giovedì 22 dicembre 2011

L'INCHIESTA SI ALLARGA ANCHE ALLA SERIE A (21/12/2011)

Di Pier Luigi Piredda.


L'inchiesta si allarga. Una ventina le partite di serie A nel mirino dei magistrati, mentre dai tabulati delle intercettazioni telefoniche emergono collegamenti tra i presunti componenti delle combine e le utenze telefoniche di dirigenti del Lecce e dell'Atalanta, la squadra di Cristiano Doni, il protagonista principale di questa seconda fase dell'inchiesta sul calcioscommesse. E non basta. Perchè mentre Nicola Santoni, ex preparatore dei portieri del Ravenna e grande amico di Doni, ha deciso di rispondere alle domande del gip di Cremona andando contro le indicazioni del suo avvocato, da Napoli rimbalza la notizia che la magistratura campana ha aperto due inchieste: la prima sui rapporti tra la camorra e alcune agenzie di scommesse asiatiche. L'altra sulla presunta combine di alcune partite con la preziosa collaborazione di una «gola profonda».  E a fine serata è arrivata un'altra bomba. Il giro sarebbe molto più grosso di quello scoperto finora e chiamerebbe in causa giocatori, società e arbitri anche di serie A. Dalle carte dell'inchiesta della procura di Cremona è emerso un nuovo tassello del puzzle, fornito da un rapporto della squadra mobile di Bologna. E' il racconto di una «fonte confidenziale particolarmente addentro al mondo delle scommesse sportive lecite e del gioco d'azzardo», dal quale emergono i nomi di due giocatori importanti di serie A: Gennaro Gattuso e Wesley Sneijder. Ma nomi e circostanze sono ancora tutte da approfondire visto che il racconto è pieno di imprecisioni.  La giornata si era aperta con le notizie trapelate dal palazzo di giustizia di Cremona sulle intercettazioni relative a uno degli arrestati (Ljubija Dunderski) della Banda degli zingari: dal tabulato risulterebbero diverse telefonate con Doni e altri indagati, ma anche 15 chiamate a un'utenza telefonica intestata a Carlo Osti, direttore sportivo del Lecce, ma all'epoca dei fatti ancora ds dell'Atalanta. E poi la chiamata dell'ex capitano bergamasco, fatta con l'ormai famosa e introvabile sim rumena, a un'utenza telefonica intestata alla societa «Mdf Italia spa» di Milano, di cui è presidente il consigliere d'amministrazione atalantino Isidoro Fratus. Il contatto risale al 24 marzo 2011, due giorni prima di Padova-Atalanta (finita in parità), una delle partite nel mirino degli inquirenti di Cremona, tanto che il gip Salvini nell'ordinanza ha scritto: «L'esistenza di un accordo tra le due società è sostanzialmente confermato... in Asia erano stati giocati 23 milioni di euro sul pareggio».  Nel pomeriggio, l'interrogatorio di Nicola Santoni, oltre due ore, che ha ammesso le proprie responsabilità. Ma ha anche ammesso di aver comprato il Piacenza affinchè perdesse la partita del 19 marzo 2011 con l'Atalanta. La cifra puntata sarebbe stata di 30mila euro che al termine della gara aveva fruttato il doppio. Santoni ha deciso di collaborare con il gip Salvini, nonostante il parere negativo del suo difensore. Oggi altra giornata di interrogatori: saranno sentiti Carlo Gervasoni (ex giocatore del Piacenza) e Luigi Sartor. Venerdì toccherà a Doni e Benfenati. Intanto, l'ufficio legale del Codacons ha avviato lo studio di una class action finalizzata a far ottenere a tifosi e scommettitori il risarcimento dei danni per le partite truccate.


(Da "La nuova Sardegna")

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