Di Antonello Palmas.
In Gallura torna l’incubo delle rapine alle ville: due sere fa, a Monticanaglia, una zona tra Arzachena e Porto Cervo, intorno alle 22 una banda composta da tre incappucciati armati con pistole e fucili ha assaltato la casa di proprietà di Paolo Azara, manager della Billionaire srl, e della compagna Maria Giagoni, vicesindaco di Arzachena. Nell’abitazione c’era solo la colf, la 48enne Augusta Pignone, originaria di Benevento e residente ad Arzachena, che è stata legata e minacciata. I rapinatori puntavano sicuramente a un colpo più grosso, ma dopo aver cercato inutilmente una cassaforte risultata inesistente, hanno arraffato dodici orologi preziosi esposti nelle vetrine (valore intorno ai 35mila euro), due cellulari (per ritardare l’allarme) e un vecchio fucile, un pezzo d’antiquariato. Quindi la fuga, utilizzando l’auto della governante per raggiungere più in fretta il loro mezzo lasciato parcheggiato non lontano. All’1.40 la Pignone è riuscita a slegarsi e ha avvisato subito i carabinieri della stazione di Porto Cervo, guidati dal comandante Giulio Brandano, che sono arrivati sul posto nel giro di cinque minuti.
Il silenzio della famiglia. Alle indagini partecipa anche il reparto territoriale che ha inviato il reparto scientifica. Sotto analisi degli uomini coordinati dal comandante della compagnia di Olbia, Nicola Lorenzon, anche i filmati del circuito di videosorveglianza.La coppia proprietaria dell’abitazione, denominata “Villa Maria” (e di altre due nella zona, una delle quali, “Villa Bianca”, è nello stesso terreno di quella rapinata) non ha voluto commentare in alcun modo la brutta avventura, che ricorda diversi altri episodi verificatisi in Gallura negli ultimi anni, ad esempio la rapina nella campagne di Monti di fine giugno ai danni della famiglia Mureddu.
Lo scenario. Paolo Azara, 42 anni, è un personaggio piuttosto noto per via del suo ruolo nell’amministrazione della società Billionaire creata da Flavio Briatore, l’ex manager della squadra di Formula 1 della Renault. E una sua società gestisce un bar a Liscia Ruia. La compagna Maria Giagoni, di professione commercialista, oltre che vicesindaco è anche assessore ai servizi sociali, sorella dell'ex sindaco ed ex assessore provinciale al Turismo Gimmi Giagoni. La suggestiva zona di Monticanaglia, scelta come residenza da diversi personaggi noti, è però caratterizzata dalla presenza di abitazioni isolate, appetibili per i malintenzionati. Proprio come la casa in pietra il cui ingresso in legno con due enormi monoliti in granito è sulla strada di Monticanaglia, ma che domina la collina davanti alla panoramica Olbia-Porto Cervo.
Il blitz. I tre rapinatori hanno atteso l’oscurità prima di parcheggiare la loro auto nello spiazzo vicino ad una stradina di campagna che dalla panoramica scende nel canalone: la certezza arriva dal fatto che qui è stata trovata l’auto della colf abbandonata. È quindi da qui che i banditi avrebbero raggiunto a piedi la casa di Paolo Azara, inerpicandosi sulla collina e superando il bastione in pietra. I criminali, in tuta mimetica e passamontagna scuri, con grossi guanti neri, armati di pistole e fucili, sono quindi arrivati nel giardino della villa dove hanno sorpreso Augusta Pignone intenta a innaffiare le piante. È stato un attimo: la donna, terrorizzata, è stata spinta dentro la casa e legata con fascette di plastica. Poco prima la colf aveva sentito per telefono Maria Giagoni, che le aveva comunicato che avrebbe ritardato il rientro a casa: stava infatti assistendo a una rassegna di gruppi folk ad Arzachena.
La fuga. I tre, dall’accento sardo, hanno cominciato a rovistare nelle stanze cercando di scoprire dove fosse la cassaforte, che a quanto pare non c’è proprio. A quel punto si sono dovuti accontentare di dodici orologi preziosi, oltre che di un vecchio fucile da caccia, portandosi via per precauzione un paio di telefoni cellulari e lasciando la colf legata, seppure in maniera leggera. Quindi si sono appropriati della sua Punto bianca, con la quale sono usciti aprendo il cancello scorrevole dell’ingresso che dà sulla strada di Monticanaglia, per poi raggiungere la vicina panoramica, salire sul la loro vettura e sparire nella notte.
Le indagini. Augusta Pignone ha impiegato un po’ di tempo prima di riuscire a slegarsi, quindi è scattato l’allarme. Ieri mattina i carabinieri hanno prelevato l’auto ritrovata sulla Olbia-Porto Cervo, per sottoporla alle analisi. Per i militari i fatti sono piuttosto chiari: si è trattato di una rapina a mano armata che non ha ottenuto i risultati sperati. Smentite in maniera secca le ipotesi che per tutta la giornata si sono rincorse circa un possibile sequestro di persona andato a monte, che sarebbe stato il vero obiettivo della banda.
(Da "La Nuova Sardegna")
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