Di Redazione.
Alle sette di sera Giulio Calvisi è ancora incerto. Non sa se è il caso di farsi assediare dai microfoni, dopo l’annuncio della conferenza stampa di un trionfo possibile, ma non certo. Il segretario dei Ds si è rifugiato al secondo piano della federazione di Cagliari per vivisezionare le cifre che garbatamente gli porgeva il compagno Tore Sanna, campione di percentuali.
Verso le otto di sera, Calvisi era raggiante a metà. Non si era ancora reso conto della valanga di voti abbattutasi felicemente sull’Unione, ma ormai aveva abbandonato la curiosa e originale espressione di un’ora prima, quando aveva detto di sentirsi «più che moderatamente soddisfatto». A quell’ora, il segretario diessino metteva ancora in dubbio la vittoria di Pasquale Onida a Oristano. Alle nove, però, ha cominciato a saltellare. «Abbiamo vinto, lo sapevo, me lo sentivo. Il centrosinistra ha ribaltato i risultati in alcune zone della Sardegna nelle quali le Cassandre ci davano per perdenti. Penso a Sassari, ad esempio. Per non parlare di Cagliari. Un po’ tutti gli osservatori indicavano Delogu for president, e invece ha vinto Graziano Milia. Anche dalla Sardegna è giunto un segnale molto forte di cambiamento che mette in luce non solo il malgoverno del centrodestra, ma allo stesso tempo affida al centrosinistra il compito di guidare le nuove province e moltissimi comuni. Questa è la dimostrazione che, quando si combatte uniti, si vince. Noi non abbiamo fatto una campagna elettorale “contro”, ma una campagna “per”. Conta anche questo».
Antonello Soro ha più di un motivo per gioire. Tre presidenti delle nuove province appartengono alla Margherita. E in Gallura, dove si andrà al ballottaggio, la Margherita è il primo partito. «Sono contento per più di una ragione. La coalizione di centrosinistra ne esce notevolmente rafforzata, sulla scorta di quanto era già accaduto a livello nazionale. Ne esce rafforzato anche il governo regionale. Era stato il centrodestra a considerare queste elezioni amministrative come un referendum sull’esecutivo guidato da Renato Soru. Ebbene, questo referendum, la Casa della Libertà, l’ha perso. Quando si marcia all’insegna dell’unità, quando si propongono all’elettorato candidati seri e credibili, quando si dimostra coerenza e non ci si avvita in interessi occasionali, è difficile sbagliare e perdere» ha dichiarato il segretario regionale. Soro non si è meravigliato della vittoria a Cagliari. «In tempi non sospetti, ho dichiarato che nel capoluogo il successo era possibile, e i fatti mi hanno dato ragione. E’ importante anche il risultato del Sulcis, dove avevamo perso. Non mi stupisco invece del dato di Sassari perché anche l’anno scorso il centrosinistra aveva dimostrato di essere vincente. Solo conferme invece da Nuoro, Ogliastra e Medio Campidano. Quanto ai Comuni, mi colpisce molto il risultato di Quartu: nella terza città della Sardegna le proporzioni del successo diventano un fatto politico di assoluta rilevanza» ha inoltre osservato. Ecco Milia. E’ doppiamente contento. Ha battuto Delogu, e a Quartu, città della quale è stato sindaco, Gigi Ruggeri ha sconfitto il giornalista Emanuele Dessì. Misurato il suo commento, nonostante la rilevante impresa di avere sottratto al centrodestra un feudo storico. «Intanto do atto al mio avversario di grande signorilità. Mariano Delogu è stato uno dei primi a telefonarmi per congratularsi con me. Apprezzo molto questo gesto: a Delogu, ho chiesto collaborazione». Milia ha voluto dedicare il successo alla memoria del compianto Alberto Palmas, primo Presidente di centrosinistra della Provincia di Cagliari».
L’analisi di Giacomo Sanna invece scivola su concetti che sottolineano l’autonomia di giudizio del segretario nazionale dei sardisti. Sanna non vuole fare riferimenti al vento favorevole che ha soffiato nella penisola prima, e in Sardegna in questa tornata elettorale. Né intende attribuire alla vittoria una sorta di referendum sul governo regionale. «Il centrosinistra ha vinto perché gli elettori hanno voluto punire chi, in questi anni, ha governato (male) Province e Comuni. E’ un giudizio netto, una condanna ferma per il modo in cui il centrodestra non ha saputo interpretare i bisogni e le aspettative della gente. Escludo quindi qualsiasi connessione con l’operato della giunta regionale: queste erano elezioni amministrative, non elezioni regionali» rileva Giacomo Sanna.
Pur non essendo raggiante per aver perso le elezioni nel suo Comune (Padru), il responsabile nazionale degli Enti locali dell’Udeur Antonio Satta sottolinea «la grande massa di voti racimolata a Sassari, per esempio, dove siamo attorno al dieci per cento. E’ andata molto bene anche in Gallura (collegio nel quale Satta voleva essere candidato alla presidenza), dove contiamo seimila voti, duemila in più rispetto al risultato delle regionali. Molto bene anche in Ogliastra, e molto bene a Cagliari, città nella quale il nostro partito, nel 2004, aveva raccolto appena l'uno e sette per cento. Una crescita costante. insomma, che premia noi e premia la coalizione di centrosinistra».
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