatologi, appurare di quali malattie morivano gli Egizi: polmonite, tubercolosi, vaiolo, poliomielite. Talora - per tornare al nostro tempo - forniscono gli elementi per arrivare al nome di un assassino. Così, ci diranno, forse, i resti dei due pastori morti trent’anni fa, se la tremende fiammata che li investì, mentre bruciavano delle sterpaglie. era provocata dallo scoppio di una bomba al fosforo abbandonata da qualcuno nel poligono di Quirra, con il suo potenziale di morte. E i campioni di tessuto osseo del giovane militare di Baunei, Paolo Mucelli - morto, poche settimane fa, per una leucemia fulminante che si ritiene essere collegata alle attività militari nella zona in cui aveva prestato servizio, in Albania e in Kosovo - consentiranno di arrivare a capire se contengono tracce di particelle Alfa, la spia della presenza di uranio impoverito. Altre informazioni - capaci di confermare i più che fondati sospetti sorti dopo la scoperta di materiali radioattivi in alcuni magazzini del poligono - saranno fornite dai resti dei pastori morti per tumori emolinfatici tra il 1980 e il 2010: gli esami condotti con particolari metodiche, dovrebbero consentire di individuare eventuali tracce di contaminazioni radioattive o tossiche. Non resta, ora, che aspettare i risultati delle indagini. Ma, intanto, da questa parte del Tirreno, dobbiamo tener conto di una causa di morte in più rispetto al resto d’Italia: la sindrome di Quirra di cui ci si ammala e si muore in quell’ angolo di paradiso che è il Sarrabus, sottratto da troppo tempo alla Sardegna e ai sardi.

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