Di Redazione.
ASCOLI-TORINO 0-0
Ascoli:Allenatore:Mazzone.
Torino:Allenatore:Cazzaniga.
Arbitro:Menegali di Roma.
AVELLINO-INTER 1-3
Avellino:Allenatore:Vinicio.
Inter:Allenatore:Bersellini.
Arbitro:Longhi di Roma.
Reti:15'Caso 32'Altobelli 63'Oriali 77'Vignola.
Note:All'84'Bordon ha respinto un calcio di rigore battuto da Vignola. All'87'G.Massa ha tirato sul fondo un calcio di rigore.
CATANZARO-BOLOGNA 2-2
Catanzaro:
Bologna:
Arbitro:Lanese di Messina.
Reti:27'Fiorini 30'Palanca 42'F.Fabbri 69'Palanca.
Note:Al 56'Palanca ha colpito un palo su calcio di rigore.
COMO-NAPOLI 0-1
Como:
Napoli:
Arbitro:Menicucci di Firenze.
Rete:90'Palo.
JUVENTUS-ROMA 0-0 (NELLA FOTO IN ALTO RAMON TURONE HA APPENA SEGNATO IL GOL POI ANNULLATO PER FUORIGIOCO NELLE FOTO IN BASSO GIUSEPPE FURINO L'ARBITRO PAOLO BERGAMO ED AGOSTINO DI BARTOLOMEI DURANTE IL SORTEGGIO PRIMA DELLA GARA ED IL GOL DI TURONE DA UN ALTRA PROSPETTIVA)
Juventus:Zoff,Cuccureddu,Cabrini,Furino,Gentile,Scirea,Marocchino (81'Verza),Prandelli, Causio, Brady,Fanna.Allenatore:Trapattoni.
Roma:Tancredi,Spinosi,Maggiora,Turone,Falcao,D.Bonetti,B.Conti,Di Bartolomei,Pruzzo, Ancelotti,Scarnecchia.Allenatore:Liedholm.
Arbitro:Bergamo di Livorno.
Roma:Tancredi,Spinosi,Maggiora,Turone,Falcao,D.Bonetti,B.Conti,Di Bartolomei,Pruzzo, Ancelotti,Scarnecchia.Allenatore:Liedholm.
Arbitro:Bergamo di Livorno.
Ammoniti:Marocchino,Scarnecchia,Turone,B.Conti,Fanna,Falcao,Pruzzo.
Espulso:Furino (62') per doppia ammonizione.
Lo scontro diretto tra prima e seconda in classifica: Juventus-Roma. La Roma deve assolutamente vincere per recuperare il punto di ritardo in classifica proprio sui bianconeri (trentanove a trentotto) in un clima non proprio aderente al mese di maggio (pioggia da ore e folate di vento) e ha il vantaggio dell'uomo in più per l'espulsione del capitano Furino espulso per doppia ammonizione al 62' dopo un'entrata su Maggiora. Al 75' Turone mette la palla in rete dopo una torre di Roberto Pruzzo, ma l'arbitro, Paolo Bergamo, annullò il gol per fuorigioco. Il risultato finale fu quindi di zero a zero.
INTERVISTA A PAOLO BERGAMO
"Fu l'incontro più difficile della mia carriera di arbitro, ma non per via del gol annullato a Turone. Quel faccia a faccia tra Juve e Roma fu durissimo, una tensione enorme, i giocatori si producevano in contrasti feroci. Al fischio d'inizio Furino si avventò su Falcao e lo atterrò in modo vistoso, inevitabile il cartellino giallo. Qualcosa del genere aveva combinato Tardelli su Rivera in Juve-Milan 1977-1978. Furino si ripeté nella ripresa, con un brutto tackle sulle gambe di Maggiora. Altro giallo e conseguente espulsione. Furino non disse parola ed uscì".
Il gol annullato a Turone?
"Lancio di Conti, colpo di testa a proseguire di Pruzzo e volo vincente di Turone. Convalidai la rete, per me era regolare, ma mi accorsi che Sancini, mio fidato guardalinee - all'epoca le terne erano fisse, l'altro collaboratore si chiamava Ravaglioli - aveva la bandierina alzata. Innestai la retromarcia e annullai, non potevo fare altro".
Seguì le varie moviole?
"Sì e mi vennero dei dubbi, però sui fuorigioco il guardalinee è l'unico in grado di giudicare al meglio perché è in linea con la palla. Sancini era bravo, mi spiace che abbia sofferto a causa di questa storia. Insulti, minacce".
Cosa accadde a fine partita?
"Ricevemmo i complimenti di Ferrari Aggradi, designatore del tempo, e dei presidenti di Juve e Roma. Sì, anche Dino Viola venne a ringraziarci per l'operato. Viola era un gentiluomo, dichiarò di aver perso lo scudetto per una questione di centimetri e la stagione successiva, al raduno degli arbitri a Coverciano, Boniperti gli donò un metro. Quello era un altro calcio, più umano e signorile, con screzi garbati".
INTERVISTA AL GUARDALINEE SANCINI
"Ho visto e rivisto quell'azione in tv e non ho dubbi, fuorigioco certo, il gol era proprio da annullare".
Sancini, riviste le immagini, ha cambiato idea?
