Vincenzo Nibali dà un'altra scossa al Tour De France,facendosi trovare pronto anche nella seconda ed ultima tappa alpina, quella del mitico Izoard. Nella salita verso Risoul il siciliano non fa il cannibale come a Chamrousse, 'limitandosi' a mettere in atto la sua superiorità senza strafare. Basta uno scatto quando mancano 3 km all'arrivo. Pinot e Bardet, giovani orgoglio di Francia, dopo una giornata passata a meditare tranelli alla maglia gialla, si inchinano consolandosi in un derby familiare comunque eccitante per lo sciovinismo dei padroni di casa, che non vedono il podio di Parigi da 17 lunghi anni (secondo posto del discusso guascone Virenque). Valverde invece tende a sgretolarsi, ingobbito sotto il peso di un acuto che all'università del ciclismo proprio non vuole arrivare. L'asturiano resta secondo, ma i segnali, visti i transalpini rampanti, non sono granchè. Un controllo assoluto quello di Nibali, nel quale trova spazio Rafal Majka, il sopravvissuto della fuga iniziale di giornata, al primo successo - e che successo - della sua carriera. Un po' di gioia dunque per il padre padrone della Tinkoff, malinconico quanto orgoglioso dopo l'abbandono della stella Contador. Orgoglio, perchè mister Tinkoff non resiste alla tentazione di lanciare il sassolino: "Se Alberto non fosse caduto, oggi sarebbe maglia gialla". Chissà, magari ha ragione lui ma... Primo: sono parole senza controprova. Secondo: al momento del ritiro, il pistolero stava dietro quasi di tre minuti dal nostro Nibali.L'assalto all'Izoard lo porta per primo un drappello di uomini molto ben assortito. Ne fanno parte, tra gli altri, Majka, Roche, Sagan (che però cede presto) Rodriguez (a caccia di punti per la maglia a pois) e quell'Alessandro De Marchi già in fuga il giorno precedente e splendido vincitore proprio a Risoul nel Delfinato dello scorso anno. Si sale a quota 2360 metri, e l'altitudine spesso può fare più male delle pendenze: il souvenir Henry Desgrange - in onore dell'ideatore del Tour - per la cima più alta, se lo aggiudica Purito Rodriguez. Vincenzo Nibali e gli altri big ovviamente lasciano fare. Già sul Lautaret, una specie di goccia cinese con le sue pendenze modeste compensate dalla lunghezza infinita (34 km), l'Astana si limita ad una andatura regolare, accettata senza batter ciglio dai vari Valverde, Pinot e compagnia. Una situazione tattica che lascia spazio a situazioni collaterali: ad esempio il campione di Francia Arnaud Demare, invece di espletare i propri bisogni in corsa, si accomoda in un camper gentilmente messo a disposizione da alcuni tifosi australiani. Inoltre, Valls che va, Valls che viene: Manuel, il Primo ministro di Francia, si accomoda sull'ammiraglia del patron Christian Prudhomme e segue la corsa, Rafael, corridore della Lampre, l'abbandona. La prima scintilla di classifica nella discesa dall'Izoard, la temibilissima caisse desert, ma è roba tra francesi. Peraud pilota Bardet lungo traiettorie a dir poco insidiose, Pinot soffre nella replica, mentre Vincenzo Nibali non lascia nulla di intentato, andando a chiudere con l'aiuto del fido Fuglsang. La resa dei conti verso Risoul. Il primo a partire è ancora De Marchi, il più brillante però è Majka, che accumula un margine che, sia pur di poco, risulterà decisivo. Dietro Nibali resta senza compagni di squadra, ma non si scompone minimamente. Lascia che gli altri mettano su i loro piani, lascia che Peraud - il più tosto sulla sua ruota - lavori ancora per Bardet. Poi l'acuto, quella maglia gialla che fu assegnata per la prima volta esattamente 95 anni fa (19 luglio 1919) è sempre più sua. Manca solo la vittoria di tappa, ma va benissimo lo stesso: se non altro mister Tinkoff per una volta può sorridere. E fantasticare... Nibali non manca la replica: "Tinkoff lo conosciamo tutti come personaggio e poi parla da patron. Io sto molto bene e poi già dopo la tappa sul pavè avevo due minuti e mezzo di vantaggio su Contador. L'unica cosa certa è che su queste salite ce le saremmo date di santa ragione". Sulla tappa: "Sono andato su con la mia andatura, poi dall'ammiraglia mi hanno detto che se ne avevo, potevo guadagnare ancora e cosi' è stato. Poi Valverde è crollato, quindi vuol dire che ho fatto bene. Sul traguardo ho deciso di fare lo sprint con Peraud perché non mi ha dato cambi per tutta la salita, ma ha sprintato, allora ho deciso di fare io il secondo".
ORDINE D'ARRIVO
1 Rafal Majka POL 5.08.28 (media 34,400 km/h)
2 Vincenzo Nibali ITA 0.24
3 Jean-Christophe Peraud FRA 0.26
4 Thibaut Pinot FRA 0.50
5 Romain Bardet FRA 0.50
6 Tejay Van Garderen USA 0.54
7 Franck Schleck LUX 1.01
8 Laurens Ten Dam OLA 1.07
9 Leopold Koenig CEC 1.20
10 Alejandro Valverde SPA 1.24
16 Bauke Mollema OLA 2.40
24 Alberto Rui Costa POR 4.46
32 Alessandro De Marchi ITA 6.55
34 Michele Scarponi ITA 7.08
CLASSIFICA GENERALE
1 Vincenzo Nibali ITA 61.52.54
2 Alejandro Valverde SPA 4.37
3 Romain Bardet FRA 4.50
4 Thibaut Pinot FRA 5.06
5 Tejay Van Graderen USA 5.49
6 Jean Christophe Peraud FRA 6.08
7 Bauke Mollema OLA 8.33
8 Leo Koenig CEC 9.32
9 Laurens Ten Dam OLA 10.01
10 Pierre Rolland FRA 10.48
11 Jurgen Van den Broeck BEL 11.02
12 Haimar Zubeldia SPA 11.10
13 Alberto Rui Costa POR 12.57
14 Frank Schleck LUX 14.37
15 Richie Porte POL 16.03
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