venerdì 19 ottobre 2012

LA MORTE DI MANLIO SCOPIGNO (25/09/1993)

Di Giampaolo Carboni.
E' deceduto quest'oggi a Rieti il tecnico del Cagliari campione d'Italia nella stagione 1969/1970 Manlio Scopigno (NELLA FOTO):aveva 67 anni essendo nato a Paularo in provincia di Udine il 20 novembre 1925.
Da calciatore legò la sua carriera al Rieti,città dov'era cresciuto e dove si era trasferito con la famiglia dopo che il padre,Guardia Forestale,venne inviato lì, rimane sempre legato alla cittadina laziale.Gioca in Serie C con il Rieti nel ruolo di terzino,dimostrando uno stile di gioco diverso da quello deciso e a volte rude dei difensori del tempo. Milita poi in Serie B, nelle file della Salernitana. La sua carriera si interruppe bruscamente tre anni dopo quando, al passaggio al Napoli, è vittima di un terribile incidente (rottura dei legamenti del ginocchio, infortunio all'epoca senza rimedio) durante la sfida casalinga col Como, per ironia della sorte pochi istanti dopo aver segnato la sua unica rete in Serie A.
Iniziò ad allenare nelle serie minori, diventando poi amico dell'allenatore del Lanerossi Vicenza Roberto Lerici, conosciuto ad un corso per allenatori. Diventato secondo dell'allenatore biancorosso, nella stagione 1961-1962 Lerici è esonerato ma consiglia ai dirigenti di dare la panchina a Scopigno, il quale rimase a Vicenza fino al 1965, ottenendo due ottimi piazzamenti, un sesto ed un settimo posto, portando il Vicenza fra le migliori provinciali del campionato italiano.Passò al Bologna,vivette una stagione sfortunata e venne esonerato,per essere poi chiamato al Cagliari nell'estate 1966.Nonostante la conquista del sesto posto, la dirigenza preferì sollevarlo dall'incarico, ffidando la panchina ad Ettore Puricelli.Scopigno passò quindi la stagione 1967-1968 ufficialmente da disoccupato.In realtà il tecnico carnico è regolarmente stipendiato dall'Inter affinché sia disponibile alla sostituzione del bizzoso Helenio Herrera,ormai al termine della sua avventura sulla panchina nerazzurra.All'inizio della stagione 1968-1969 tornò alla guida del Cagliari.Nel giro di pochi anni guidò la squadra sarda ai vertici del calcio italiano con il secondo posto nel 1968-1969 e soprattutto con lo storico scudetto del 1969-1970, il capolavoro della propria carriera,anche se non poté sedersi in panchina per buona parte del girone di ritorno a causa di una squalifica di cinque mesi per offese ad un guardalinee dopo la gara Palermo-Cagliari di quel torneo.Dopo la conquista del titolo di Campione d'Italia resta per altri due anni in Sardegna, quindi dopo un anno sabbatico vene ingaggiato dalla Roma per la stagione 1973-1974,ma abbandonò la panchina dopo solo sei giornate, forse dopo aver verificato di non poter reggere la pressione di una piazza molto più esigente di Cagliari.La stagione successiva accettò,a campionanto in corso, di subentare ad Ettore Puricelli sulla panchina del Lanerossi Vicenza coinvolto nella lotta per non retrocedere. Il campionato si concluse con la retrocessione della squadra veneta. Scopigno restò alla guida dei biancorossi anche la stagione successiva in Serie B alla ricerca di un immediato ritorno nella massima serie,ma l'esito fu deludente e,complice una malattia che lo costrinse a letto per mesi,Scopigno lasciò la panchina con il Lanerossi in zona retrocessione (a fine stagione i veneti otterranno una sofferta salvezza).Da allora nonostante non si sia mai ufficialmente "ritirato" non venne più ingaggiato come allenatore.Dopo avere superato le conseguenze di un primo infarto,Scopigno è scomparso all'ospedale di Rieti, vittima di un secondo arresto cardiaco.
Il suo palmares da allenatore vede il campionato italiano 1969-1970 con il Cagliari ed il trofeo individuale del Seminatore d'Oro nel 1966-1967 come miglior allenatore della suddetta stagione agonistica.


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