sabato 25 ottobre 2014

SALONE DEL GUSTO A TORINO (25/10/2014)

Di Giampaolo Carboni.
Terza giornata quella odierna del Salone del gusto a Torino tra stand e convegni (NELLA FOTO IL LABORATORIO DEL GUSTO ITALIA). Ad esempio si è potuto riflettere sulla ‘ricetta Slow Food’ e sulle ragioni del suo sempre più crescente successo, guardare al suo modello organizzativo e gestionale che punta sul cibo come strumento importante di rilancio economico e sociale. Questi i temi al centro del seminario ‘Slow Food, Modello Torino, Metodo Piemonte’, organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino. Ad aprire i lavori il presidente di Slow Food Carlo Petrini, che ha posto l’accento sul concetto di reciprocità. “Anche dal punto di vista economico è una cosa che va riproposta, perché mette in moto un processo virtuoso che è economia e genera flussi incredibili. E danche la politica e le banche dovrebbero capire questo elemento, che esige la necessità di guardare oltre l’immediato. Non potremmo pensare a Terra Madre e alla nostra avventura se non avessimo messo in atto la reciprocità”. Il motto di Petrini (nel ribadire anche alcuni punti già toccati negli altri due giorni della rassegna) è quello di un Slow Food, “buono, pulito e giusto”, un qualcosa che è stato poi preso a prestito dal presidente del Consiglio Nazionale dei Commercialisti, Gerardo Longobardi. “Noi vorremmo lavorare come dice questo motto, vorremmo che le leggi italiane fossero buone, pulite e giuste, avere un sistema legislativo semplice, affidabile, stabile e non con regole modificate di frequente. Noi rappresentiamo un valore aggiunto e vogliamo mettere la nostra esperienza a disposizione delle istituzioni” ha detto Longobardi. A fargli da eco il presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Torino, Aldo Milanese. “Abbiamo lanciato il ‘Modello Torino’, un’innovativa strategia di collaborazione fra istituzioni e mondo dell’impresa, per migliorare l’efficienza del sistema città e cogliere tutte le opportunità di rilancio economico”. Un rilancio economico che, come è stato ribadito al Salone, passa per l’agricoltura. A questo proposito l’assessore piemontese all’Agricoltura, Giorgio Ferrero, ha tenuto a sottolineare come “non possiamo fare competitività seria se ci confrontiamo con un modello agroalimentare in cui le aziende che fanno qualità sono svantaggiate. Non siamo preoccupati per le grandi eccellenze, ma per l’agricoltura che fa i grandi numeri e che da noi ha un livello qualitativo buono, quindi non possiamo accettare che passi il modello americano per cui da un lato c’è il biologico, dall’altro la massa indistinta, perché da noi non è così”.

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