venerdì 22 febbraio 2013

ANTONIO INGROIA CHIUDE A CAGLIARI LA CAMPAGNA ELETTORALE DI RIVOLUZIONE CIVILE (22/02/2013)

Di Giampaolo Carboni.

E' iniziato con il saluto a Salvatore Usala, malato di Sla e portavoce delle battaglie per i diritti dei diversamente abili e contro i tagli alla non autosufficienza, l'appuntamento di Antonio Ingroia, stasera a Cagliari per la chiusura della campagna elettorale della lista Rivoluzione civile. "La vostra battaglia sara' la nostra" ha detto Ingroia a Usala "fatemi sapere quando manifesterete a Roma"."Grillo non fa politica, fa spettacolo e ha molti spettatori. Tutti ridono alle sue battute, ma poi finisce lo spettacolo e tutti tornano a casa con gli stessi problemi che avevano prima". Lo ha detto questa sera a Cagliari il leader di Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia. "Noi invece vogliamo una politica che risolva i problemi dei cittadini - ha aggiunto il magistrato siciliano - e se il movimento Cinquestelle, che non ha nessun programma e manderà in Parlamento non Grillo, cioè l'unico che parla, ma tanti signor nessuno, vorrà confrontarsi con noi, sono i benvenuti".

"Noi abbiamo una proposta precisa per combattere la corruzione e Bersani non ci dice se è d'accordo o contrario, se è con i corruttori o con la legalità". "Le candidature in Sardegna dei due operai del Sulcis (Antonello Pirotto dell'Eurallumina e Luigi Manca della Carbosulcis) significano che siamo al fianco di chi ha pagato la crisi e chi ha combattuto, come gli operai, per difendere i propri diritti e spesso sono stati lasciati soli". "La crisi non l'hanno pagata i grandi gruppi imprenditoriali o il sistema delle banche, perché Berlusconi prima e Monti poi hanno pensato di tutelare soltanto gli interessi forti", ha concluso Ingroia."Il voto utile è quello utile per gli elettori, perché dobbiamo smetterla con questi politici che si vogliono appropriare del voto". Così Antonio Ingroia, durante un incontro elettorale di Rivoluzione civile questa sera in un hotel di Cagliari. "Noi vogliamo rappresentare i cittadini e i lavoratori - ha detto il magistrato siciliano - e chi è anche senza lavoro, cioè tutti coloro i quali sono nell'Italia dimenticata, quelli che hanno pagato la crisi in prima persona. Vogliamo togliere a chi ha troppo per dare a chi ha troppo poco", ha concluso infine il leader della neonata coalizione Rivoluzione Civile.

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