"No, presi la decisione giusta. Ero in linea e in mente ho un flash nitido: Turone oltre la linea della palla al momento dell'assist di testa di Pruzzo. Quel giorno la Rai lavorò con poche telecamere a causa di uno sciopero, ma De Laurentiis, giornalista del secondo canale, disponeva di una moviola speciale, il Telebeam, e provò con precisione l'irregolarità (il 9 febbraio del 1986 con Giorgio Martino in studio per Gol Flash che esaudì una richiesta del collega de "Il Messaggero" Lino Cascioli): secondo la macchina Turone era in fuorigioco per dieci centimetri. A me, però, spiace che Bergamo non sia convinto, tra noi c'era sintonia e lui è stato il direttore di gara più bravo della sua generazione. Bergamo era migliore di Agnolin".
Cosa le dissero i giocatori in campo e i dirigenti negli spogliatoi?
"Né io né Bergamo subimmo proteste o rimostranze. A fine partita i presidenti Viola e Boniperti si complimentarono con noi. Viola era un signore e mi congedò con una battuta in simpatia, senza cattiveria: certo che io ho perso lo scudetto per colpa della sua bandierina.... Se certe cose le vivessi oggi, dovrei mettere l'elmetto".
E' vero che un anno più tardi lei si dimise perché stressato dalle continue minacce dei romanisti?
"Falso, lasciai il calcio per dedicarmi in pieno all' hockey su prato. Il pallone mi stava stretto, nel calcio mi ero fermato alla serie B, in A ero guardalinee e basta. Se fossi stato un tipo impressionabile avrei abbandonato nel 1978, quando venni massacrato di botte a Cosenza. Partita Cosenza-Nocerina, campionato di serie C: fischiai un netto rigore per la Nocerina e la folla inferocita invase il campo. Rifugiarsi negli spogliatoi non fu sufficiente, decine di persone entrarono nello stanzino e bastonarono sia me sia i guardalinee".
IL RICORDO DI MAURIZIO TURONE
"Il film di quella rete l'ho ben impresso nella memoria: cross di Bruno Conti, sponda aerea di Pruzzo e mio gol di testa in volo d'angelo. Un carpiato con avvitamento che avrebbe voluto dire scudetto. Sono un po' stanco di parlarne, la gente me lo chiede continuamente, è diventata quasi un'ossessione. Vent'anni dopo mi fa un po' rabbia essere ricordato solo per quello. Sono stato un buon calciatore, ho giocato nel Genoa, nel Milan e nella Roma".
E, invece, il guardalinee rimase immobile con la bandierina alzata.
"Un abbaglio clamoroso, la dinamica dell'azione era infatti semplice e sul fatto che io arrivassi da dietro non potevano esserci dubbi. Dirò di più: Bergamo era in una posizione ottimale per decidere da solo. Però non se la sentì di prendersi la responsabilità di sconfessare il suo collaboratore".
Bergamo, dunque, come Ponzio Pilato, secondo lei qualcuno voleva che lo scudetto finisse alla Juve?
"A quei tempi andava di moda parlare di stanza dei bottoni, ma non credo che la Juventus andasse a cercare aiuti. Non dimentichiamo che quella era una grande squadra: Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Tardelli. Ovvero, l'ossatura della nazionale che l'anno successivo sarebbe diventata campione del mondo. E poi Bettega, Causio, Brady. Ma noi non eravamo da meno: Bruno Conti, Pruzzo, Ancelotti, Di Bartolomei e soprattutto Falcao. Un fenomeno, un giocatore completo".
La moviola dimostrò che il gol era regolare e divamparono le polemiche.
"Ma era un altro calcio, niente a che vedere con gli eccessi attuali. Dino Viola, che era un signore dotato di un grande senso dell'umorismo, ogni volta che vedeva Boniperti non perdeva occasione per ricordargli che gli aveva portato via lo scudetto per una questione di centimetri. Ma sempre con simpatia e soprattutto molta classe".
E naturalmente Liedholm, il barone, la prese con la solita flemma scandinava.
"A caldo tutta la squadra assorbì bene quell'ingiustizia. Mancavano ancora due giornate alla fine del campionato ed eravamo fiduciosi di riuscire comunque a recuperare il punto che ci distanziava dalla Juventus. La domenica successiva, infatti, noi avremmo ospitato all'Olimpico la Pistoiese già retrocessa, mentre la Juve rischiava contro il Napoli, che era terzo ad un punto da noi e a due dai bianconeri".
Ma la solidarietà del centrosud non scattò: la Juve vinse e chiuse definitivamente il campionato.
"A decidere la partita fu un'autorete, nessuno si sarebbe aspettato un Napoli così arrendevole. Era destino che la Juve dovesse essere la mia bestia nera, già una volta mi aveva portato via uno scudetto che credevo di aver già vinto. Ma con il Milan andammo a prendere cinque gol a Verona e proprio all'ultima di campionato la Juve ci superò".
Il 15 agosto 2020 in un intervista a Giancarlo Dotto per il "Corriere dello Sport" disse ancora "Ci fosse stato il Var quel giorno a Torino sarei diventato famoso, ma per un altro motivo. E sarebbe stato molto meglio".
PERUGIA-BRESCIA 0-0
Perugia:
Brescia:
Arbitro:Pieri di Genova.
PISTOIESE-FIORENTINA 0-1
Pistoiese:
Fiorentina:
Arbitro:Angelelli di Terni.
Rete:80'[Autorete] Rognoni.
Espulso:Berni (8') per gioco violento su Bertoni.
UDINESE-CAGLIARI 2-2
Udinese:Allenatore:Ferrari.
Cagliari:Allenatore:Tiddia.
Arbitro:Ciulli di Roma.
Reti:40'Quagliozzi 66'Gerolin 76'Zanone [Rigore] 89'Selvaggi [Rigore].
CLASSIFICA:
CLASSIFICA MARCATORI:
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