sabato 23 giugno 2012

CONTRO LA MALATTIA ED I PREGIUDIZI (22/06/2012)

Di Lucio Salis.

Non solo uno scienziato.Antonio Cao era un militante sul fronte della salute, sempre pronto a impegnarsi, con autorevolezza scientifica e grande passione civile, contro le malattie, ma anche i pregiudizi che spesso le accompagnano. Ultimamente si era duramente scontrato con le burocrazie ministeriali che escludevano i ragazzi sardi fabici dalla carriera militare.
Una passione espressa durante tutta la sua lunga carriera, iniziata negli anni Cinquanta come assistente del professor Macciotta, in Clinica pediatrica. Dopo un periodo trascorso a Perugia, al seguito del professor Tangheroni (suo maestro), nel '73 è rientrato a Cagliari per dirigere il Centro per le microcitemie, prima in via Porcel poi nell'ospedale di via Jenner. Ed è su quel fronte che ha raggiunto i più significativi risultati, dimostrando che la talassemia non era un male incurabile. All'epoca, i malati erano circa 1800, ne venivano alla luce 150 all'anno, con una vita media di 9 anni. Oggi le nascite si riducono a poche unità (da genitori consapevoli) mentre l'età non ha più limiti definiti. I talassemici si sposano e hanno figli.
È il grande merito del professor Cao. Raggiunto col rigore dello studiose e una buona dose di impegno politico. L'ex assessore regionale alla Sanità Emanuele Sanna ricorda il contributo essenziale dato alle grandi campagne di prevenzione, basate su screening per individuare i portatori di talassemia e diagnosi prenatale, che hanno consentito anche alle coppie a rischio di avere figli.
Tutto questo è avvenuto perché Cao ha creato un sistema di controllo, prevenzione e cura della malattia esportato in tutto il mondo. Grazie a un approccio nuovo - precisa il successore Renzo Galanello - basato su metodi di biologia molecolare. L'Ospedale microcitemico è infatti un centro di rilievo internazionale, uno dei pochi presidi di riferimento per le malattie genetiche riconosciuto dall'Organizzazioine mondiale della sanità.
Un gioiello, rappresentazione della figura di un clinico pediatra, genetista di fama mondiale, ematologo, sempre aggiornatissimo, all'avanguardia in tutti i settori. In grado di coniugare l'acume clinico con la ricerca. Un caposcuola. Che non dava tregua ai suoi allievi, li stimolava ed era pronto ad accogliere medici provenienti da ogni parte del mondo, desiderosi di aggiornarsi. Non solo sulla talassemia, ma anche sulle malattie rare e di origine genetica, alle quali Cao dedicava gran parte dell'impegno. Il suo attivismo, i risultati ottenuti, sono stati sottolineati da riconoscimenti internazionali. Ma quello cui teneva di più era il Sardus Pater. Forse perché glielo avevano assegnato quei sardi cui aveva dedicato (e spesso salvato) la vita.

(Da "L'Unione Sarda")

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