Di Annalisa D'Aprile.
L’Italia è in recessione. E il 2012 si preannuncia come un anno pessimo per l’economia del Paese con ricadute pesanti su occupazione, consumi e, quindi, sulle tasche degli italiani. Una fosca prospettiva che per il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, bisogna affrontare con un governo che punti su «coesione e cambiamento » e concentrandosi sui «grandi tempi sociali» (che per il Pd saranno «lavoro e redditi »). Mentre il segretario della Uil Luigi Angeletti prevede già un «aumento della disoccupazione », e le associazioni dei consumatori incolpano la manovra Monti e invocano misure per il rilancio della crescita e dei consumidelle famiglie. A certificare, dopo l’allarme lanciato una settimana fa dal Centro studi di Confindustria, l’avvio del Paese verso una fase recessiva è ora l’Istat. Nel suo monitoraggio l’istituto segnala che il terzo trimestre 2011 è stato recessivo: il prodotto interno lordo ha segnato una flessione dello 0,2 per cento rispetto al trimestre precedente. Per la prima volta dal 2009 il Pil è diminuito dauntrimestre all’altro,madue anni fa il calo era stato dello 0,1 per cento. Anche se, fanno notare gli esperti, tecnicamente la recessione scatta quando due trimestri consecutivi danno il segno meno, di fatto l’Italia entrerà nel 2012 con il Pil in contrazione. Secondo i dati dell’Istat, il Pil è salito dello 0,2 rispetto al terzo trimestre 2010, mentre la crescita acquisita per il 2011 è pari allo 0,5. Tutte le componenti della domanda interna sono risultate in diminuzione. Le importazioni si sono ridotte dell’1,1 per cento, le esportazioni sono cresciute dell’1,6. La domanda nazionale, al netto delle scorte, ha sottratto 0,4 punti percentuali alla crescita congiunturale del Pil (-0,1 i consumi delle famiglie, -0,1 le spese della Pubblica amministrazione e -0,2 gli investimenti). «Abbiamo davanti un anno che non sarà semplice, un anno di recessione e questo è ormai chiaro – spiega Bersani – dobbiamo focalizzarci sulla questione dei grandi temi sociali, sulla condizione reale della gente, sugli elementi di crisi che devono essere il nostro faro, la nostra priorità». Per il Codacons «l’Italia è in recessione ma Monti nonlo sa ancora» e il dato del Pil non è altro che «il preludio della recessione economica che ci attende per il 2012 e la dimostrazione che le manovre che si sono succedete da questa estate ad oggi, decreto Salva Italia compreso, serviranno anche al pareggio di bilancio del 2013ma di certo non alla crescita». Sulla necessità, specie nella fase recessiva, di «sostegno alla crescita » si sofferma Confcommercio: «È indispensabile adottare politiche di stimolo dal lato dell’offerta e contenere, per quanto possibile, l’incremento del carico fiscale su famiglie e imprese ». E di «misure di rilancio» per arginare la «contrazione dei consumi» parlano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Che il 2012 sarà un anno di recessione lo dice anche il rapporto Afo, l’ufficio studi delle banche italiane, prefigurando una contrazione del Pil dello 0,7 per cento. Intanto gli italiani corronogià ai ripari snellendo imenù delle feste. Confesercenti infatti, rivela che quest’anno per la tavola si spenderanno 542 milioni di euro in meno.
(Da "La nuova Sardegna")
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