venerdì 14 ottobre 2011

ONIDA SI PRESENTA AI SUOI ELETTORI "IO PRESIDENTE DELLA PORTA ACCANTO" (10/05/2005)

Di Roberto Petretto.

In un completo da cacciatore tirolese Pasquale Onida ha festeggiato in una tv privata oristanese la certezza della vittoria. Niente blazer e cravatte in tinta così care al suo predecessore. Se anche l’immagine è sostanza, il presidente dai modi concilianti e bonari già dalla sua prima uscita manda dei messaggi subliminali al proprio elettorato, ma anche a quello che non l’ha votato: «Attenzione, sarò il presidente della porta accanto, quello in camicia a quadrettoni e gilet. Quello a cui potrete rivolgervi con fiducia». Signori, si cambia stile: dopo l’azzimato Mario Diana, ecco il presidente dal volto umano che in campagna elettorale ha promesso di dialogare con l’opposizione «pur nel rispetto dei ruoli» e di puntare sulla concertazione, termine non amatissimo durante l’amministrazione Diana. Onida ha vinto grazie a queste armi? Anche, ma soprattutto grazie a due elementi: innanzitutto il tradizionale amore dell’elettorato oristanese per i moderati o, meglio, per i conservatori. In secondo luogo gli errori del centro sinistra nella fase di preparazione della campagna elettorale.  Onida ha incarnato la storica attitudine oristanese alla stabilità, l’amore per tutto ciò che porta il marchio Dc. Se poi ci si aggiunge un anticomunismo diffuso che farebbe la gioia di Berlusconi, si raggiunge il risultato sancito dalle urne. Eppure non tutto è andato come previsto. «Ho perso una cena con Linalba Ibba - ha detto il consigliere regionale dell’Udc, Franco Cuccu -. Avevo scommesso che Onida avrebbe dato dieci punti percentuali di distacco a Silvano Cadoni». Alla fine il distacco è stato di sette punti, circa 7.700 voti. Molti, moltissimi. Ma l’obiettivo di vincere al primo turno si è materializzato solo a pomeriggio inoltrato. Insomma, il candidato del centro sinistra è stato in corsa a lungo in una competizione dove solo un mese fa nessuno avrebbe scommesso un centesimo sull’elezione di Silvano Cadoni alla presidenza della Provincia. E infatti troppi nel centro sinistra non hanno voluto scommettere su questa partita. Troppi nomi di seconda schiera nelle liste, troppe sigle nascoste in una civica come “Insieme” che ha ottenuto briciole di consenso. Il centro sinistra avrebbe potuto e dovuto prepararsi meglio alla competizione elettorale, ma non l’ha fatto, probabilmente perché non ci ha creduto. Il centro destra deve ringraziare l’alleanza con l’Uds, che ha portato a casa un 7 per cento decisivo, e la crescita dei Riformatori, che rispetto alle precedenti provinciali hanno guadagnato quasi cinque punti percentuali. «E purtroppo non abbiamo tenuto in città, altrimenti saremmo stati anche noi intorno al 10 per cento», dice il segretario provinciale Attilio Dedoni.  Il crinale del 10 per cento è quello che stabilisce le gerarchie all’interno della coalizione di centro destra. E stabilire le gerarchie aggiornate è importante in vista del prossimo appuntamento elettorale: quello con le politiche del 2006 (salvo sorprese).  L’Udc, seconda forza della coalizione, aveva già messo sul piatto le proprie pretese: un proprio esponente per uno dei collegi dell’oristanese. Sperava probabilmente di diventare il primo partito del centro destra e di poter dettare con più forza le proprie regole. Invece il primo partito è quello del presidente, Fortza Paris, che ha incamerato quasi 11mila voti e ora guarda tutti dall’alto in basso. Proprio tra Fortza Paris e Udc, in campagna elettorale ci sono state le tensioni maggiori che ora dovranno essere ripianate o rischiano di esplodere. Prima valvola di sfogo il Comune, dove si realizzeranno alcuni cambi (forse Franco Serra lascerà la poltrona di assessore per occuparne una analoga in Provincia). Il Piano urbanistico potrebbe subire delle ripercussioni, ma questo lo si potrà capire solo nei prossimi giorni.  Continua invece la crisi di Forza Italia, che ha dimezzato la propria percentuale di suffragi. Anche il calo di An ha inciso sulla mancata marcia trionfale del centro destra e questi segnali dovranno essere interpretati dalla dirigenza dei due partiti.  Nel centro sinistra tra i partiti in crescita c’è sicuramente il Psd’Az che torna a livelli di consenso abituali dopo il brutto risultato delle regionali. Tengono bene sia i Ds che la Margherita, rispettivamente primo e secondo partito del panorama politico oristanese. I Verdi continuano a raccogliere pochi spiccioli di consenso, ma la delusione maggiore per il centro sinistra viene sicuramente dalla lista insieme che ha raccolto Comunisti italiani, Italia dei valori, Socialisti federalisti, ma soprattutto Udeur e Progetto Sardegna: il 4,24 per cento è un risultato decisamente al di sotto delle aspettative.  Infine il voto di protesta: il partito delle schede bianche e nulle (quasi seimila) è la nona forza in campo.

(Da "La nuova Sardegna")

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