sabato 30 aprile 2011

SIRIA:IL MASSACRO DEL VENERDI' SANTO (22/04/2011)

Di Redazione.

In Siria almeno tre persone sono state uccise da colpi d'arma da fuoco sparati durante i funerali, vicino a Damasco, delle vittime delle manifestazioni di ieri. Lo dicono dei testimoni.
I testimoni dicono che i tre manifestanti sono stati uccisi da «cecchini» appostati sui tetti nella cittadina di Duma, dove si stavano svolgendo i funerali di alcuni dei 112 manifestanti anti-regime morti nelle violente repressioni di ieri. Fonti giornalistiche hanno riferito che oggi decine di migliaia di manifestanti, che partecipano oggi ai funerali in diverse città siriane, chiedono in massa il «rovesciamento del regime». I manifestanti cantano in onore dei caduti sulla piazza di Damasco dove si tengono le esequie e sul villaggio di Izraa, nel sud. Intonano «Basher al Assad sei un traditore. Viva la Siria, via Bashar».

Le forze di sicurezza siriane hanno ucciso oltre 100 civili tra cui molti bambini aprendo il fuoco ieri contro dimostranti pro-democrazia. Lo ha reso noto un gruppo di attivisti che coordinano le manifestazioni.
I 'Comitati di coordinamento locale' hanno inviato alla Reuters un nuovo elenco con i nomi di 112 persone, zona per zona, che il gruppo afferma sono state uccise in regioni che vanno dalla città portuale di Lattakia, a Homs, Hama, Damasco e fino al villaggio meridionale di Izra'a.

Come detto vi sono anche bambini tra le persone rimaste uccise ieri durante la violenta repressione governativa delle manifestazioni in Siria, che l'opposizione guirdata dal presidente Bashar al Assad ha chiamato "il massacro del Venerdì Santo". È quanto denuncia Amnesty International chiedendo l'immediata fine della repressione e l'avvio di un'inchiesta sull'accaduto. Gli attivisti parlano di un numero ancora maggiore di feriti, oltre 100 secondo un attivista della città di Homs, una delle città dove si sono registrati gli scontri più violenti.

Da Washington, Barack Obama ha condannato "nel modo più duro possibile" l'uso della forza da parte dell'esercito siriano contro i dimostranti. «Questo vergognoso uso della forza per fermare le violenze deve fermarsi subito», ha detto il presidente Usa. L'abrogazione da parte del governo siriano della legge di emergenza, che è stata decisa il giorno prima dei violenti scorsi e che avrebbe dovuto permettere manifestazioni pacifiche, «non è stata adottata seriamente considerato che è continuata la repressione violenta delle proteste», ha detto ancora Obama.

Barack Obama ha definito come "vergognoso" l'uso della violenza contro i manifestanti in Siria, dopo le proteste del Venerdì Santo in cui ci sono stati un'ottantina di morti. Il presidente americano ha definito "non seria" la revoca dello stato d'emergenza annunciata giovedì da Bashar Assad. «Gli Stati Uniti condannano nei termini più forti possibili l'uso della forza sui manifestanti da parte del governo siriano - ha affermato Obama in una nota - questo vergognoso uso della violenza per placare le proteste deve cessare subito. La revoca dopo decenni della legge di emergenza e l'impegno a consentire pacifiche manifestazioni non erano seri alla luce della repressioni», ha aggiunto il titolare della Casa Bianca.

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