martedì 20 agosto 2013

ROGHI,LETTA TROVA I FONDI PER I CANADAIR (12/08/2013)

Di Silvia Sanna.

Il presidente del Consiglio Enrico Letta torna indietro rispetto a quanto stabilito dal suo predecessore Mario Monti e la spending review la fa a casa propria: tre dei dieci aerei che compongono la flotta della presidenza del Consiglio saranno messi in vendita. Introito previsto 50 milioni di euro, da destinare alla lotta agli incendi. Quello che è successo in questi giorni in Sardegna, così come in mezza Italia, ha confermato quanto i sindaci denunciano da tempo e quanto il capo della Protezione civile Franco Gabrielli aveva previsto già un anno fa: l’apparato nazionale antincendi, falcidiato dai tagli, non è in grado di gestire al meglio le situazioni d’emergenza, soprattutto in presenza di più eventi concomitanti. Quattordici Canadair (erano 19 nel 2012) sono pochi, pochissimi: non sono stati sufficienti nella giornata terribile di giovedì 8 agosto, quando al Coau (Centro operativo aereo unificato) del dipartimento della protezione civile sono arrivate 21 richieste di intervento aereo. In testa la Sardegna (8 richieste), 5 dalla Calabria, 2 da Sicilia e Lazio e 1 da Abruzzo, Campania, Liguria e Friuli Venezia Giulia. 14 Canadair per 21 roghi: significa che 7 località sono rimaste scoperte. A testimoniare il mancato o parziale arrivo dell’aiuto dal cielo, nell’isola sono gli 8mila ettari andati in fumo, bruciati in 48 ore. Un bilancio spaventoso, mitigato in parte dalla macchina antincendio regionale, dai tantissimi volontari in campo e dai pochi Canadair che hanno operato sulle zone che andavano a fuoco. Una situazione non più tollerabile, secondo Enrico Letta, che ha deciso di tagliare le spese superflue per ridare un po’ di ossigeno a un apparato antincendio con le ruote sgonfie.Meno voli di Stato, più Canadair. Gli aerei di Stato scenderanno da 10 a 7, in vendita un Airbus 319 e due Falcon 900 «d’intesa – ha detto Letta a Palazzo Chigi – con il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare –. Il ricavato, circa 50 milioni, sarà destinato alla Protezione civile, per rimettere in funzione tutta la flotta antincendi che in virtù dei tagli è stata ridotta ai minimi termini». Il risparmio si avrà anche grazie alla riduzione dei costi di manutenzione e di supporto logistico. Contemporaneamente, il numero di ore volate subirà un taglio drastico, con la previsione di un massimo di 5mila ore (nel 2010 erano state 10.050).Il passo indietro. A ridurre i fondi per la Protezione civile era stato il governo Monti con il decreto 59 del 15 maggio 2012, convertito nella legge 100 del 12 luglio. Dalla flotta aerea erano spariti 5 Canadair e si erano volatilizzati gli Elintanker, uno dei quali l’estate scorsa era a disposizione della Sardegna. Con i 50 milioni che Letta si augura di ricavare dalla vendita dei tre aerei di Stato, in teoria potrebbero essere acquistati almeno 2 Canadair (il costo si aggira sui 20 milioni di euro) oppure garantire 20mila ore di volo in più. Resta da capire come le nuove risorse saranno utilizzate e che benefici ne avrà la Sardegna, che per tenere in piedi per 3 mesi la sua macchina antincendio spende la stessa cifra: 50 milioni di euro in 3 mesi, di cui oltre 4 destinati al pagamento delle spese di noleggio dei 12 elicotteri.Reazioni. I sindaci dei paesi martoriati dai roghi della scorsa settimana (come Laconi, Nurallao, Ghilarza e Sinnai) sono impegnatissimi nella conta dei danni. Un calcolo difficile da fare, legato soprattutto alle segnalazioni dei proprietari delle aziende percorse dal fuoco. Giuseppe Fasolino, sindaco di Golfo Aranci, l’incubo delle fiamme l’ha vissuto alla fine di giugno, quando un incendio spaventoso ha ridotto in cenere una buona fetta dell’oasi naturalistica di Capo Figari. «I Canadair? Dovevano essere 2 ma uno era fermo per un guasto, l’altro appena arrivato, un’ora e mezzo dopo l’inizio dell’incendio, è dovuto rientrare per un’avaria. Lasciamo perdere, siamo stati abbandonati, è un miracolo se non abbiamo dovuto contare morti». Sull’annuncio di Letta: «Finalmente una buona notizia, hanno capito che chi si lamentava aveva ragione. Meglio tardi che mai, anche se il nostro patrimonio ambientale, i boschi di querce secolari, non potranno restituirceli. Mi auguro che quando valuteranno le situazioni più a rischio si ricordino della Sardegna». Sui tempi: «Se ci saranno più Canadair lo scopriremo l’anno prossimo – dice Fasolino –. Ma l’estate non è finita, il rischio sino a settembre è altissimo. Possiamo solo sperare che non succeda niente».

(Da "La Nuova Sardegna")

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